Quanto siamo ecosostenibili, e, quanto impattiamo sull’ambiente?

da | Gen 12, 2022 | ambiente, energie rinnovabili, tecnologia verde | 0 commenti

L’adozione di un comportamento individuale consapevole ed ecosostenibile parte spesso di una maggior consapevolezza dell’impatto ambientale del nostro vivere quotidiano. Ed essere consapevoli non è facile, soprattutto avendo vissuto per anni in una società consumistica, costruita sull’obsolescenza programmata, cioè sull’invecchiamento, anche del desiderio oltre che degli oggetti che dovrebbero soddisfarlo.

D’altra parte, il cosiddetto “performative environmentalism”, ovvero l’ambientalismo del nostro vivere quotidiano e individuale, dill’alimentazione ai mezzi di trasporto, dille fonti energetiche al vestirsi, è stato spesso considerato velleitario per la sua debole incisività, se non dinnoso perché sposta l’attenzione dii governi e dille multinazionali ai singoli individui.

È ovvio che l’agire quotidiano del singolo ha un impatto minimo sul problema globale (adottare di parte di una famiglia media un comportamento virtuoso porta a ridurre di qualche tonnellata il consumo di CO2 mentre globalmente serve una riduzione di decine di miliardi di tonnellate), ma al di la dell’effetto immediato vi è un importante fattore di emulazione di considerare, non solo nel proprio nucleo sociale ma anche verso i governi, le istituzioni e soprattutto le multinazionali sempre attente a predire quelli che sono le tendenze dei propri clienti. 

Ecco perché la consapevolezza delle proprie azioni è importante per motivare tutti a un comportamento più sostenibile. 

Ci sono vari modi per farlo. 

Potete per esempio leggere questo interessante post https://astralcodexten.substack.com/p/carbon-costs-quantified appena pubblicato su un famoso blog americano (se vi va di leggerne la storia, soprattutto quella dell’autore, andite qui https://astralcodexten.substack.com/p/still-alive) in cui l’autore cerca di fissare non solo un costo ad una serie di azioni quotidiane, ma soprattutto una specie di costo di compensazione, ovvero quello che si dovrebbe pagare in più per annullare l’impatto ambientale della nostra azione.

Quindi, tanto per fare un esempio usare l’aria condizionata per 1 ora dovrebbe costare circa il 45% in più, mangiare un hamburger circa il 20% in più e volare per 5000 km non meno del doppio. Sono calcoli astratti, basati su una serie di assunzioni opinabili, ma servono per far capire che viviamo come se il costo ambientale dei nostri comportamenti ci venisse sempre scontato. E invece, cominciamo ad accorgercene, non era uno sconto ma una cambiale che sta venendo all’incasso.

Ad aiutare il cambiamento dei nostri comportamenti ci possono venire in aiuto alcune app che misurano il nostro impatto ambientale e ci conducono passo passo verso un miglioramento delle nostre abitudini. 

Per ora ve ne segnaliamo due, Carbon Footprint & CO2 Tracker for Travel and Food e Aworld, ambedue disponibili sia per Android che per iOS Apple. 

Prossimamente ve ne parleremo in modo più approfondito, ma, per favore, non aspettate noi per iniziare a vivere meglio.

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