Affittare una nonna: la tenera (e geniale) invenzione giapponese contro la solitudine

In Giappone si può davvero affittare una nonna. Con il servizio OK! Obaachan, donne tra i 60 e i 90 anni offrono tempo, compagnia e saggezza a chi si sente solo. Un’idea tenera e geniale che trasforma la solitudine in un’occasione di connessione umana.

Affittare una nonna: la tenera (e geniale) invenzione giapponese contro la solitudine - immagine di copertina

    In Giappone si può affittare quasi tutto: un fidanzato per il pranzo di famiglia, un amico per non andare soli a un concerto, persino un papà per la recita scolastica. Ma tra le mille trovate del Sol Levante ce n’è una che, più che strappare un sorriso, scalda il cuore: si può affittare una nonna. L’idea nasce nel 2011 dall’azienda Client Partners con il progetto OK! Obaachan (OK! Nonna), un servizio che trasforma la saggezza e la dolcezza delle signore over 60 in un vero lavoro. E in un Paese dove la solitudine è diventata una questione nazionale, questa invenzione gentile si è rivelata un piccolo miracolo sociale. Le nonne in affitto non sono attrici né figure simboliche: cucinano, ascoltano, consigliano e, soprattutto, portano quella presenza accogliente che molti giapponesi sentono di aver perduto tra treni affollati e giornate infinite in ufficio.

    Come funziona una nonna a ore

    affittare una nonna

    Il servizio OK! Obaachan fa parte di un’iniziativa tutta al femminile chiamata The Women-only Handyman in Japan, una compagnia di tuttofare gestita da donne per le donne. Le nonne coinvolte hanno tra i 60 e i 94 anni e vengono inviate nelle case dei clienti per occuparsi di piccole attività quotidiane: preparano il bento, insegnano a cucinare, aiutano a riordinare, fanno compagnia o danno consigli di vita che nessun tutorial su YouTube potrà mai offrire. Il costo? Circa 3.300 yen all’ora, più un piccolo rimborso per lo spostamento. In cambio, il cliente riceve qualcosa che non si può davvero quantificare: un’ora di umanità, di attenzione autentica, di calore che non si compra con una app. Alcune richieste sono commoventi, come chi chiede una nonna per avere coraggio di dichiararsi alla propria famiglia, altre più quotidiane, come il desiderio di mangiare un pasto cucinato con amore.

    La rivoluzione gentile delle nonne giapponesi

    affittare una nonna

    Dietro questa iniziativa non c’è solo un’idea curiosa, ma una riflessione profonda sulla società giapponese. Con oltre il 29% della popolazione sopra i 65 anni, il Giappone è uno dei Paesi più anziani al mondo. Molte donne, una volta in pensione, si ritrovano senza ruoli né obiettivi, e spesso con pensioni troppo basse per vivere serenamente. OK! Obaachan restituisce loro un senso di utilità e appartenenza: non solo lavorano, ma diventano portatrici di affetto e di cultura. I clienti ritrovano in queste figure un equilibrio emotivo che la vita moderna ha sottratto. È un modello di economia relazionale che trasforma l’età in valore e la solitudine in opportunità di connessione.

    Un rimedio poetico alla solitudine moderna

    affittare una nonna

    In una metropoli come Tokyo, dove milioni di persone vivono da sole, affittare una nonna non è un capriccio, ma un atto di sopravvivenza emotiva. È un modo per riempire quel silenzio che nessun social network riesce davvero a colmare. Le nonne OK offrono tempo, ascolto, gesti lenti: cose semplici, ma sempre più rare. In un mondo che corre, loro rappresentano una rivoluzione di tenerezza, fatta di tè condivisi e storie raccontate a voce bassa. Ed è forse questo il segreto del successo di OK! Obaachan: ricordare a un’intera società che la cura, quando è autentica, vale più di qualsiasi innovazione.

    tags: attualità

    Ti consigliamo anche

    Link copiato negli appunti