Stiamo creando un futuro sostenibile? Ce lo dice il Green Future Index

da | Ott 17, 2022 | ambiente, climate change | 0 commenti

Il Green Future Index è un indice che cerca di calcolare quanto sarà green il futuro di una nazione in base a quanto si sta impegnando nel costruire un domani sostenibile.

Questo indice è stato pubblicato dal MIT Technology Review, un sito indipendente di informazioni fondato nel 1899 per dare notizie sulle ricerche del Massachusetts Institute of Technology, il famoso MIT di Boston.

Il numero finale viene elaborato dopo aver valutato una serie di cinque indicatori: ognuno può assumere un punteggio che va da 1 a 10. Il punteggio di 10 è il massimo che si può raggiungere e indica una perfetta sostenibilità.

I Paesi al mondo che rientrano in questo studio sono 96: molti Stati africani non sono stati finora analizzati. Il Green Future Index 2022 ha una classifica generale, che vede sul podio tre Paesi europei:

  • al primo posto l’Islanda col valore di 6.9;
  • al secondo posto la Danimarca con 6.6;
  • al terzo posto l’Olanda con 6.4.

L’Italia si colloca al 17esimo posto col punteggio finale di 5.5. Rispetto all’analisi fatta nel 2021, siamo migliorati di cinque posizioni.

Qualche altro dato: gli Stati Uniti sono al 21esimo posto, il Canada al 15esimo e il Regno Unito al quarto. La Cina è al 26esimo posto e l’India al 42esimo.

Nella descrizione relativa al nostro Paese leggiamo che oltre il 15% della terra coltivata è rappresentata da coltivazioni biologiche: si tratta della più alta percentuale tra gli Stati europei. Molte iniziative in Italia sono a sostegno dell’agricoltura sostenibile: è questo il punto di forza del nostro Paese.

Quali sono i parametri che il Green Future Index prende in considerazione?

I parametri sono cinque:

  • Carbon emissions, emissioni di carbonio;
  • Energy transition, transizione energetica;
  • Green society, società verde;
  • Clean innovation, innovazioni tecnologiche green;
  • Climate policy, politiche per il clima.

Per le carbon emissions, a ciascun Paese è assegnato un punteggio in base alle sue emissioni di anidride carbonica, alla variazione recente di emissioni totali e in relazione a quanto sta cambiando questo valore per i settori dell’industria, dei trasporti e dell’agricoltura.

L’indice energy transition è relativo a quanta parte di energia rinnovabile è presente sul totale dell’energia complessiva consumata. Tiene conto di quanto vale il tasso di cambiamento e di quanto l’uso dell’energia nucleare incide sul valore totale. Il dato sull’energia nucleare non era stato preso in considerazione nel precedente report del 2021.

Il dato chiamato green society, società verde, misura gli sforzi della società per aumentare il riciclo e nel costruire edifici efficienti dal punto di vista energetico. Sono valutati anche il minor consumo di carne e latticini, la forestazione naturale e vegetale e l’adozione dei veicoli elettrici. Anche quest’ultimo dato sulla mobilità elettrica non era presente nel report del 2021.

Col parametro della clear innovation si misura quanto uno Stato promuove la decarbonizzazione attraverso l’innovazione. Si contano il numero di brevetti verdi, gli investimenti in energia pulita e in tecnologia alimentare di ogni nazione o territorio.

Il parametro della climate policy misura quanto ogni Stato si impegni per ridurre i gas serra e quanto le azioni politiche siano mirate a raggiungere gli obiettivi del 2030. Valuta anche le iniziative sui prezzi del carbonio e le politiche agricole e sostenibili. Novità di quest’anno è il dato che misura la quantità di carbonio catturata e stoccata.

Sperando di raggiungere posizioni sempre più alte in futuro, il Green Future Index 2022 ci spinge a migliorare verso un mondo più verde e sostenibile.

Fonti:
https://www.infodata.ilsole24ore.com/2022/08/31/sostenibilita-cosa-misura-green-future-index/

https://www.technologyreview.com/2022/03/24/1048253/the-green-future-index-2022/

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