Giornata mondiale della biodiversità: ecco i progetti per tutelare gli ecosistemi

da | Mag 22, 2023 | ambiente, climate change | 0 commenti

Il 22 maggio si celebra la Giornata mondiale della biodiversità, una ricorrenza istituita nel 2000 dall’ONU che ha l’obiettivo di aumentare la comprensione e la consapevolezza delle problematiche della biodiversità.

In questa occasione si ricorda anche l’adozione del testo della Convention on Biological Diversity (CBD), firmata da 196 nazioni e che rappresenta lo strumento legale internazionale per «la conservazione della diversità biologica».

Ecosistemi in declino e perdita di biodiversità sono tra le minacce più serie che affronteremo nei prossimi anni: nella Giornata mondiale della biodiversità, vediamo quali progetti si stanno sviluppando per invertire questa tendenza.

La minaccia al Parco nazionale di Doñana, in Andalusia

Da ormai 10 anni a questa parte, quasi il 60% delle zone umide del Parque Nacional de Doñana, un vasto ecosistema in Andalusia riconosciuto Patrimonio dell’Umanità Unesco, è in secca e, di conseguenza, anche la sua fauna è minacciata. Le principali cause sono da ricondurre alla eccessiva siccità, ma anche ai prelievi idrici da parte delle attività agricole illegali, per la coltivazione di fragole prima di tutto.

Ad aprile, il partito politico di destra, che detiene la maggioranza del Parlamento andaluso, ha emanato una legge che prevede l’amnistia per le attività agricole illegali che stanno prosciugando Doñana.

Pedro Sanchez, alla guida del governo centrale del Paese, si è fortemente opposto a tale proposta di legge, avvertendo che adotterà tutte le misure necessarie per difendere Doñana.

Dal canto suo, Teresa Ribera, ministra per la Transizione Ecologica, ha accusato il Presidente della comunità autonoma dell’Andalusia Juanma Moreno Bonilla, di fare «un danno enorme» alla Spagna e agli andalusi.

Nel frattempo, Associazioni ambientaliste e dei consumatori, sindacati, ricercatori e un cospicuo numero di agricoltori di Doñana rispettosi della legge, si stanno opponendo con tutte le forze a questa proposta ma, nonostante ciò, il Parlamento andaluso sta portando avanti l’iter per l’approvazione.

Gli ambientalisti della coalizione Living Rivers Europe, che comprende anche WWF, European Anglers Alliance, European Environmental Bureau, European Rivers network e Wetlands International dicono che, qualora tale proposta dovesse venire approvata, questa concederà l’amnistia all’85% delle colture illecite a ridosso del Parco nazionale, mettendo in serio pericolo i già fragili ecosistemi di Doñana.

Ma quello di Doñana, non è purtroppo un caso isolato.

Ecosistemi a rischio

Ad oggi, si contano almeno 12 siti naturali UNESCO in Europa altamente minacciati da attività economiche nocive. Tra i vari, in Italia ricordiamo il Delta del Po, la Laguna di Venezia e le isole Eolie. Tutte queste zone rientrano nella rete europea Natura 2000 delle aree protette.

Tutto ciò è segno della mancanza di una corretta attuazione della legislazione esistente. Attualmente, il WWF sta conducendo una campagna affinché le leggi attuali vengano mantenute e applicate efficacemente contro le attività industriali nocive, come l’agricoltura non sostenibile, l’energia e le infrastrutture di trasporto.

Gli ecosistemi, marini e terrestri, stanno affrontando molteplici pressioni. La perdita della natura e il cambiamento climatico continueranno a provocare rischi a catena. Purtroppo, la politica e gli interessi economici sono “miopi” e non riescono – o non vogliono – distinguere, e di conseguenza tutelare, l’enorme valore portato da ecosistemi e biodiversità. Il guaio è che, in mancanza di cambiamenti politici o investimenti importanti, il collasso degli ecosistemi subirà a breve un’accelerata.

Per il WWF, infatti, la crisi climatica e quella della biodiversità sono due facce della stessa medaglia che si potenziano vicendevolmente e, come tali, vanno affrontate in maniera contestuale. 

I dati del Global Risks Report 2023

Ma c’è di più. Il Global Risks Report 2023 del World Economic Forum (WEF) segnala che, quest’anno, il rischio maggiore e a breve termine è costituito dall’aumento dell’inflazione e del costo della vita.

Più nello specifico, secondo il nuovo Rapporto, i prossimi 10 anni saranno caratterizzati da crisi ambientali e sociali, guidate da tendenze geopolitiche ed economiche sottese.

Nello stesso arco temporale, i 6 rischi ambientali previsti sono:

  • il fallimento delle misure di mitigazione dei cambiamenti climatici;
  • il fallimento delle azioni di adattamento ai cambiamenti climatici;
  • i disastri naturali e gli eventi meteorologici estremi;
  • la perdita della biodiversità e il collasso degli ecosistemi;
  • la crisi delle risorse naturali;
  • gli incidenti di danni ambientali su larga scala.

Tutelare gli ecosistemi acquatici

Legambiente è impegnata nella salvaguardia e nella valorizzazione degli ecosistemi acquatici.

Coerentemente con gli obiettivi al 2030 della Strategia Europea sulla Biodiversità, propone di aumentarne la tutela in modo da raggiungere il 30% di territorio nazionale protetto, migliorando l’integrazione e la gestione unitaria delle aree naturali, e rafforzando la tutela della biodiversità e la sinergia normativa per garantire la gestione integrata delle risorse idriche. Ed ancora, tutelare il capitale naturale e rafforzare i servizi ecosistemici, combattendo le specie aliene invasive, riducendo l’inquinamento e ripristinando gli ecosistemi acquatici degradati, migliorandone la pianificazione integrata e contrastando le illegalità ambientali.

Bioeconomia circolare, migliore fruizione turistica e crescita di green economy, imprese giovanili e green jobs completano il programma che Legambiente sta attuando.

Alcuni progetti in Italia

Ma oltre ai programmi futuri, ecco alcune best practices che sono già state messe in atto per valorizzare, tutelare e gestire gli ecosistemi acquatici.

Al MUSE di Trento è stato inaugurato il laghetto delle libellule, dove è stato ricreato un ambiente naturale con circa 4.000 piante di oltre 80 specie, simile a quello che 150 anni fa esisteva lungo le golene del Fiume Adige.

Si segnala inoltre Acqua Campus Natura,il Polo di eccellenza per le zone umide del Canale Emiliano Romagnolo. Una nuova area di tutela sperimentale delle zone umide nel Parco Regionale del Delta del Po, per la salvaguardia ambientale del sito, dei suoi corridoi ecologici e della biodiversità.

La Fondazione Pro Biodiversità (la tedesca Stiftung Pro Artenvielfalt) ha acquistato il Pantano Longarini in Sicilia, tra le province di Ragusa e Siracusa, e vi sarà realizzata una delle più importanti zone umide del Mediterraneo. Un progetto volto alla produzione agricola biologica e di qualità, oltre che allo sviluppo di un turismo sostenibile.

In Lombardia, invece, nel Parco delle Groane, è stato attivato un percorso per il contenimento delle testuggini esotiche abbandonate che costituiscono una minaccia per le popolazioni autoctone di pesci e anfibi.

La Regione Molise, dal canto suo, coordina un processo collettivo per la conservazione dei suoi habitat naturali al fine di gestire in maniera strategica le risorse fluviali dell’Alto Volturno e del Biferno, spesso sovrasfruttate. Per la loro salvaguardia sono stati attivati dei percorsi di governance destinati alla creazione di due Contratti di Fiume.

Inoltre, grazie a una legislazione di tutela rigorosa e la messa al bando di composti poli clorurati utilizzati come pesticidi in agricoltura, è avvenuto il recupero delle popolazioni della Lontra euroasiatica (Lutra lutra) in Europa, Italia compresa.

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