Rompono la teca che contiene la Magna Carta: la protesta delle ecoattiviste ottantenni per fermare i combustibili fossili

da | Mag 13, 2024 | news | 0 commenti

Una donna-prete della chiesa anglicana Sue Parfitt e un’ex insegnante di biologia in pensione Judy Bruce (rispettivamente 82 e 85 anni), attiviste del movimento Just Stop Oil, hanno danneggiato la teca che protegge la Magna Carta presso la British Library di Londra.

Le due attiviste, munite di martello e scalpello, hanno colpito ripetutamente il vetro della teca che contiene la Magna Carta fino a creare una crepa, senza però arrecare danni al documento stesso.

Prima di essere fermate dagli addetti alla sicurezza della biblioteca, le due donne hanno srotolato uno striscione con la scritta “Il governo sta violando la legge” chiedendo al proprio Paese di adottare un piano di emergenza che blocchi l’estrazione e la combustione di petrolio, gas e carbone entro il 2030. 

L’azione di protesta

L’azione di protesta è avvenuta la mattina del 10 maggio; solo qualche giorno prima l’Alta Corte del Regno Unito aveva dichiarato illegale, per la seconda volta, la politica climatica del governo. La Corte infatti ha sottolineato che, al momento, mancano prove sufficienti che certifichino politiche realmente in grado di ridurre le emissioni di gas serra e raggiungere gli obiettivi climatici prefissati per il 2030.

“Questa settimana 400 stimati scienziati, collaboratori dei rapporti dell’IPCC, dicono che siamo tristemente impreparati per ciò che sta arrivando: 2,5 o più gradi di riscaldamento sopra i livelli preindustriali. Invece di agire, il nostro governo disfunzionale è come le tre scimmie: non vede, non sente e non dice nulla” ha detto Judy Bruce, che ha continuato: “Dobbiamo liberarci della nostra dipendenza dal petrolio e dal gas entro il 2030, a partire da adesso”. 

Sue Parfitt ha continuato: “La Magna Carta è giustamente venerata, essendo di grande importanza per la nostra storia, per le nostre libertà e per le nostre leggi. Ma non ci sarà libertà, né legalità, né diritti, se permettiamo che il collasso climatico diventi la catastrofe che minaccia di essere”.

Che cos’è la Magna Carta e che cosa c’entra con la disobbedienza civile

La Magna Carta è un documento storico di fondamentale importanza che ha plasmato il concetto di diritti fondamentali e giustizia nel mondo occidentale. Originariamente emanata nel 1215, delineava i diritti dei cittadini e limitava il potere del re, stabilendo il principio secondo cui nessuno, nemmeno il sovrano, era al di sopra della legge.

Tra le sue clausole più significative, la Magna Charta ha istituito il diritto a un giusto processo e ha posto limiti alla tassazione senza rappresentanza, stabilendo così un precedente cruciale per il governo rappresentativo. Questi principi rivoluzionari hanno ispirato numerosi altri documenti, incluso il fondamentale tessuto della Costituzione degli Stati Uniti e la visionaria Dichiarazione universale dei diritti umani.

Tre clausole rimangono legalmente vincolanti oggi: la garanzia delle libertà della Chiesa inglese; il riconoscimento dei privilegi della City di Londra e di altre città; l’importante disposizione che stabilisce che nessun uomo libero possa essere imprigionato senza il legittimo giudizio dei suoi pari.

“La clausola 39 della Magna Carta è una delle quattro clausole ancora sancite nel diritto comune del Regno Unito, un cosiddetto passaggio d’oro, che afferma: ‘Nessun uomo libero deve essere arrestato, o imprigionato, o rovinato in qualsiasi altro modo, eccetto che per il legittimo giudizio dei suoi pari o per la legge del Paese. Confrontiamolo con il diritto civile così com’è nel 2024, dove le aziende stanno acquistando leggi private sotto forma di ingiunzioni che aggirano il diritto delle persone a un processo con giuria per aver denunciato i crimini delle compagnie petrolifere” ha sottolineato un portavoce di Just Stop Oil.

Foto: Just Stop Oil

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