Venezia sommersa dall’acqua entro il 2150: cosa dice il nuovo studio dell’INGV

da | Lug 4, 2024 | climate change, news | 0 commenti

Non è certo una novità: diversi studi, nel tempo, hanno confermato che presto Venezia verrà sommersa dal mare. Una recente analisi dell’INGV ha calcolato che questo accadrà entro il 2150.

Le basi dello studio

L’innalzamento del livello del mare rappresenta una delle principali minacce legate al cambiamento climatico, soprattutto per le aree costiere. Un recente studio condotto dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), in collaborazione con diverse istituzioni europee, ha evidenziato come la città lagunare sia particolarmente vulnerabile a questo fenomeno.

Nonostante il sistema di barriere anti-alluvione, il MoSE, Venezia rischia di essere sommersa entro il 2150. L’analisi, pubblicata sulla rivista “Rendiconti Lincei di Springer”, sottolinea la necessità di una maggiore consapevolezza e partecipazione per affrontare questa sfida epocale.

Riscaldamento globale e livello del mare

Il livello del mare sta aumentando a un ritmo senza precedenti dalla metà del XIX secolo, con un tasso attuale di circa 4 mm all’anno, più del doppio rispetto al XX secolo.

I bacini chiusi come il Mar Mediterraneo sono particolarmente vulnerabili, soprattutto lungo le coste basse, i delta fluviali, le lagune e le aree di bonifica. Queste zone stanno subendo un drammatico ritiro delle spiagge, erosione costiera, inondazioni marine e salinizzazione delle falde acquifere. Ad aumentare il rischio di inondazione anche la subsidenza naturale e la presenza dell’uomo, che minacciano antichi insediamenti costieri e città storiche come Venezia.

Oltre al danno ambientale, va considerata anche l’ingente perdita economica prevista per il patrimonio naturale e culturale nell’Europa meridionale, stimata in 18 miliardi di euro per il periodo 1908-2080, con significativi impatti sociali ed economici.

Il caso di Venezia: sarà davvero sommersa?

Il sito patrimonio mondiale dell’UNESCO della laguna di Venezia, nel Mare Adriatico settentrionale, copre un’area di circa 550 km² e ospita circa 255.000 persone, con 50.000 residenti nella città storica. Il turismo esercita un’importante pressione su questa area, sulle infrastrutture e sui servizi: ogni anno infatti visitano la città almeno 30 milioni di persone.

Venezia è soggetta agli effetti combinati dell’innalzamento del livello del mare, subsidenza (un fenomeno di lento e progressivo sprofondamento) e frequenti eventi di acqua alta.

La frequenza di questi eventi estremi è aumentata negli ultimi decenni: tra il 2019 e il 2023 sono stati registrati ben 58 eventi. Quando accade, l’alta marea inonda il 12% della città quando il livello è di soli 110 cm, percentuale che sale al 59% se il livello arriva a 140 cm.

Venezia rappresenta quindi un esempio emblematico della vulnerabilità delle zone costiere al cambiamento climatico, evidenziando l’urgenza di nuovi sforzi per valutare e anticipare le transizioni nelle dinamiche della laguna.

Il ruolo del MoSE e le previsioni future

Il sistema di barriere anti-alluvione (MoSE) è attivo dal 2020 per proteggere Venezia dalle inondazioni. Tuttavia, secondo lo studio dell’INGV, questo non sarà sufficiente a fronteggiare il continuo sprofondamento della città e l’innalzamento del livello del mare.

La ricerca prevede che alcune parti di Venezia saranno sommerse entro il 2150, con un aumento delle maree nella laguna veneziana di circa mezzo centimetro all’anno.

I dati raccolti dal centro maree di Venezia negli ultimi 20 anni, combinati con quelli satellitari sulla subsidenza del terreno, indicano che aree come Piazza San Marco potrebbero essere sommerse da 70 centimetri d’acqua.

Sarà cruciale quindi il ruolo della popolazione locale, della politica e degli stakeholder, che dovranno essere consapevoli di questi rischi e partecipare attivamente ai processi decisionali. Solo attraverso un coinvolgimento collettivo sarà possibile sviluppare e implementare politiche efficaci per adattarsi ai cambiamenti climatici e proteggere le comunità vulnerabili.

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