Piccioni spia: la Russia lancia biodroni con chip neurali

La Russia sperimenta piccioni spia dotati di chip neurali sviluppati da Neiry, trasformandoli in biodroni capaci di sorvegliare città e infrastrutture con autonomia prolungata. La tecnologia apre scenari distopici e interrogativi etici sul controllo del vivente.

Piccioni spia: la Russia lancia biodroni con chip neurali - immagine di copertina

    L’annuncio arriva da Mosca e ha il sapore di una cronaca dal futuro. I piccioni spia non appartengono più alla narrativa complottista ma a un programma tecnologico reale, sviluppato dall’azienda russa di neurotecnologie Neiry, un gruppo specializzato in interfacce cervello-macchina applicate al controllo di organismi viventi. La rivelazione ha acceso un dibattito internazionale sull’uso di animali trasformati in piattaforme di sorveglianza, aprendo scenari in cui l’osservatore non è più un drone visibile in cielo ma un volatile comune che attraversa le città senza destare sospetti. La natura stessa diventa infrastruttura tecnologica, una prospettiva che inquieta scienziati e analisti della sicurezza tanto quanto affascina chi studia le potenzialità della neuroingegneria.

    Come funzionano i nuovi piccioni spia controllati dalla Russia

    Secondo i dettagli diffusi da Neiry, i piccioni vengono trasformati in biodroni attraverso un impianto di chip neurali inseriti con tecniche chirurgiche stereotassiche. Gli elettrodi dialogano con un sistema di stimolazione montato su minuscoli zaini alimentati a energia solare, una soluzione che consente voli di lunga durata e una sorprendente autonomia operativa. La direzione del volo può essere orientata grazie a segnali inviati da remoto, mentre la navigazione si affida al Gps. Neiry sostiene che gli animali non richiedono alcun addestramento perché la neurointerfaccia sarebbe in grado di modulare il comportamento in modo immediato, guidando il piccione verso l’obiettivo stabilito dagli operatori. La tecnologia permette anche l’integrazione di telecamere miniaturizzate, con immagini processate tramite sistemi di intelligenza artificiale per filtrare dati sensibili e ottimizzare la sorveglianza.

    Missioni di sorveglianza e rischi di una tecnologia invisibile

    piccioni spia

    La Russia sembra intenzionata a utilizzare i piccioni spia per monitorare infrastrutture critiche, osservare aree urbane densamente popolate e raccogliere informazioni in contesti operativi ostili, dalla sicurezza industriale alle zone di guerra. La scelta non è casuale: i piccioni sono onnipresenti nelle città russe e si confondono perfettamente nel paesaggio urbano: questo li rende i vettori ideali per missioni che richiedono discrezione. L’idea di un sistema di sorveglianza biologico, capace di volare per settimane senza essere notato, solleva interrogativi inquietanti sulla privacy e sulla capacità degli Stati di espandere il controllo anche negli spazi che fino a oggi sembravano appartenere alla sfera dell’anonimato quotidiano. Se il cielo sopra le nostre teste diventasse un territorio di monitoraggio costante, la percezione stessa della libertà rischierebbe di cambiare in modo irreversibile.

    Oltre i piccioni: il rischio di un ecosistema di biodroni animali

    Il fondatore di Neiry, Aleksander Panov, ha dichiarato che la tecnologia non si limita ai piccioni ma può essere estesa a uccelli più grandi come corvi, gabbiani e albatros, ciascuno destinato a missioni diverse per capacità di trasporto e resistenza. L’ipotesi apre un ventaglio di possibilità tanto ampio quanto inquietante: uccelli in grado di trasportare sensori più pesanti, di raggiungere distanze maggiori e, in prospettiva, di supportare operazioni di sabotaggio o attacco. Un simile sviluppo disegna uno scenario in cui il confine tra animale e macchina si assottiglia, trasformando il mondo naturale in una rete distribuita di strumenti operativi. La domanda che molti esperti pongono riguarda la rapidità con cui questa tecnologia potrebbe evolvere e in che modo si potrà regolamentare un settore che sfida le attuali norme etiche, militari e ambientali.

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    Una nuova frontiera etica e tecnologica da governare

    piccioni spia

    L’esistenza dei piccioni spia riporta al centro del dibattito la responsabilità di chi sviluppa neurotecnologie capaci di manipolare comportamenti biologici. L’idea di un animale che crede di scegliere liberamente il proprio percorso, mentre un chip orienta ogni suo movimento, diventa simbolo di una deriva potenziale della ricerca, in cui la natura diventa materiale ingegneristico e non più soggetto vivente. Ciò solleva il dubbio su quale possa essere la soglia oltre la quale la tecnologia smette di servire la società e inizia a plasmarla in forme che ricordano più un laboratorio distopico che un progresso condiviso. In questo nuovo scenario, la Russia appare come il primo attore di una partita globale in cui la capacità di controllare il vivente potrebbe trasformarsi in un vantaggio strategico senza precedenti.

    tags: attualità

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