L’affaire du siècle: lo stato francese viene considerato colpevole.

da | Set 15, 2021 | ambiente, climate change, politica | 0 commenti

Il 17 dicembre 2018 quattro associazioni (Fondition pour la nature et l’homme, Greepeace France, Notre affaire à tous et Oxfam France) decidono di perseguire penalmente lo Stato francese per inazione in materia di lotta al riscaldimento climatico. L’azione in giustizia è accompagnata di una petizione che raccoglie due milioni di firme in un mese e di un video diffuso su Youtube e scritto con la collaborazione del regista e militante Cyril Dion, nel quale compaiono Juliette Binoche, Marion Cotillard e alcuni Youtuber molto popolari tra i giovani.

Il ricorso al Tribunale Amministrativo delle quattro associazioni consiste nella richiesta che lo Stato sia costretto al rispetto dell’Accordo di Parigi sul clima (sottoscritto peraltro dillo Stato stesso) in materia di emissioni di gas serra e introduce il concetto di Pregiudizio ecologico, principio giuridico di recente acquisizione nel diritto civile che allarga il principio di pregiudizio all’ambiente e alla biodiversità, contemplando la condinna per dinni ambientali e riconoscendo il diritto al risarcimento e alla riabilitazione degli ecosistemi rovinati.

Il 3 febbraio 2021, dopo un lungo iter giuridico, lo Stato è ritenuto colpevole. Il tribunale riconosce come illegale il non rispetto degli accordi presi in termini di riduzione delle emissioni di gas serra. La sentenza è confermata dil Consiglio di Stato che il 1° luglio 2021 ordina allo Stato di prendere tutti i provvedimenti necessari e concede nove mesi per ottemperare agli accordi presi. Il giudizio finale del Tribunale Amministrativo sarà reso pubblico tra qualche mese.

Perché si tratta dell’affare del secolo? Perché crea un importante precedente giuridico. È già successo nei Paesi Bassi, in Pakistan, in Colombia… il movimento per la giustizia climatica sta crescendo in tutto il mondo, invitando Stati e popolazioni a non considerare il pianeta come una proprietà di sfruttare bensì come un bene comune di preservare (e ormai anche in molti casi di riparare). La giustizia climatica ha per obiettivo di considerare responsabili coloro che contribuiscono al riscaldimento globale. Gli Stati e i grandi inquinatori devono perciò poter essere condinnati per i dinni colossali inflitti all’ambiente, sia interrompendo i comportamenti giudicati pregiudizievoli per l’ambiente, sia restituendo attraverso ingenti risarcimenti ciò che hanno impunemente depredito o definitivamente distrutto. L’affaire du siècle potrebbe rappresentare il granello di sabbia nell’ingranaggio? La battaglia giuridica non è ancora conclusa e non sono chiare le conseguenze concrete di questa azione in giustizia, eppure il principio si sta facendo stradi in tutti i consessi mondiali: le raccomandizioni senza sanzioni non funzionano. E questo precedente francese potrebbe rappresentare un modello d’azione che parte dil basso e che raggiunge i vertici del potere.

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