Comuni rinnovabili 2024: l’aggiornamento di Legambiente sull’energia pulita in Italia

da | Mag 28, 2024 | news | 0 commenti

Legambiente ha recentemente presentato il rapporto Comuni Rinnovabili 2024, mettendo in luce lo stato attuale e le prospettive delle energie rinnovabili in Italia.

L’associazione ambientalista segnala quindi un’importante accelerazione delle rinnovabili in Italia: l’anno scorso la produzione di energia da fonti come il Sole e il vento è aumentata come mai prima negli ultimi 12 anni.

Le principali fonti di rinnovabili in Italia

Nel 2023, l’Italia ha visto un significativo incremento delle installazioni di fonti energetiche rinnovabili, con un totale di 5,79 GW di nuova capacità installata.

Questo dato rappresenta una crescita dopo 12 anni di stagnazione, principalmente grazie al solare fotovoltaico, che ha aggiunto 5,23 GW. L’energia eolica ha contribuito con un più modesto aumento di 487 MW.

Tuttavia, nonostante questa crescita, l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi del 2030, che prevedono l’installazione di 90 GW di potenza rinnovabile. Se il ritmo attuale dovesse persistere, il Paese raggiungerebbe questi obiettivi solo nel 2046.

I comuni più virtuosi

Le rinnovabili sono ormai una realtà consolidata in 7.891 comuni italiani su 7.896.

Il 2023 è stato particolarmente significativo per il solare fotovoltaico, con un aumento di oltre 5 GW rispetto all’anno precedente. Tra le città più virtuose spiccano Roma, con 4.890 impianti solari per una potenza di 32,05 MW, Padova, con 1.918 impianti e 15,03 MW, e Ravenna, con 1.519 impianti e 11,07 MW.

Anche l’eolico ha fatto progressi, seppure più lentamente, con 101 nuovi impianti distribuiti in 1.043 comuni, in particolare nelle regioni di Puglia, Basilicata, Sicilia e Sardegna.

L’idroelettrico e la biomassa hanno anch’essi registrato lievi incrementi, mentre la geotermia rimane ferma in attesa di nuovi impianti autorizzati.

Le raccomandazioni di Legambiente

Per accelerare lo sviluppo delle rinnovabili e raggiungere gli obiettivi prefissati, Legambiente ha delineato sette priorità per l’attuale governo:

  1. Revisione delle norme autorizzative. Creare un testo unico che semplifichi e velocizzi gli iter autorizzativi.
  2. Cabina di regia nazionale. Istituire una struttura di riferimento unica per coordinare le azioni tra governo e regioni.
  3. Aree idonee. Definire rapidamente le aree adatte per l’installazione di impianti rinnovabili.
  4. Obbligo di installazione fotovoltaica. Adottare una norma che imponga l’installazione di impianti solari su parcheggi, coperture di supermercati e altre strutture.
  5. Partecipazione dei territori. Coinvolgere attivamente le comunità locali nel processo di transizione energetica.
  6. Piano per le rinnovabili. Elaborare un piano dettagliato per raggiungere i 90 GW di nuove installazioni entro il 2030.
  7. Divieto di moratoria. Rafforzare il divieto di moratoria per regioni e comuni, in linea con le sentenze della Corte Costituzionale, per evitare blocchi allo sviluppo delle rinnovabili.

Il presidente di Legambiente, Stefano Ciafani, ha sottolineato come l’immobilismo politico stia rallentando il progresso verso un’Italia più sostenibile, invitando il governo a orientare le proprie politiche verso le energie rinnovabili e lontano dalle fonti fossili e nucleari.

Comunità energetiche rinnovabili e solidali

Un segnale positivo viene dalle Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali, che sono state premiate per il loro impegno e i risultati ottenuti. La Comunità Energetica Rinnovabile Solar Valley – CER Monferrato in Piemonte ha ricevuto il primo premio per la categoria “CERS realizzate”, mentre l’isola di Ventotene ha vinto nella categoria “CERS in progetto” per i suoi sforzi verso l’autosufficienza energetica.

Il rapporto di Legambiente ha censito anche 13 buone pratiche in tutta Italia, tra cui spicca il Teatro Alighieri di Ravenna, che utilizza energia solare per il 25% del suo fabbisogno. Questi esempi dimostrano come le rinnovabili possano integrarsi efficacemente anche in contesti urbani storici.

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