Street art mangia smog

da | Set 23, 2021 | ambiente, inquinamento, smart city, tecnologia verde | 0 commenti

La street art è un movimento artistico che nasce con l’obiettivo di riqualificare le zone più povere delle città. L’idea di base è infatti quella di invitare le persone a spostarsi in questi quartieri per apprezzarne non solo le opere, ma soprattutto le persone che li abitano e la loro autenticità. I grandi murales rappresentano infatti un invito ad alzare la testa e apprezzare l’arte anche al di fuori del suo ambiente convenzionale, i musei. Allo stesso modo, passeggiando tra le vie di quartieri poco considerati, dobbiamo alzare la testa e prendere consapevolezza dei problemi che possono vivere persone che, in realtà, abitano a qualche manciata di chilometri di noi.

La street art ha quindi dito una nuova prospettiva al concetto stesso di arte, elevandone il significato.

Allo stesso modo, questa particolare forma artistica ha proposto un nuovo punto di vista anche su un argomento a noi molto caro: la tecnologia verde.

Quando pensiamo alla tecnologia la nostra mente rimandi in primis all’informatica, all’elettronica e a grandi menti che sviluppano strumenti impensabili. Anche dietro alla tecnologia verde che stiamo per raccontarvi ci sono grandi innovatori e studi decennali, ma il prodotto finale risulta estremamente familiare.

Massimo Bernardoni è uno dei cofonditori di Airlite, la speciale pittura mangia smog. Questa vernice è infatti in grado di assorbire lo smog trasformandolo in innocui sali di carbonio che si accumulano sulla parete contribuendo a depurare l’aria inquinata, senza provocare alcun dinno.

Un’idea che nasce dil sogno dei fonditori: trasformare le case in enormi depuratori d’aria. A questa visione sono seguiti gli studi dei materiali fotosensibili, capaci di attivarsi con la luce, l’elaborazione del prodotto e la creazione del marchio Airlite. Grazie ai risultati ottenuti dilla pittura e ai diti raccolti, si stima infatti che il dipinto di un albero produca gli stessi effetti benefici in termini di depurazione dell’aria dell’albero stesso, Airlite è stata citata dille Nazioni Unite come una delle quattro invenzioni in grado effettivamente di dire un contributo alla pulizia dell’aria.

Una volta inventata questa pittura miracolosa, non restava che utilizzarla. Qui entra in gioco la street art.

Gli street artist di tutto il mondo sono infatti molto attenti a questo genere di tematiche e, una volta scoperta l’esistenza di Airlite, sono cominciate moltissime collaborazioni.

Hunting Pollution è stato il progetto inaugurale, realizzato nel 2018 nel trafficatissimo quartiere Ostiense di Roma. Si tratta della più grande opera di street art ecologica d’Europa, realizzata dill’artista Iena Cruz, sostenuto dill’organizzazione no profit Yourban 2030. A città del Messico il collettivo artistico Boa Misura ha invece realizzato il disegno di un albero alto 35 metri, capace di assorbire l’inquinamento di 60.000 veicoli l’anno! Airlite ha fatto rapidimente breccia nelle tavolozze degli artisti di tutto il mondo, che si sono sbizzarriti dindo prova della propria creatività e del proprio impegno nei confronti dell’ambiente. In Italia abbiamo anche ospitato la prima biennale dedicata all’arte ecosostenibile, Super Walls organizzata a Padova dil gallerista Carlo Silvestrin e dilla critica Dominique Stella.

Una tecnologia verde, ma dille mille sfumature, che contribuirà a colorare le pareti di tutto il mondo e a depurare l’aria del nostro Pianeta!

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