Farina artigianale o farina industriale? Quale scegliere e perché

da | Giu 4, 2024 | alimentazione, vivere green | 0 commenti

La scelta tra farina artigianale e farina industriale non è solo una questione di preferenze culinarie, ma anche di salute e sostenibilità ambientale. La farina è un ingrediente essenziale in moltissime preparazioni e può variare enormemente in qualità e impatto a seconda del metodo di produzione.

Scopriamo in questo articolo le principali differenze tra farina artigianale e farina industriale per aiutarti a fare una scelta informata e consapevole.

Come si produce la farina: processo artigianale e processo industriale

La farina artigianale viene prodotta seguendo metodi tradizionali che mantengono intatti i nutrienti e il sapore del grano. Il processo di macinazione lenta a pietra, utilizzato dai piccoli produttori, permette di conservare il germe e la crusca, componenti ricchi di vitamine e minerali. Questo metodo non prevede l’uso di additivi chimici e preserva quindi la purezza e la qualità del prodotto finale.

La produzione industriale della farina, al contrario, prevede la raffinazione del grano e l’eliminazione del germe e della crusca per ottenere un prodotto più omogeneo e con una durata di conservazione più lunga. Questo processo, sebbene più efficace dal punto di vista logistico, riduce significativamente il contenuto nutrizionale della farina.

Inoltre, la farina industriale spesso contiene additivi chimici per migliorare la conservazione e la lavorabilità. Questi additivi sono sicuri secondo le normative vigenti, ma possono influire sulla qualità del prodotto finale.

Perché la farina artigianale scade prima?

La risposta è proprio nel metodo di produzione. La farina artigianale viene prodotta generalmente in piccole quantità e con un metodo meno invasivo che mantiene il germe di grano vivo, ricco di sostanze nutritive ma che rende la farina più suscettibile al rancido. La presenza degli oli naturali all’interno del prodotto finale quindi limita il periodo di conservazione a circa 6 mesi dalla produzione, a favore però di un prodotto più nutriente e genuino.

Al contrario, la farina disponibile nei supermercati, è trattata per avere una conservazione più lunga. La raffinazione elimina il germe del grano la freschezza del prodotto per almeno un anno dalla data di produzione. Un punto a favore per la farina industriale, dunque: può rimanere più a lungo nelle nostre dispense ed essere utilizzata quando preferiamo.

Valori nutrizionali

Come abbiamo visto, quindi, il metodo di produzione artigianale permette la conservazione del germe e della crusca. Il prodotto finale è ricco dunque di vitamine (in particolare la vitamina E e le vitamine del gruppo B), minerali (come ferro, magnesio e zinco) e fibre.

Un consumo regolare della farina realizzata con metodo artigianale, proprio grazie alla sua composizione nutrizionale, può aiutare a mantenere una buona salute digestiva e a controllare i livelli di zucchero nel sangue.

Nel processo di raffinazione, però la farina perde gran parte dei suoi nutrienti naturali. La farina industriale pur essendo spesso arricchita con vitamine e minerali sintetici, non raggiunge lo stesso livello di qualità nutrizionale di quella artigianale. Inoltre, l’assenza di fibre rende questo tipo di farina meno salutare, perché favorisce un assorbimento più rapido degli zuccheri e influenza negativamente il metabolismo.

Impatto ambientale e sostenibilità

Alla luce di quanto detto finora, dunque, traiamo una conclusione più che ovvia: optare per la farina artigianale significa anche sostenere un modello di consumo più sostenibile che premia una produzione locale tendenzialmente a chilometro zero e che si serve di pratiche agricole sostenibili.

Un metodo di produzione di questo tipo riduce l’impatto ambientale e promuove la biodiversità, perché si serve di pratiche agricole meno invasive, che rispettano i cicli naturali del terreno e riducono l’uso di pesticidi e fertilizzanti chimici. Inoltre, i piccoli mulini utilizzano meno energia e producono meno emissioni di CO2 rispetto ai grandi impianti industriali.

Come ogni produzione a livello industriale e per grandi quantità anche la produzione di farina comporta un elevato consumo di risorse e una maggiore emissione di gas serra. L’uso intensivo di macchinari e processi di raffinazione richiede grandi quantità di energia e le pratiche agricole intensive utilizzate per coltivare il grano possono impoverire il suolo e inquinare l’ambiente.

È anche questione di sapore

Molti consumatori che hanno provato la farina artigianale riferiscono di apprezzare il sapore più ricco e la consistenza migliore dei prodotti da forno. Freschezza e qualità degli ingredienti sono tra le motivazioni principali che spingono le persone a scegliere questo prodotto.

La farina artigianale, grazie alla conservazione dei componenti naturali del grano, offre un sapore, un aroma e una consistenza migliori rispetto alla farina industriale. Questo si traduce in prodotti da forno, dal pane alle torte, più saporiti e nutrienti, che conservano il gusto autentico del grano.

La farina industriale è certamente più pratica e facile da conservare, ma potrebbe non offrire la stessa resa in termini di gusto e consistenza.

Conclusione

La scelta tra farina artigianale e farina industriale dipende dalle priorità personali in termini di qualità nutrizionale, impatto ambientale e esperienza sensoriale.

La farina artigianale, sebbene abbia una scadenza più breve e quindi sia anche meno pratica nella vita di tutti i giorni, offre numerosi vantaggi in termini di salute, sostenibilità e gusto.

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