
Secondo Donald Trump, l’incendio di Los Angeles sarebbe collegato a un insospettabile colpevole : l’Hypomesus transpacificus, un pesciolino che vive nel delta del fiume Sacramento. In una recente dichiarazione, Trump ha sostenuto che le politiche di tutela per questa specie limitano la disponibilità di acqua, ostacolando gli sforzi per domare i roghi.
In queste ore, la situazione degli incendi rimane drammatica: ad oggi si contano almeno 24 vittime, oltre 153.000 persone evacuate e danni stimati in più di 250 miliardi di dollari. Le fiamme continuano a devastare la regione, alimentate da venti che raggiungono i 90 km/h, complicando ulteriormente le operazioni di contenimento.
L’affermazione di Trump ha scatenato diverse reazioni tra esperti e ambientalisti. Il pesciolino della discordia è diventato così il simbolo di un dibattito più ampio: la ricerca di un equilibrio tra la tutela della biodiversità e la gestione di emergenze come quella dell’incendio di Los Angeles.
Che cos’è l’Hypomesus transpacificus e perché se ne sta parlando
L’Hypomesus transpacificus, conosciuto anche come pesce delta, è una specie endemica del delta del fiume Sacramento, in California. Questo pesciolino, lungo appena pochi centimetri, svolge un ruolo cruciale nell’ecosistema locale, servendo come indicatore della salute ambientale dell’area. Tuttavia, è stato dichiarato a rischio di estinzione a causa della perdita di habitat, dell’inquinamento e della gestione idrica che privilegia le necessità umane rispetto a quelle degli ecosistemi.
La sua protezione è diventata un simbolo delle politiche di conservazione americane, ma anche un bersaglio di critiche, soprattutto da parte di chi sostiene che queste misure limitino l’utilizzo delle risorse idriche per l’agricoltura e la gestione degli incendi. Secondo Trump, le restrizioni imposte per salvaguardare questa specie avrebbero impedito di utilizzare un quantitativo di acqua sufficiente a prevenire e spegnere i roghi. Una posizione che sicuramente ha attirato l’attenzione dei media, ma che è ben lontana dalle opinioni della comunità scientifica.
Le cause reali dell’incendio a Los Angeles (no, il pesciolino non c’entra)
Gli esperti sono concordi nel sottolineare che le principali cause degli incendi in California non hanno nulla a che vedere con il pesce delta. I cambiamenti climatici, con temperature sempre più alte e siccità prolungate, sono tra i principali responsabili. Inoltre, una gestione forestale spesso inefficace ha aggravato la situazione, lasciando ampie aree di vegetazione secca e altamente infiammabile. Delle cause dell’incendio a Los Angeles, te ne abbiamo parlato qui.
La questione dell’acqua è effettivamente rilevante, ma non nel modo suggerito da Trump. Gli scienziati sottolineano che l’uso responsabile delle risorse idriche è fondamentale per affrontare sia le emergenze ambientali che le esigenze umane, ma senza compromettere la biodiversità. In altre parole, dare la colpa a un pesciolino è una semplificazione che distoglie l’attenzione dai veri problemi e dalle cause che hanno portato all’incendio che sta bruciando Los Angeles in queste ore, come l’inadeguata pianificazione urbana e il mancato adattamento ai cambiamenti climatici.
Un dibattito politico mascherato da crisi ambientale
Le affermazioni di Trump non sono solo una questione di disinformazione scientifica, ma riflettono una visione politica ben precisa. Il contrasto tra tutela ambientale e sviluppo umano è al centro di molti dibattiti negli Stati Uniti, e il pesce delta è diventato il capro espiatorio perfetto per chi sostiene una deregolamentazione delle politiche ambientali.
Da un lato, i sostenitori della conservazione ambientale ribadiscono l’importanza di preservare la biodiversità per garantire un futuro sostenibile. Dall’altro, ci sono coloro che vedono queste misure come ostacoli allo sviluppo economico e alla gestione delle emergenze. In mezzo, il pesciolino della discordia continua a nuotare, ignaro del ruolo che gli è stato attribuito in un dibattito politico più grande di lui.