FKK in Germania: perché il nudismo è associato all’ambientalismo?

Fin dai suoi albori, il movimento FKK tedesco non ha promosso soltanto il nudismo, ma anche una fortissima attenzione all'ambiente e all'equilibrio tra uomo e natura. Dalle sue origini alle sfide moderne, ecco come la FKK in Germania sta vivendo una stagione sempre più sostenibile.

FKK in Germania: perché il nudismo è associato all’ambientalismo? - immagine di copertina

    Per chi visita regolarmente la Germania, non è di certo una sorpresa: su tutto il territorio nazionale è possibile imbattersi in numerose strutture FKK – acronimo di Freikörperkultur – dove rilassarsi completamente nudi. Dai parchi ai centri benessere, passando per saune, ristoranti e circoli creativi: le attrazioni dove rilassarsi, socializzare o riconnettersi con la natura non mancano di certo, sempre rigorosamente senza veli. Una filosofia che sembra andare oltre alle classiche correnti del nudismo e del naturismo, poiché alla base della cultura FKK non vi è solo il piacere di rimanere nudi, ma anche una forte attenzione al benessere dell’organismo e al ritorno a un’esistenza più rispettosa del Pianeta. Tanto che, negli ultimi decenni, il legame tra FKK e ambientalismo si è fatto sempre più stretto. Ma in che modo il nudismo tedesco si ricollega all’ambiente?

    Storia e origini del FKK

    FKK e attività fisica

    Il movimento FKK – come già visto, acronimo di Freikörperkultur, ovvero “cultura del corpo libero” – nasce in Germania alla fine del XIX secolo, come parte integrante della Lebensreform. La “riforma della vita” rappresentava una corrente, divenuta molto popolare negli anni Venti dello scorso secolo, che promuoveva uno stile di vita più sano e vicino alla natura, in opposizione all’industrializzazione e alla cultura borghese.

    Nella visione d’origine della FKK, mantenuta peraltro pressoché intatta oggi, la nudità è del tutto svincolata da significati sessuali ed è espressione di autenticità, libertà e connessione con l’ambiente naturale. I principali promotori – come Adolf Koch, un pedagogista, esperto di salute e insegnante di educazione fisica tedesco – ritenevano che il rimanere nudi potesse essere d’estremo beneficio per l’organismo, anche come rinforzo del sistema immunitario e, più in generale, della salute. Non a caso, proprio a partire dagli anni Venti lo stesso Kock diede un forte impulso alla FKK, in particolare con palestre e centri all’aria aperta dove non solo praticare ginnastica e allenamenti senza veli, ma anche per avvicinarsi a uno stile di vita più sano, caratterizzato da un’alimentazione equilibrata e perlopiù vegetale, nonché dal rifiuto di fumo, alcol e sostanze stupefacenti.

    Il movimento FKK si diffuse rapidamente, con l’apertura delle prime strutture nudiste nel 1920 sull’isola di Sylt, anche come risposta al clima sempre più repressivo che incominciava a caratterizzare la Germania in quei decenni. Con l’affermazione del regime nazista, in un primo momento alcuni elementi della Freikörperkultur vennero preservati – in particolare, l’attenzione al benessere e all’allenamento veniva visto positivamente dal nazismo, poiché rientrava nei canoni del “corpo perfetto” – ma con il tempo vi fu una forte opposizione. Gli ideali di libertà, pacifismo, rispetto delle diversità e interconnessione fra le persone, infatti, non riuscivano a conciliarsi con la visione nazista.

    Oggi la FKK trova ampia diffusione in tutta la Germania, anche in spazi pubblici come Tiergaten di Berlino o l’Englisher Garten di Monaco, ed è parte integrante del patrimonio culturale tedesco.

    La connessione tra FKK e ambientalismo

    Naturismo

    Così come già spiegato, sin dagli albori la FKK ha favorito il ritorno a un legame diretto tra uomo e natura, allo scopo di eliminare le barriere che sempre più separano gli esseri umani dall’ambiente. D’altronde, la Lebensreform – da cui la FKK è derivata – era intrinsecamente ambientalista, sebbene l’ambientalismo come lo conosciamo oggi si sviluppò decenni più tardi, con l’aumento esponenziale dell’inquinamento e della devastazione del Pianeta.

    Negli anni, le strade della Freikörperkultur e dell’ambientalismo si sono sempre più sovrapposte, soprattutto in termini di attenzione alla sostenibilità. Le comunità FKK sono infatti particolarmente attente al rispetto del Pianeta e, sin da tempi non sospetti, hanno sempre promosso una strenua opposizione al consumismo sfrenato, incentivando al contempo l’utilizzo di materiali naturali al posto di plastica e altre sostanze inquinanti, l’attenzione al risparmio idrico, la preferenza verso un’alimentazione vegetariana o vegana e all’autoproduzione, quando possibile. Non a caso, le strutture FKK più importanti del Paese oggi lavorano a contatto con le principali associazioni ambientaliste tedesche e, soprattutto nelle aree urbane, centri e impianti si stanno sempre più convertendo all’autosufficienza energetica, ad esempio con interventi di efficientamento delle stesse strutture e l’installazione di fonti rinnovabili, quali il fotovoltaico.

    Inoltre, ormai da anni, le principali aree FKK all’aperto hanno stretto importanti partnership con associazioni e servizi di tutela ambientali, implementando sia rigorosi divieti affinché la natura non venga danneggiata dai visitatori, così come l’organizzazione di attività educative, corsi e raccolte fonti. Ovviamente, non è il nudismo in sé a determinare una maggiore attenzione al Pianeta, bensì la più estesa filosofia di vita che caratterizza le comunità FKK, da sempre orientate a un perfetto equilibrio tra uomo e natura.

    Le sfide della FKK nell’era moderna

    Per quanto promotrice di valori d’inclusione, libertà sociale, tutela della salute e rispetto dell’ambiente, la Freikörperkultur sembra però subire i primi contraccolpi dovuti all’era moderna, in particolare agli ultimi decenni digitali, dominati dai social network.

    Un’indagine del Guardian ha infatti evidenziato un progressivo abbandono da parte dei giovani tedeschi – in particolare, la Gen Z – della FKK e, più in generale, del naturismo. La penetrazione massiccia di modelli estetici irrealistici, propinata proprio dai social, sta sempre alimentando un vero e proprio “tabù dal corpo” nelle nuove generazioni, intimorite dalla possibilità che gli altri possano notare difetti estetici o fisici non particolarmente scultorei. Inoltre, vi è sempre un più che giustificato allarme sulla possibilità che immagini e video ripresi senza consenso, magari da avventori malintenzionati, possano circolare sulle piattaforme digitali: per questa ragione, sempre più comunità FKK tedesche stanno bandendo l’uso degli smartphone.

    tags: attualità

    Ti consigliamo anche

    Link copiato negli appunti