Dovresti fare un bagno ghiacciato: ecco perché!

da | Mag 15, 2024 | vivere green | 0 commenti

Farsi un bagno ghiacciato è un’attività da cui derivano numerosi benefici: il nostro corpo, in particolar modo i nostri muscoli, subisce un effetto rigenerativo e al contempo lo shock termico stimola il nostro cervello, che tende così a funzionare meglio.

Esistono diverse situazioni in cui è utile fare un bagno ghiacciato e diverse modalità in cui farlo, in questo articolo approfondiamo i benefici di questa pratica.

A cosa fa bene un bagno ghiacciato

Immergersi in una vasca piena di acqua ghiacciata comporta numerosi benefici per il nostro corpo, sia che si tratti di un modo per alleviare il dolore e le fatiche dopo un allenamento e sia che si tratti invece di una routine propedeutica a futuri sforzi.

L’acqua ghiacciata aiuta infatti a ridurre le infiammazioni, aiuta la circolazione del sangue, rafforza il sistema immunitario e allevia i dolori articolari. Soprattutto dopo un allenamento particolarmente faticoso, immergersi in acqua ghiacciata dà un istantaneo senso di sollievo e allevia il dolore in maniera importante, permettendo un recupero molto più rapido.

Ma non solo, la pratica di eseguire un bagno ghiacciato con regolarità permette benefici nel lungo termine, in particolar modo a chi si sottopone a sforzi notevoli: diversi studi hanno dimostrato infatti come le prestazioni fisiche di chi si fa un bagno ghiacciato con regolarità subiscano grossi miglioramenti, soprattutto per quanto concerne la sensazione di fatica quando lo sforzo è continuo, intenso e duraturo.

Per questo motivo il bagno ghiacciato è una pratica oramai assodata in ambito sportivo, con moltissimi campioni che si immergono dopo le proprie prestazioni.

Dove fare un bagno ghiacciato e quanto deve durare

Ci sono diverse possibilità per fare un bagno ghiacciato. Innanzitutto è necessario abbassare la temperatura dell’acqua al di sotto dei 14 gradi, indicativamente tra i 10 e i 13 gradi a seconda della propria resistenza.

Si possono trovare centri sportivi dotati di vasche apposite o recarsi presso spa o strutture termali dotate di spazi dedicati ai bagni ghiacciati, ma in certi casi è possibile arrangiarsi anche nella vasca di casa, qualora aveste a disposizione grandi quantità di ghiaccio.

La durata è soggettiva, si va da un minimo di 30 secondi a un massimo di qualche minuto, sempre a seconda della propria resistenza. Immergersi in una vasca d’acqua a dieci gradi non è una passeggiata, per cui il primo istinto è quello di uscire il prima possibile, ma se si riesce a superare la resistenza iniziale, rimanere immersi per qualche minuto è più semplice di quel che sembra. La durata ideale sembra essere di cinque minuti.

Mens sana in corpore sano

La pratica del bagno ghiacciato è stata studiata e sviluppata principalmente in ambito sportivo, cercando metodi per aumentare la longevità delle prestazioni dei grandi campioni. Tuttavia, recenti studi hanno mostrato come lo shock termico crei dei notevoli benefici anche al nostro cervello.

In questo caso non è necessario immergersi nell’acqua ghiacciata, ma è sufficiente sottoporre il nostro corpo a un drastico cambiamento di temperatura durante la doccia, in cui possiamo passare da un’acqua tiepida a un’acqua molto fredda per pochi secondi. Lo shock a cui è sottoposto il nostro corpo attiva delle parti specifiche del cervello che ci permettono di avere dei benefici in termini di longevità celebrale e potenziamento delle sinapsi.

La proverbiale doccia fredda potrebbe quindi gradualmente cambiare di significato, diventando qualcosa di auspicabile, seppur in senso letterale.

Per cui, che aspiriate a diventare degli atleti professionisti o semplicemente che vogliate introdurre dei piccoli, ma benefìci cambiamenti alla vostra routine, cominciate dalla vostra doccia quotidiana, sotto la quale potete darvi qualche spruzzata di acqua ghiacciata prima di terminare il bagno. Se questa pratica dovesse piacervi potete quindi avvicinarvi ai bagni ghiacciati, da fare magari una volta alla settimana. In questo caso vi consigliamo comunque un consulto col vostro medico, perché lo shock termico aumenta notevolmente la frequenza respiratoria e, in certi casi, potrebbe non essere l’ideale.

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