Chi sono i vincitori del Premio Goldman, il “Nobel” per l’ambiente

da | Mag 2, 2024 | climate change, news | 0 commenti

Un premio per persone ordinarie che compiono azioni straordinarie per il Pianeta: il Goldman Environmental Prize, il “premio Nobel” per l’ambiente, viene consegnato ogni anno a 6 persone nel mondo che si sono distinte nella lotta per salvare il Pianeta.

Istituito nel 1989 a San Francisco da Rhoda e Richard Goldman, il riconoscimento premia filantropi e difensori dei diritti umani e del Pianeta. Giunto alla sua 35esima edizione, la cerimonia del Premio Goldman per l’ambiente si è svolta a San Francisco il 29 aprile e a Washington il 1° maggio.

Scopriamo di più sui vincitori.

Qualche cenno in più sul Premio Goldman per l’ambiente

Il Premio Goldman è rivolto a “persone ordinarie che fanno cose straordinarie per salvare la nostra Terra” e celebra gli sforzi compiuti da questi individui per proteggere e migliorare l’ambiente, pur mettendo a rischio la propria incolumità.

Premiando le azioni dei leader dal basso che, concentrandosi sul proprio territorio hanno innescato circoli virtuosi e mobilitato anche la comunità locale, l’intento è ispirare altre persone comuni a mobilitarsi per proteggere il mondo naturale.

Il Goldman Environmental Prize è stato fondato nel 1989 da Rhoda e Richard Goldman e la prima cerimonia si è svolta il 16 aprile 1990. Da allora, ogni anno, i vincitori vengono annunciati in una cerimonia dal vivo (prima a San Francisco e poi a Washington) programmata nella settimana successiva alla Giornata della Terra e premiati con una scultura in bronzo a forma di Uroboro (il simbolo del potere di rinnovamento della natura che raffigura un serpente che si morde la coda).

I vincitori di quest’anno

“Sette leader che hanno rifiutato di compiacersi in mezzo alle avversità, o di lasciarsi intimorire da potenti aziende e governi. Da soli, i loro risultati ottenuti in tutto il mondo sono stati impressionanti. Insieme, costituiscono una forza collettiva e un movimento globale in crescita pieno di speranza”: è con queste parole, John Goldman, presidente della Goldman Environmental Foundation, ha annunciato i vincitori dell’edizione 2024.

Scopriamo di più sui vincitori, scelti tra oltre 100 candidati provenienti da tutto il mondo.

Teresa Vicente, Spagna

Teresa Vicente ha guidato un’iniziativa per proteggere l’ambiente del Mar Menor, la più vasta laguna di acqua salata in Europa, ottenendo una nuova legislazione nel 2022 che le conferisce prerogative giuridiche uniche.

Considerata la principale laguna costiera salmastra del Mediterraneo occidentale, le sue acque incontaminate sono state compromesse dall’estrazione mineraria, dall’espansione urbana e turistica e, negli ultimi anni, dall’agricoltura e dall’allevamento intensivo.

Professoressa di filosofia del diritto all’Università di Murcia, Teresa Vicente è originaria della regione e ha un forte legame con il Mar Menor. Ha dedicato la sua carriera allo studio e alla difesa dei diritti della natura, basando anche la sua tesi di dottorato sulla giustizia ecologica. Tutta la sua attività di protezione del Mar Menor è stata svolta senza alcun compenso. Preoccupata per il declino della laguna, ha agito dopo la moria di pesci nel 2019 per cercare di garantire la sopravvivenza di questo ecosistema battendosi per il riconoscimento dei diritti legali dell’area.

Andrea Vidaurre, Stati Uniti

Andrea Vidaurre, cofondatore del Collettivo per la Giustizia Ambientale, ha guidato sforzi per ridurre le emissioni tossiche del trasporto merci nell’Inland Empire.

Partendo dal suo ruolo di organizzatore comunitario nel 2018, ha influenzato il CARB (la certificazione finalizzata a ridurre e controllare le emissioni di formaldeide dai materiali a base legno utilizzati in California) a implementare normative più severe sulle emissioni dei veicoli commerciali, coinvolgendo sindacati e comunità.

La sua leadership ha portato alla creazione di due regolamenti storici nel 2023: l’In-Use Locomotive Rule e la California Advanced Clean Fleets Rule. Questi regolamenti pionieristici stabiliscono standard nazionali per le emissioni dei treni e mirano a una transizione verso veicoli a zero emissioni nei trasporti su strada entro il 2036. Grazie al suo lavoro, si prevede che milioni di californiani beneficeranno di un’aria più pulita e di un’accelerazione nella transizione verso veicoli ecologici.

Sinegugu Zukulu e Nonhle Mbuthuma, Sudafrica

Nel settembre del 2022, Nonhle Mbuthuma e Sinegugu Zukulu, attivisti indigeni, hanno fermato i dannosi test sismici per la ricerca di petrolio e gas al largo della costa orientale del Sud Africa, nell’area conosciuta come Wild Coast. Con la mobilitazione della loro comunità, hanno quindi ottenuto una vittoria importante, difendendo il diritto della popolazione locale a preservare il proprio ambiente marino.

Quest’azione ha impedito l’esplorazione petrolifera e gasifera in un’area di grande biodiversità, proteggendo le balene migratorie, i delfini e altre specie animali dagli impatti dannosi dei test sismici.

Marcel Gomes, Brasile

Il Brasile ospita alcuni degli ecosistemi più cruciali al mondo, tra cui l’Amazzonia, il Cerrado e il Pantanal, che supportano la biodiversità globale e la resilienza climatica. Tuttavia, la deforestazione sta minacciando seriamente questi ecosistemi, compromettendo la loro capacità di assorbire carbonio e mantenere l’equilibrio climatico.

L’industria brasiliana dell’esportazione di carne bovina è una delle principali responsabili della deforestazione. E JBS, la più grande azienda di lavorazione e confezionamento della carne al mondo, è collegata alla deforestazione illegale.

Per questo, Marcel Gomes e Repórter Brasil, attraverso prove dettagliate, hanno dimostrato il coinvolgimento di JBS nella deforestazione, portando alla sospensione della vendita dei suoi prodotti in sei importanti catene di supermercati in Belgio, Francia, Paesi Bassi e Regno Unito. Questo ha evidenziato l’importanza del monitoraggio e dell’azione contro la deforestazione e ha promosso la consapevolezza sulla connessione tra consumo di carne e distruzione ambientale.

Murrawah Maroochy Johnson, Australia

L’industria estrattiva australiana, leader mondiale nell’esportazione di carbone per valore, alimenta le centrali a carbone globali. Nel bacino della Galilea, nel Queensland, si trova una delle più grandi riserve di carbone al mondo (circa 23 miliardi di tonnellate), oggetto di controversie ambientali e considerata una vera e propria bomba al carbonio. Nel 2021, la miniera Carmichael, gestita da Adani, ha avviato l’estrazione, nonostante la forte opposizione a livello nazionale che ha ridimensionato, ma non fermato il progetto.

Murrawah Maroochy Johnson, 29 anni, membro della nazione Birri Gubba, è un’attivista da quando aveva 19 anni. Ha bloccato lo sviluppo della miniera di carbone di Waratah, che avrebbe aggravato il cambiamento climatico e distrutto il Rifugio Naturale Bimblebox, emettendo 1,58 miliardi di tonnellate di CO2 e minacciando i diritti indigeni. La sua battaglia legale, vincendo un appello nel 2023, ha stabilito un precedente che consente alle Prime Nazioni di contestare i progetti carboniferi collegandoli ai diritti umani e indigeni.

Alok Shukla, India

Le enormi foreste di Hasdeo Aranya in India costituiscono un prezioso habitat per una varietà di specie, tra cui tigri, elefanti asiatici in via di estinzione, leopardi e molte altre a rischio di estinzione. Queste foreste, oltre a ospitare una ricca biodiversità, svolgono un ruolo cruciale nel mantenere il bilancio idrografico della regione, irrigando ampie aree di terreno agricolo attraverso il fiume Hasdeo.

Nonostante il loro valore ecologico riconosciuto, le foreste sono minacciate dall’industria del carbone: nello Stato del Chhattisgarh, ricoperto per il 44% da foreste, c’è anche una una delle più grandi riserve di carbone dell’India. Il subcontinente indiano è uno dei principali produttori e consumatori di carbone a livello mondiale e oltre il 21% del carbone utile per il Paese proviene proprio dal dal Chhattisgarh.

Alok Shukla, attraverso il movimento Chhattisgarh Bachao Andolan, ha condotto una campagna di successo per fermare 21 progetti di miniere di carbone pianificati, proteggendo così un’ampia porzione di foresta. Nel luglio 2022, il governo ha annullato tali progetti, ma la lotta per la protezione di Hasdeo Aranya e delle comunità ad essa legate continua.

Foto dalla pagina Facebook del Goldman Environmental Prize

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