Tempo di lettura: 3 minuti

Stare nella natura, nei boschi fa bene alla salute fisica e mentale. Tutte le ricerche scientifiche lo confermano e anche noi occidentali abbiamo iniziato a praticare lo shinrin-yoku, il bagno nei boschi tipico della cultura giapponese.

Passeggiare e fermarsi nel bosco, respirare l’aria a contatto con il terreno e con gli alberi aiuta la mente a rilassarsi e il corpo a trovare il suo centro.

Se poi si potesse anche lavorare nel bosco, senza danneggiarlo, sarebbe davvero fantastico.

Ora è possibile e l’idea arriva dalla Finlandia, da Lahti, Capitale Verde d’Europa 2021.

Si tratta di un progetto realizzato dai giovani che frequentano la locale scuola di arti applicate. Hanno realizzato delle postazioni in legno studiate per il lavoro a distanza, lo smart working, in modo da non danneggiare il bosco e gli alberi.

Un sogno: lavorare nella natura, senza danneggiarla.

Nelle aree verdi urbane, nei parchi della città e nei boschi più esterni, sono state installate delle postazioni gratuite per il lavoro a distanza. Ogni postazione è realizzata col legno dei boschi della zona, l’abete finlandese, un materiale resistente e adatto per essere usato come legno da esterni.

La postazione comprende: un telefono, un portaoggetti e una zona per il proprio portatile. Questa struttura è montata direttamente su un albero, rispettando la natura: nel montaggio e successivamente quando la postazione verrà rimossa, gli alberi non saranno danneggiati e il bosco resterà intatto nella sua struttura.

Sketch Viita workstation

Ecco che nel bosco si può sostare anche per lavorare e beneficiare delle sostanze che si respirano. La luce naturale favorisce il buonumore e fa stare bene. Lavorare alla luce del sole aiuta a diminuire lo stress da lavoro e lo stress fisico.

Lahti è una città finlandese che nei decenni ha fatto numerosi passi avanti per raggiungere il traguardo di Capitale Verde d’Europa 2021.

Negli anni Settanta era una città industriale con un forte inquinamento atmosferico e delle acque del vicino Lago Vesijärvi, nel quale venivano riversati gli inquinanti delle lavorazioni industriali.

Negli anni Ottanta l’inquinamento del lago era notevolmente peggiorato e le fioriture algali stavano togliendo l’ossigeno alla flora e alla fauna di queste acque. In quel periodo è nato il progetto di riqualificazione del lago che, negli anni Novanta, ha portato a un miglioramento della qualità delle acque.

Intanto il Dipartimento di Ecologia Ambientale dell’Università di Helsinki ha aperto una sede a Lahti: è iniziato così un periodo di sperimentazioni nel campo del miglioramento della qualità delle acque e dell’aria, dell’economia circolare e della sostenibilità.

Nel 1998 viene introdotto un metodo efficace di raccolta differenziata dei rifiuti domestici e nel 2007 nasce la fondazione che tutela il lago: The Lake Vesijärvi Foundation.

Il 2017 è l’anno degli interventi sull’economia circolare, nel 2019 il carbone non è più utilizzato e il prossimo obiettivo di Lahti è quello di città carbon free, da raggiungere nel 2025.

Nel 2021 Lahti viene premiata come Capitale Verde d’Europa per i progetti a livello locale in ambito di ecologia, sostenibilità ambientale ed economia circolare.

Un esempio da seguire in tutta Europa.

Fonte: https://greenlahti.fi/en