Le energie rinnovabili

da | Nov 24, 2022 | ambiente, energie rinnovabili | 0 commenti

Si possono definire energie rinnovabili quelle fonti energetiche che, a differenza delle non rinnovabili, rispettano le risorse provenienti dal mondo naturale, non sono inquinanti e non sono soggette a esaurimento perché hanno la capacità di rigenerarsi a fine ciclo. Sfruttare l’energia proveniente dal sole, dal mare o dal vento significa quindi servirsi di fonti energetiche pulite e infinite.

Il processo di transizione verso fonti di energia rinnovabile è uno dei punti cardine quando parliamo di sostenibilità ambientale. Molti Paesi – abbiamo parlato delle nazioni che sfruttano maggiormente le energie rinnovabili qui https://managaia.eco/nazioni-rinnovabili/ – hanno iniziato politiche di passaggio verso l’energia del futuro, avviando la costruzione sul proprio territorio di centrali per l’energia solare, eolica, geotermica e idroelettrica, cercando di velocizzare la rivoluzione energetica.

La strada è ancora lunga e travagliata, soprattutto se pensiamo al grosso peso che hanno ancora il petrolio e il gas nelle trattative politiche internazionali.

Quali sono le principali energie rinnovabili?

Produrre energie rinnovabili significa sfruttare la forza del vento e dell’acqua, il sole e il calore della terra.

L’energia solare è sicuramente la fonte di energia rinnovabile più nota: il Sole, che sprigiona energia verso la Terra costantemente, può essere sfruttato per produrre calore ed elettricità. Complessivamente, il Sole fornisce all’uomo circa diecimila volte la quantità di energia necessaria per le proprie attività. 

Energia solare

La conversione dell’energia solare è possibile ad esempio attraverso i pannelli solari, con cui si ottengono riscaldamenti e acqua calda (pannelli solari termici) ed elettricità (pannelli fotovoltaici).

Utilizzare questo tipo di energia, quindi, è evidentemente molto vantaggioso e conveniente, anche se potrebbe avere un punto debole: legata al ciclo giorno-notte e alle condizioni atmosferiche, l’energia solare può diventare imprevedibile o comunque rendere meno di altre fonti. Può essere quindi utilizzata in maniera complementare ad altre fonti oppure servirsi di dispositivi di accumulo che, combinati con le pompe di calore solare termico, immagazzinano l’energia durante il giorno e la rilasciano di notte o quando piove.

Energia eolica

Anche l’energia eolica è una fonte di energia rinnovabile molto sfruttata: la tecnologia utilizzata è quella delle pale eoliche che, in base alla loro forma aerodinamica, “catturano” il vento. L’energia meccanica data dal movimento rotatorio genera energia elettrica.

Sfruttando lo stesso principio dei mulini a vento, anche le pale eoliche devono naturalmente essere collocate “a favore” del vento: troviamo quindi pali molto alti oppure impianti più piccoli, ma collocati in cima a colline o spazi liberi dove il vento è maggiore, più costante e non è ostacolato da alcuna infrastruttura.

Se invece le turbine eoliche vengono collocate in mare aperto, parliamo di eolico off-shore. Installare questo tipo di impianti in siti marini consente un impiego su larga scala di questa risorsa e ha moltissimi vantaggi, perché in mare c’è molto spazio, la qualità e quantità di vento è migliore e non c’è nessun vincolo paesaggistico. I costi degli impianti sono però lievemente superiori. A sfruttare questa tecnologia, sono soprattutto i paesi del Nord Europa: proprio in acque britanniche, infatti, si colloca il parco eolico off-shore più grande del mondo, Hornsea 2, grande quattro volte la superficie di Liverpool.

Biomasse

Meno note sono invece le biomasse: con questo termine si intende un’ampia varietà di materiali, ovvero qualsiasi sostanza di matrice organica (animale o vegetale) che non ha subìto processi di fossilizzazione e da cui si può ricavare energia. Scarti agricoli, di allevamento o dell’industria del legno possono dunque essere utilizzati per produrre energia per tre finalità: la produzione di carburanti biologici (biofuel), di energia elettrica e termica (biopower), di composti chimici (bioproduct).

Per utilizzare queste risorse è comunque necessario operare in modo efficiente, per evitare danni ambientali: le biomasse forestali e i terreni produttivi sono risorse limitate ed è bene imparare prima a utilizzare efficientemente le risorse già esistenti, piuttosto che richiedere nuova terra per la produzione di energia. 

Geotermica

Menzioniamo poi la geotermia, sistema che sfrutta il calore della Terra per riscaldamenti ed energia elettrica, e l’energia idraulica, una delle più antiche forme di energia rinnovabile e che, oltre ai fiumi, sfrutta anche correnti marine, onde e maree.

Scegliere quindi le energie rinnovabili significa favorire un approvvigionamento energetico pulito, a emissioni zero, ma non per questo meno efficiente. Inoltre, sono sistemi a ciclo continuo che non si esauriscono e che non contaminano gli ecosistemi presenti sulla Terra.

Energie rinnovabili ed energie non rinnovabili: a che punto siamo.

Se sulla carta la transizione energetica è la scelta più virtuosa in tema di sostenibilità ambientale e le energie rinnovabili sono la direzione da seguire per limitare i danni dovuti a un sistema di produzione e di approvvigionamento energetico largamente inquinanti, occorre fare i conti con la realtà.

Le aziende e le politiche energetiche dei vari Paesi continuano a fare ancora un largo utilizzo di fonti non rinnovabili e inquinanti. Combustibili fossili (petrolio, carbone e gas naturale) e uranio causano enormi danni all’ambiente, sia in fase di estrazione che di utilizzo, e pesano sulle economie.

Crisi energetiche come quella che stiamo vivendo nel 2022 ci ricordano che si tratta di fonti assolutamente temporanee: in primis per la limitatezza delle risorse nel mondo naturale (non si riproducono in cicli infiniti, ma sono soggette a esaurimento) e poi per la stretta dipendenza che si crea con i Paesi produttori.

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