Questa è una crisi planetaria

da | Feb 3, 2023 | ambiente, climate change | 0 commenti

L’intervento del professor Rockström a Davos

Si è da poco concluso a Davos il World Economic Forum, appuntamento annuale internazionale che riunisce i leader di economia, scienza e politica per discutere dello sviluppo mondiale a livello economico e sociale.

Da questo incontro è stata redatta una lista dei dieci principali rischi globali nel medio termine, cioè a distanza di 10 anni. Classificati in cinque macrocategorie, si parla di rischi economici, ambientali, geopolitici, sociali e tecnologici:

  1. Incapacità di mitigare i cambiamenti climatici.
  2. Incapacità di adattarsi all’impatto dei cambiamenti climatici.
  3. Disastri naturali ed eventi meteo estremi.
  4. Perdita di biodiversità e collasso degli ecosistemi.
  5. Migrazioni involontarie su larga scala.
  6. Crisi delle risorse naturali.
  7. Coesione sociale e polarizzazione nella società.
  8. Cybercrime e insicurezza informatica.
  9. Confronto geo-economico.
  10. Danni ambientali su larga scala.


Navigando online è possibile visionare il video del Professor Johan Rockström dal titolo Safe and Just Earth System Boundaries presso il World Economic Forum 2023 di Davos, che inizia con parole poco rassicuranti: «Questa è una crisi planetaria».

Nel suo discorso, il Professor Rockström ha individuato sedici zipping points, punti cerniera o punti chiave, che possono portare l’intero Pianeta alla crisi. Sedici elementi che secondo evidenze scientifiche regolano il sistema biofisico della Terra e l’intero sistema del clima terrestre. Nove di questi sedici punti mostrano segni di instabilità. Se ci spingiamo oltre il limite, questi elementi creeranno un grave danno per l’umanità. In particolare quattro di questi sedici punti, sempre secondo la scienza, sono già da considerarsi in pericolo se collegati a un aumento della temperatura globale oltre 1,5°C.

I ghiacciai dell’Artico e dell’Antartico sono due elementi cruciali. I ghiacciai della Groenlandia e dell’Antartico Occidentale, se si sciogliessero insieme, porterebbero a un aumento di dieci metri del livello del mare.

1,5°C è un limite fisico, non politico, precisa il Professor Rockström.

Il punto più allarmante per la scienza, quello che potrebbe provocare un serio effetto domino è il seguente: i ghiacciai della Groenlandia, sciogliendosi, potrebbero innescare un riscaldamento globale quattro volte più veloce del previsto. Le acque fredde, muovendosi verso sud, spingerebbero il sistema dei monsoni anch’esso verso sud, causando siccità e incendi nella Foresta Amazzonica. Le acque più calde dell’Oceano Indiano andrebbero ad accelerare il mescolamento tra le acque dei ghiacciai che si sono sciolti al Polo Nord con quelle che provengono dal Polo Sud. Anche se sembra impossibile, Polo Nord e Polo Sud sono collegati e regolano la stabilità della Terra.

L’intervento del Professor Rockström si conclude con queste parole:
«Cari amici, scientificamente questa non è una crisi climatica. Stiamo affrontando qualcosa di più profondo: estinzioni di massa, inquinamento dell’aria. Stiamo compromettendo le funzioni dell’ecosistema, mettendo realmente a rischio il futuro dell’umanità. Questa è una crisi planetaria».

Fonti:

Discorso professor Rockström: https://www.linkedin.com/company/globalcommonsalliance/videos/

Video intero: https://www.weforum.org/events/world-economic-forum-annual-meeting-2023/sessions/leading-the-charge-through-earths-new-normal?utm_source=linkedin&utm_medium=social_video&utm_term=1_1&utm_content=28786_16+tipping_points_crisis&utm_campaign=social_video_2023

LifeGate report: https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:7023206995608363008/

https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:7021351891544457216/

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