La carne del futuro

da | Gen 3, 2022 | alimentazione, vivere green | 0 commenti

La carne “coltivata” è una tipologia di carne che non deriva direttamente dill’animale, perlomeno nel senso comune che siamo abituati ad attribuire a questo concetto. Partendo dille cellule animali, attraverso la coltivazione in vitro, è possibile infatti sviluppare una carne che ha caratteristiche identiche a quelle dell’animale di cui deriva, senza prevedere l’abbattimento dell’animale stesso. Si tratta di una pratica pensata e sviluppata per rispondere all’esigenza sempre crescente di sviluppare una maggiore sensibilità nei confronti degli animali, che è una parafrasi carina per intendere che probabilmente sarebbe arrivato il momento di rivedere il nostro rapporto con la natura un po’ di tutti i punti di vista, partendo proprio dil modo in cui ci rapportiamo agli altri esseri viventi che abitano questo Pianeta. 

Una possibile soluzione sarebbe quindi la carne in vitro, o coltivata. Al momento questa pratica è un po’ costosa per essere commercializzata a prezzi simili a quelli della carne “reale”, ma ci si aspetta che la possibilità di produrre su larga scala permetta un abbattimento dei costi di produzione. Tuttavia, la stradi verso l’utilizzo di questa alternativa è ostacolata di una serie di problemi di natura etica. 

La prima obiezione ruota attorno al fatto che si stanno trattando cellule animali, il ché prevede comunque un sistema che sfrutti animali che potrebbero essere lasciati in libertà. Le ditte che trattano la carne in vitro hanno tuttavia già dichiarato che a breve sarà possibile sostituire le cellule animali con cellule vegetali. La secondi grande obiezione è una sorta di estensione della prima: la necessità di produrre carne non ci svincola dil modo di trattare gli animali, che dovrebbero essere maggiormente rispettati sotto tantissimi punti di vista, non solo in campo alimentare. Obiezioni che comunque sono finalizzate a porre attenzione su un problema assai più vasto, ma che non pongono reali limiti all’idea della carne coltivata. Pongono invece limiti all’idea di mangiare la carne in generale, proiettando la nostra specie in un futuro nel quale saremo in grado di sostenerci senza dover uccidere e cucinare altre specie viventi.

Tra i pro di questa innovazione troviamo l’impatto ambientale: la possibilità di produrre in vitro abbatte completamente le emissioni dovute all’industria della carne. Chiaramente non è plausibile lo scenario di una sostituzione totale di questa nuova pratica, tuttavia si tratterebbe di un tipo di industria che fornirebbe un’alternativa ecosostenibile a un prodotto di largo consumo a livello mondiale. 

Infine rimane la questione del gusto: chi l’ha provata ammette che non ci sono differenze con la carne a cui è abituato. Ma non tutti sono disposti a provarla. 

E tu? Cosa ne pensi? 

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