Per salvare il Pianeta, la riforestazione deve partire dalle foreste periurbane

da | Mar 29, 2024 | news, smart city | 0 commenti

La riforestazione è tra le strategie pensate per combattere il cambiamento climatico e arginarne gli effetti, non solo per la capacità degli alberi di assorbire CO2 e produrre ossigeno, ma anche per il loro impatto su una serie di aspetti ambientali. La chiave non sta però solo sulla quantità di alberi piantati, ma anche in una pianificazione accurata che studi come e dove farlo.

Uno studio recente, pubblicato su Nature Cities e condotto da un team di ricercatori di spicco di Fondazione per il Futuro delle Città e delle università di Firenze e Cà Foscari di Venezia coordinati dallo scienziato e botanico Stefano Mancuso, analizza il ruolo cruciale delle foreste periurbane in questo processo.

Che cosa sono le foreste periurbane

Le foreste periurbane si estendono entro 10 chilometri dai centri urbani e hanno una superficie di oltre cinque chilometri quadrati. Rappresentano un’opportunità straordinaria per la riforestazione perché possono ospitare un’enorme quantità di alberi, offrendo benefici significativi. Queste aree spesso trascurate o degradate non solo offrono un terreno fertile per la riforestazione, ma prevedono anche costi più contenuti rispetto alle aree remote, garantendo un impatto tangibile sul benessere delle comunità locali.

Lo studio ha sfruttato «una mappa satellitare su scala globale con una risoluzione di 500 metri delle aree periurbane adatte al ripristino degli alberi» rilevando che queste vaste aree, situate tra le periferie e la campagna, «possono ospitare tra 106 e 241 miliardi di alberi, a seconda dei diversi scenari di disponibilità del terreno, e tra 34 e 101 miliardi di alberi se si escludono le aree che attualmente servono come terreni coltivati». In pratica, basterebbe sfruttare lo spazio periurbano di soli 20 Paesi per ospitare il 78% delle foreste periurbane.

Quali sono i vantaggi

Se pianificata e associata a un programma di riduzione delle emissioni globali, la proposta del vertice del G20 di combattere la crisi climatica piantando 1 trilione di alberi entro il 2030 può avere davvero effetti risolutivi. In questa strategia, le foreste periurbane hanno il potenziale necessario per il raggiungimento di una serie di vantaggi ecologici, sociali ed economici.

Oltre alla riduzione delle emissioni di CO2 e al miglioramento della qualità dell’aria, queste aree agiscono come un freno contro gli effetti negativi del riscaldamento globale. Sebbene le attività di ripristino delle foreste come la piantumazione di alberi non possano sostituire la riduzione delle emissioni di carbonio, l’incremento delle foreste periurbane può svolgere un ruolo cruciale nella lotta contro il cambiamento climatico.

Sfruttare la riforestazione di aree urbane degradate e inutilizzate della città per creare delle foreste periurbane presenta una serie di «effetti secondari che consistono in un temperamento del clima all’interno delle aree urbane con conseguente riduzione di spese di termoregolazione in estate e inverno, in un miglioramento del clima urbano e della salute dei cittadini, in un miglioramento della qualità del suolo che consente per esempio di assorbire con minori traumi eventi atmosferici estremi e limitare danni e costi per la collettività», oltre a promuovere la biodiversità e offrire spazi ricreativi per i residenti locali.

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