Prende il via a Torino il G7 Ambiente, Energia e Clima

da | Apr 29, 2024 | news | 0 commenti

Entra nel vivo oggi, alla Reggia di Venaria Reale di Torino, la riunione ministeriale del G7 Ambiente, Energia e Clima. Presieduta dall’Italia (con il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, insieme al viceministro Vannia Gava e al sottosegretario Claudio Barbaro), la riunione si svolgerà oggi e domani in quattro sessioni e approfondirà i temi dibattuti durante gli incontri tecnici dei gruppi di lavoro svolti in questi mesi.

A prendere parte al vertice, oltre ai rappresentanti ministeriali dei Paesi del G7 (Italia, Francia, Germania, Canada, Stati Uniti, Giappone, Regno Unito), sarà presente anche la Commissione europea, con il Commissario all’Energia Kadri Simson, al Clima Wopke Hoekstra e all’Ambiente Virginijus Sinkevicius. Parteciperanno anche gli alti rappresentanti di Paesi e istituzioni internazionali (la presidenza emiratina della Cop 28 e quella della Cop 29 dell’Azerbaigian, il Brasile, come Presidenza di turno del G20, e la Mauritania, come Presidenza dell’Unione Africana) e alcune organizzazioni internazionali, come Aiea, Irena, Odi, Conferenza sui cambiamenti climatici, Undp, Ocse, Unep e l’Ufficio del Segretario Generale delle Nazioni Unite per il Clima.

La sessione di ieri

“L’obiettivo della neutralità climatica è tremendamente ambizioso: entro il 2030 la capacità mondiale di energia rinnovabile deve triplicare e l’efficienza energetica deve raddoppiare. Abbiamo bisogno di attivare contemporaneamente molteplici fattori, e nessuno può essere attivato dal settore privato o dal pubblico da soli. Nessuno deve essere lasciato indietro. Il G7 deve agire in modo inclusivo nei confronti dei Paesi meno sviluppati. Partenariati avanzati e un efficace trasferimento di tecnologia saranno fondamentali per sostenere il loro sviluppo e aumentare la sicurezza e la resilienza delle catene di approvvigionamento globali” ha dichiarato Emma Marcegaglia, all’apertura della G7 Industry Stakeholder Conference, una sessione di lavori in congiunzione con il B7, per un confronto tra le Confindustrie e i governi del G7.

Non siamo nemmeno a metà strada

L’associazione Climate Analytics, nei giorni scorsi, ha analizzato i piani di riduzione delle emissioni dei Paesi del G7: nessuno sembra essere vicino a raggiungere gli obiettivi per il 2030.

I governi del Gruppo dei Sette sono sulla strada per raggiungere appena la metà delle riduzioni delle emissioni di gas serra necessarie entro il 2030 per raggiungere l’obiettivo di 1,5°C previsto dall’Accordo di Parigi.

“Le economie del G7 dovrebbero ridurre le proprie emissioni del 58% entro il 2030, rispetto ai livelli del 2019, per fare la loro parte nel limitare il riscaldamento a 1,5°C. L’attuale livello di ambizione collettiva del G7 per il 2030 è pari al 40-42%, e dunque insufficiente. E le politiche esistenti suggeriscono che il G7 probabilmente raggiungerà solo una riduzione del 19-33% entro la fine di questo decennio”.

Le proteste attorno al G7 Ambiente, Energia e Clima

In queste ore, nel frattempo, alcuni manifestanti a Torino hanno interrotto parzialmente il flusso sulla tangenziale nord della città per poi nuovamente unirsi al corteo per le strade di Venaria, raggiungendo infine la Reggia, dove hanno bruciato rappresentazioni di Giorgia Meloni, del Primo Ministro britannico Rishi Sunak, del Presidente statunitense Joe Biden e di altri leader governativi.

Lo slogan del corteo, Loro 7, noi il 99%, punta a “far sentire voci e istanze contro i ministri dei Paesi più ricchi e industrializzati che si ritrovano per decidere sulla vita delle popolazioni”.

“Noi vogliamo difendere il territorio e sogniamo un mondo senza disuguaglianze e guerre. Siamo contro la finta transizione ecologica fatta di inquinamento e devastazione dei territori per il profitto di pochi. Ma anche contro le guerre e siamo a fianco del popolo palestinese: per tutte queste ragioni dobbiamo unire le nostre forze e ribadire che i Sette potenti del mondo non hanno alcuna legittimità di decidere sulle nostre esistenze“, hanno dichiarato i manifestanti.

Le richieste di Legambiente

In vista del G7 Ambiente, Energia e Clima, anche Legambiente ha preso parola qualche giorno fa, in occasione dell’anniversario del disastro di Chernobyl (26 aprile), invitando il nostro Paese, a capo della riunione, a dare il buon esempio agli altri.

Per contrastare la crisi climatica e velocizzare il processo di carbonizzazione, ha sottolineato Legambiente, servono scelte chiare che promuovano le energie rinnovabili e politiche ambientali coerenti con gli obiettivi climatici. L’associazione ambientalista ha ricordato le sei priorità su cui l’Italia dovrebbe puntare senza cedere alle pressioni delle lobby del fossile e del nucleare:

  • No al nucleare
  • Stop alle fonti fossili
  • Sì alle rinnovabili
  • Sì a filiere nazionali per l’approvvigionamento delle materie prime critiche dai RAEE
  • Messa al bando delle sostanze inquinanti (come i Pfas)
  • Maggiore tutela della biodiversità

Foto: Ansa. 13 aprile 2024: performance degli attivisti di Extinction Rebellion in piazza Duomo a Milano

Post correlati