Napoli come Pompei: quanto c’è di vero nel documentario choc della tv svizzera

da | Apr 22, 2024 | news | 0 commenti

Cosa succederebbe in caso di eruzione dei Campi Flegrei? Napoli, il supervulcano che minaccia l’Europa è il titolo del documentario prodotto dalla Radiotelevisione Svizzera di lingua italiana che ha ricostruito lo scenario apocalittico a seguito di un evento di tale portata. Nubi nere e ardenti su Piazza del Plebiscito, la Basilica di San Francesco di Paola distrutta dalle fiamme: la città partenopea completamente devastata dalla super eruzione del supervulcano.

L’INGV, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, tramite una nota condivisa, ha ridimensionato notevolmente “il rischio di una grande eruzione che potrebbe avere conseguenze devastanti per l’intera Europa”.

Il documentario choc

Napoli potrebbe essere sepolta da una coltre di cenere: è questa la conclusione principale tratta dal documentario Napoli, il supervulcano che minaccia l’Europa trasmesso da Rsi. Uno scenario apocalittico in cui l’eruzione dei Campi Flegrei riuscirebbe a coprire il capoluogo della Campania con uno strato di 30 metri di cenere, con conseguenze pesanti non solo per il Sud Italia ma anche per l’intero continente europeo.

Il reportage, in oltre 40 minuti, presenta le immagini animate di una catastrofe senza precedenti a cui si sommano le considerazioni di alcuni esperti.

Il vulcanologo Patrick Allard avverte che, in caso di un’eruzione di grande entità, colonne di cenere potrebbero sollevarsi per decine di chilometri, fino alla stratosfera, provocando vittime e distruzione. Amy Donovan, professoressa di Geografia all’Università di Cambridge, sostiene che l’aria sarebbe così intrisa di cenere e materiali vulcanici da rendere la città inabitabile. Diego Perugini, direttore del dipartimento di Fisica e Geologia dell’Università di Perugia, sottolinea che i tempi di evacuazione sarebbero brevissimi, praticamente questione di pochi minuti.

Cosa dice l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia

I toni horror del documentario sono stati notevolmente ridimensionati dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia che ha smentito l’ipotesi di un’imminente eruzione dei Campi Flegrei. In una nota congiunta, il presidente Carlo Doglioni, la direttrice Francesca Bianco e il direttore Mauro A. Di Vito ribadiscono che attualmente non ci sono segnali di pericolo, sottolineando inoltre l’importanza della divulgazione di informazioni accurate e attendibili sullo stato del vulcano.

“I Campi Flegrei sono la più grande caldera urbanizzata attiva nel cuore del Continente europeo. A partire dal 2005 è interessata dal fenomeno bradisismico che causa il sollevamento del suolo, terremoti ed emissioni fumaroliche. La caldera è monitorata da un sistema di monitoraggio multiparametrico continuo. Tutti i dati forniti da tale sistema, al momento, non mostrano evidenze dell’imminenza di una eruzione vulcanica, tantomeno di grandi proporzioni. Le azioni di mitigazione del rischio vulcanico sono basate sulla condivisione delle informazioni corrette sullo stato del vulcano. La condivisione può avvenire in molteplici forme, quali la pubblicazione di dati e di bollettini sui siti web istituzionali, incontri scolastici, incontri con la popolazione esposta al rischio, seminari, conferenze, corsi di formazione ai giornalisti e quant’altro. L’ampio spettro di queste attività è continuamente praticato dal nostro Istituto” spiega nella nota l’INGV.

Il documentario ha generato ampie discussioni e polemiche proprio per il tono ingiustificatamente allarmistico, tanto che adesso non risulta più disponibile online. Reso privato su YouTube, piattaforma grazie alla quale era diventato virale in poche ore, anche dal sito web della RSI risulta accessibile solo agli utenti connessi dalla Svizzera.

Un nuovo sciame sismico

Nelle ultime ore, nel frattempo, sono state registrate quattro nuove scosse sismiche, con la principale di magnitudo 2.1. Le altre tre, secondo i dati INGV, hanno avuto una magnitudo di 1.9, 1.2 e 1.4. L’epicentro è stato localizzato nella stessa zona.

Monitorato dall’Osservatorio Vesuviano dell’INGV, lo sciame sismico non ha causato danni.

Nella stessa area, oggi avrà luogo un’esercitazione della Protezione Civile per testare il Piano Bradisismico. Questa prova coinvolgerà esclusivamente le strutture comunali e regionali incaricate di attuare le procedure previste in caso di aumento dell’attività bradisismica ai Campi Flegrei. La partecipazione della popolazione non è prevista, ad eccezione degli studenti di quattro scuole locali situate a Pozzuoli, Bacoli e nel quartiere Bagnoli di Napoli.

Immagine: Frame del reportage Napoli, il supervulcano che minaccia l’Europa

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