Presentato FiloBot, il robot che si ispira alle piante rampicanti

da | Gen 30, 2024 | news, tecnologia verde | 0 commenti

Osservare e replicare i meccanismi della natura: è questa l’idea alla base della tecnologia FiloBot. Creato dall’Istituto Italiano di Tecnologia a Genova, questo robot, ispirato alle piante rampicanti, potrebbe essere uno strumento potente e innovativo di monitoraggio ambientale e perlustrazioni in ambienti complessi.

Che cos’è FiloBot

FiloBot è un progetto sviluppato dall’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) a Genova e coordinato da Barbara Mazzolai, Associate Director per la Robotica. L’invenzione è stata presentata nella rinomata rivista scientifica “Science Robotics”.

FiloBot si distingue per la sua straordinaria flessibilità e adattabilità. La sua innovativa tecnica di stampa 3D additiva è incorporata direttamente nel robot, consentendogli di costruire autonomamente il proprio corpo. Il materiale è una termoplastica che viene stesa come un filo che gira intorno all’asse del corpo del robot. Grazie a questa peculiare capacità, FiloBot si adatta passivamente all’ambiente circostante, modellando il suo corpo in risposta alle caratteristiche del supporto o del luogo in cui cresce.

La sua mobilità è guidata da sensori ambientali che replicano le capacità sensoriali delle piante rampicanti. Questi sensori consentono a FiloBot di percepire la forza di gravità e di analizzare il tipo di luce circostante. Rispondendo attivamente a tali stimoli, il robot determina la direzione di crescita, creando configurazioni uniche ogni volta che viene rilasciato.

Questa combinazione di adattamento passivo e attivo lo rende lo strumento adatto a navigare in ambienti 3D non strutturati, riducendo i costi di costruzione e aprendo nuove prospettive nell’esplorazione sostenibile.

Trarre ispirazione dalla natura

Questo tipo di tecnologia nasce proprio da un’attenta analisi della natura al fine di replicarne alcuni meccanismi. Nello specifico, il robot ideato dal team di Mazzolati trae ispirazione dalle piante rampicanti, le quali hanno notevoli capacità di adattamento al contesto in cui si trovano, proprio grazie alla flessibilità della loro struttura.

Queste piante infatti si muovono attraverso la divisione cellulare e l’allungamento rispondendo agli stimoli esterni come luce e gravità. Allo stesso modo, FiloBot cresce da una delle sue estremità costruendo il proprio corpo (grazie alla stampa 3D).

Credit: IIT

Applicazioni di FiloBot

Grazie alla sua capacità di navigare in ambienti 3D non strutturati in modo adattivo, il robot si rivela ideale per il monitoraggio ambientale in aree difficili da raggiungere. Può accompagnare operazioni di perlustrazione in ambienti complessi, misurare l’inquinamento in aree pericolose e esplorare terreni sconosciuti. La sua adattabilità lo rende perfetto per scenari imprevedibili.

Proprio perché ispirato ai comportamenti delle piante rampicanti, funziona secondo un processo decisionale adattivo e autonomo. E questo permette di ridurre i costi di costruzione in termini di energia e materiale, fornendo soluzioni agili e sostenibili per situazioni complesse, regolando le proprietà del corpo in risposta ai diversi ambienti.

In conclusione, FiloBot rappresenta un’innovazione straordinaria nel campo della robotica ispirata alla natura. Il suo potenziale nell’affrontare sfide ambientali complesse lo rende uno strumento cruciale per un futuro sostenibile e orientato alla conservazione dell’ambiente.

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