Alluvione in Emilia Romagna: cosa sta succedendo

da | Mag 4, 2023 | ambiente, climate change, news | 0 commenti

In queste ultime 48 ore, le principali testate giornalistiche stanno parlando dell’alluvione in Emilia Romagna, descrivendola come una situazione di emergenza causata dal maltempo. Piogge incessanti, esondazioni dei fiumi, allagamenti sono in realtà frutto del riscaldamento globale e andrebbero definiti con il loro nome corretto, evento climatico estremo. Capiamo meglio che cosa è successo.

Emilia Romagna: la situazione

Cosa è successo in queste ultime ore in Emilia Romagna?

Dichiarata l’allerta gialla in alcune regioni per la giornata del 3 maggio, in Emilia Romagna la situazione è peggiorata in modo esponenziale. Piogge incessanti a partire da martedì 2 maggio e poi tutta la notte che hanno portato, soprattutto nelle province di Ravenna e Bologna, a una situazione critica. I nubifragi e le esondazioni dei fiumi e dei torrenti hanno causato allagamenti importanti, che hanno bloccato le strade delle città e hanno costretto all’evacuazione di centinaia di persone.  

Nonostante la situazione in lento miglioramento, restano ancora importanti danni da sanare e il rischio di ulteriori frane è più che probabile.

Emilia Romagna: il bilancio

Due sono le vittime causate dagli eventi climatici estremi di queste ore. A Castel Bolognese, un ottantenne è stato travolto dalle acque del fiume esondato mentre percorreva in bicicletta un tratto di strada interdetto alla circolazione in via precauzionale. A Fontanelice, è stato trovato sotto le macerie della sua casa colpita da una frana, un uomo di 78 anni.

Le maggiori criticità si registrano nel Ravennate e nel Bolognese: qui i traboccamenti hanno causato tantissimi danni alle città. Ha esondato il fiume Sillaro causando due rotture dell’argine: la più importante quella registrata a Massa Lombarda (Ravenna).

Surreali le immagini di Faenza, dove le persone vengono soccorse in canoa tra i tetti delle case: le acque del fiume Lamone hanno coperto l’area Borgo Durbecco e la zona esterna dell’abitato, nell’area pedecollinare. Tra le situazioni più critiche per gli ingenti allagamenti la zona di Bagnacavallo nel Ravennate.

Oltre mille gli interventi dei Vigili del Fuoco in queste ore tra le province di Bologna, Ravenna e Forlì-Cesena. Centinaia di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case nelle ultime 48 ore.

La Regione Emilia Romagna ha richiesto lo stato di emergenza: in 36 ore sono caduti più di 140 millimetri d’acqua.

Le dichiarazioni di Bonaccini

Anche se le piogge sembrano concedere una tregua, le prossime ore saranno cruciali, come ha sottolineato nell’intervista a Radio 24, Stefano Bonaccini, il presidente della Regione: «Il rischio di frane e microfrane diventa molto forte in un territorio colpito prima dalla siccità e poi da una caduta d’acqua». Quelle che vediamo oggi sono conseguenze di una precedente e già dichiarata situazione di emergenza.   

Bonaccini ha anche sottolineato: «Sento gente che commenta senza sapere di cosa parla. Sono caduti in 36 ore un quinto del totale della quantità d’acqua che cade in un anno. Nella storia, in 36 ore, non era mai caduta tanta acqua da quando si fanno le rilevazioni. E 15 fiumi sono andati a rischio esondazione contemporaneamente: non era mai successo».

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