Cambiamenti climatici: il ruolo che può giocare la Chiesa

da | Ago 29, 2023 | ambiente, climate change | 0 commenti

Tra i vari attori chiamati in causa perché favoriscano la transizione verso un’economia meno nociva per il Pianeta raramente si annovera la Chiesa. Eppure, il Vaticano e la potente Conferenza Episcopale possono giocare un ruolo di primo piano nella battaglia per la sopravvivenza della Terra e, di conseguenza, di tutti gli esseri viventi che la abitano, a cominciare da uomini e donne.

La Chiesa è proprietaria di ingenti possedimenti terrieri in tutto il mondo. È stato calcolato che, mettendo assieme queste proprietà, la loro estensione aggregata sarebbe paragonabile a quella di una nazione di medie dimensioni. Se i cristiani cattolici vivessero in un unico Paese, esso sarebbe il terzo più popoloso al mondo, alle spalle delle sole India e Cina. Alla luce di questi elementi, è evidente che il Vaticano abbia una vasta influenza – nonché una considerevole responsabilità – e che potrebbe metterla al servizio di questa causa esattamente come un qualsiasi altro Stato sovrano.

La Chiesa Cattolica può schierarsi: cosa può fare per i cambiamenti climatici

Tanto spiritualmente quanto materialmente, la Chiesa Cattolica detiene molto potere. Perché il nostro Pianeta possa sopravvivere sono necessarie misure drastiche. Notiamo continuamente come l’approccio graduale che abbiamo scelto di seguire, a livello di comunità planetaria, dopo l’accordo di Parigi (COP21, 2015), non stia dando i frutti sperati. Il tempo che abbiamo a disposizione è sempre meno.

Il Vaticano non deve sottrarsi ai suoi doveri di Stato sovrano e può fare di più rispetto agli altri Paesi. La più piccola nazione al mondo è infatti meno prigioniera delle becere battaglie politiche che ignorano la questione ambientale. Molti leader sono infatti sostenuti da figure che si arricchiscono impoverendo e sfruttando il Pianeta e preferiscono conservare il loro supporto piuttosto che proteggere la nostra casa comune.

Più di quanto accada con ogni altro governo, l’influenza della Chiesa si estende per moltissimi chilometri fuori da Roma, arrivando fino ai più remoti angoli del mondo. La sua storia, così come la sua attualità e la popolarità di Papa Francesco, la rendono una ideale evangelizzatrice ambientale. In fin dei conti, anche la salvaguardia ambientale rientra tra i doveri di un cristiano, il quale è chiamato a prendersi cura del creato.

L’associazione GoodLands si batte per mobilitare il Vaticano a scendere in prima linea nella lotta al cambiamento climatico, al fine di mobilitare l’istituzione e coloro i quali le sono affini nella fede a impegnarsi per tutelare il nostro Pianeta.

Buone terre per una Terra migliore

GoodLands, che possiamo tradurre in italiano come buone terre, dispone di un focus team che ha mappato con impegno e dedizione tutti i possedimenti della Chiesa. Nessuno prima lo aveva mai fatto. Il Vaticano possiede il più grande sistema sanitario non governativo del mondo ed è proprietario del 26% delle strutture sanitarie esistenti su questo pianeta. Il sistema di educazione cattolico è il più grande network per l’istruzione al mondo e il suo apparato di aiuti umanitari è secondo soltanto a quello costituito da tutti i Paesi membri delle Nazioni Unite messi assieme. A fronte di questa potenza di fuoco, non esiste alcun ente cattolico dedito alla salvaguardia dell’ambiente.

La fondatrice dell’associazione, Molly Burhans, alla testata The Submarine, ha sottolineato quanto possa essere importante l’apporto della Chiesa, anche nella lotta ai cambiamenti climatici, citando James Joyce:

«Ecco che arrivano i cattolici, ecco che arrivano tutti».

Nell’enciclica Laudato Si’, lo stesso Papa Francesco definisce il cambiamento climatico un problema globale, con gravi implicazioni, e specifica come i Paesi più sviluppati debbano accettare di decrescere, in modo da consentire ai governi in ascesa lo sfruttamento delle limitate risorse di cui disponiamo. L’idea di fondo è chiara ma, a queste parole, non ha fatto seguito alcun piano concreto.

Burhans è convinta che scienza e fede non siano in contrapposizione. Se la prima ci spiega perché si verifichino eventi e fenomeni, la seconda è in grado di promuovere e stimolare la ricerca di soluzioni sostenibili. Questa sinergia potrebbe veramente portare al raggiungimento di obiettivi che stanno sfuggendo ai capi di Stato, i quali non dispongono certo del potere ideologico e spirituale del Vaticano.

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