Capodanno e animali domestici è una combinazione che, in molte case, suona come una contraddizione: fuori esplode la festa, dentro esplode l’ansia. Per noi i botti sono un rumore di contorno, per cani e gatti diventano segnali improvvisi, imprevedibili, difficili da collocare e quindi facili da temere. Il risultato lo conosce chiunque viva con un animale: tremori, agitazione, corse senza meta, ricerca di un rifugio, tentativi di fuga. A volte lo stress non resta confinato al momento, perché l’esperienza può lasciare una traccia e rendere più fragile la risposta a rumori simili, come i temporali. Prepararsi non significa spegnere la notte di San Silvestro, significa renderla meno pericolosa e più gestibile, riducendo i rischi reali e offrendo ai nostri compagni di casa un contesto in cui sentirsi protetti.
Anticipo strategico

Per mantenere al sicuro a Capodanno i tuoi animali domestici, serve rivedere l’ordine delle attività: ciò che fai nel pomeriggio pesa sulla notte. Per il cane, l’obiettivo è arrivare alla sera con meno energia e più appagamento, grazie a passeggiate più lunghe e gioco, meglio se in orari in cui il quartiere è ancora relativamente calmo. La regola è semplice e salva-vite: guinzaglio sempre, perché i botti possono partire prima di mezzanotte e la fuga è un rischio concreto. Anche per i gatti vale giocare d’anticipo, ma in casa: porte e finestre vanno gestite con attenzione già dal pomeriggio, evitando che un’apertura improvvisa trasformi lo spavento in una sparizione.
Casa protetta: chiudere, schermare, ridurre luci e vibrazioni
La prima vera forma di protezione passa dall’ambiente domestico, che durante la notte del 31 dicembre deve smettere di amplificare ciò che accade all’esterno e diventare una barriera. Finestre serrate, tapparelle o persiane abbassate e tende tirate aiutano a ridurre sia l’impatto sonoro sia quello visivo dei fuochi d’artificio, spesso sottovalutato ma altrettanto disturbante per cani e gatti. L’obiettivo non è creare un silenzio irreale, impossibile da ottenere, ma abbassare l’intensità degli stimoli fino a renderli più gestibili. In questo contesto anche la collocazione dell’animale fa la differenza: lasciare un cane o un gatto in giardino espone a un rischio elevato di fuga e ferimenti, mentre uno spazio interno, controllato e prevedibile, offre un livello di sicurezza nettamente superiore.
Comfort zone: una tana credibile

Prepara una stanza tranquilla con cuccia, coperte e oggetti familiari, ovvero un luogo dove rifugiarsi senza essere disturbati. Per per il cane può aiutare avere qualcosa da rosicchiare e un gioco che lo impegni, per il gatto contano nascondigli e punti protetti dove sentirsi invisibile. Se l’animale sceglie un posto insolito, anche sotto il letto o in un angolo che di solito non frequenta, lascialo fare: in quella notte la priorità è la percezione di sicurezza, non la disciplina domestica. Se devi uscire, non chiuderlo in punizione: meglio lasciargli spazio e rimuovere ciò con cui potrebbe ferirsi durante uno scatto di panico.
Mascherare i botti e restare stabili: tv, radio e compagnia dell’umano
L’ambiente conta, ma il clima emotivo pesa almeno quanto i muri di casa. Un sottofondo costante, come televisione o radio accese, aiuta a rendere gli scoppi meno netti e meno minacciosi, interrompendo l’alternanza tra silenzio e detonazione che aumenta l’allarme. Anche il comportamento delle persone presenti ha un ruolo centrale: stare vicino, muoversi con gesti lenti e mantenere un tono di voce normale contribuisce a non amplificare la percezione del pericolo. Sgridare un cane che trema o abbaia è inutile e controproducente, ma lo è anche l’eccesso di attenzioni concitate, che rischia di rafforzare l’idea che stia accadendo qualcosa di davvero grave.
Quando serve un piano clinico: no fai-da-te, sì veterinario

La gestione diventa più delicata quando l’animale è particolarmente sensibile, anziano o presenta fragilità fisiche, come disturbi cardiaci, oppure quando la paura dei botti si ripresenta con la stessa intensità ogni anno. In queste situazioni è fondamentale muoversi per tempo e confrontarsi con il veterinario, meglio ancora se comportamentalista, per valutare una terapia di supporto adeguata e personalizzata. Le scorciatoie domestiche rappresentano un rischio: somministrare tranquillanti senza indicazione professionale può essere controindicato e accentuare lo stato fobico. In contesti particolarmente rumorosi, una soluzione pratica può essere trascorrere la notte lontano dai centri urbani; parallelamente, sensibilizzare chi ci circonda e sostenere ordinanze contro i botti significa proteggere anche la fauna selvatica, spesso la più colpita dal frastuono e dal disorientamento.
