Therian: chi sono le persone che si identificano come animali

I therian sono persone che si identificano interiormente con un animale. Il fenomeno, diventato virale su TikTok, non è considerato un disturbo mentale ma una forma di identità personale e di espressione.

Therian: chi sono le persone che si identificano come animali - immagine di copertina

    Negli ultimi mesi TikTok, Instagram e YouTube sono stati invasi da video di ragazzi che indossano maschere da lupo, code da volpe o si muovono a quattro zampe nei parchi. Molti utenti li liquidano come “persone che credono di essere animali”, altri li associano automaticamente ai furry. Ma la realtà è molto più complessa.

    Il termine corretto è “therian”, abbreviazione di therianthrope, e indica persone che sentono una connessione profonda, psicologica o spirituale, con un animale non umano. Non si tratta semplicemente di cosplay, gioco o travestimento: per molti therian è una componente identitaria molto seria, spesso difficile da spiegare a chi sta fuori dalla comunità.

    Cosa significa essere Therian

    La parola deriva dal greco therion, “bestia selvaggia”, e anthropos, “uomo”. Il concetto di therianthropy esiste da secoli nelle mitologie umane: basti pensare ai licantropi, agli uomini-lupo o alle divinità metà uomo e metà animale presenti in diverse culture. Oggi però il fenomeno ha assunto una forma moderna grazie a Internet.

    I therian contemporanei raccontano di percepire un’identità animale interiore chiamata “theriotype”. Alcuni si identificano con lupi, gatti, volpi o cervi; altri con animali più insoliti. Questa identificazione può manifestarsi attraverso sogni, sensazioni corporee, comportamenti istintivi o una forte sensazione di appartenenza emotiva verso una specie specifica.

    È importante chiarire un punto fondamentale: i therian sanno di essere biologicamente umani. Non credono realmente di essersi trasformati in animali. Gli studiosi distinguono infatti il fenomeno identitario therian dalla cosiddetta “clinical lycanthropy”, una rarissima condizione psichiatrica in cui una persona sviluppa un delirio di trasformazione animale.

    Therian e furry non sono la stessa cosa

    Uno degli errori più comuni è confondere i therian con i furry. I furry fanno parte di una subcultura legata alla passione per personaggi animali antropomorfi, spesso attraverso arte, fumetti, videogiochi o costumi chiamati fursuit. Per la maggior parte dei furry si tratta di espressione creativa e sociale.

    I therian, invece, parlano di identità personale. Alcuni possono anche essere furry, ma le due realtà non coincidono. Gli esperti spiegano che mentre il furry fandom ruota attorno all’estetica e alla creatività, la therianthropy riguarda il modo in cui una persona percepisce sé stessa interiormente.

    Il boom sui social

    Anche se le prime comunità therian online risalgono agli anni ’90, nate in forum dedicati all’horror e ai licantropi, oggi il fenomeno è diventato virale grazie ai social network.

    Su TikTok milioni di visualizzazioni ruotano attorno a hashtag come #therian e #quadrobics. Quest’ultimo termine indica una disciplina fisica che consiste nel muoversi a quattro zampe imitando gli animali. Video di adolescenti che saltano, corrono e si allenano come volpi o lupi hanno trasformato la sottocultura in un fenomeno pop globale.

    Molti psicologi interpretano questa crescita come parte della ricerca identitaria tipica dell’adolescenza contemporanea. In un’epoca dominata dai social, dove le identità personali vengono continuamente esplorate e ridefinite online, anche esperienze molto di nicchia trovano facilmente comunità e visibilità.

    È un disturbo mentale?

    La domanda più controversa è anche la più cercata online: essere therian significa avere un problema psicologico?

    Secondo le fonti scientifiche attuali, no. La therianthropy non è riconosciuta come malattia mentale né dal DSM, il manuale diagnostico usato dagli psichiatri americani, né dall’ICD internazionale. Alcuni studi hanno osservato che molti therian presentano livelli più alti di isolamento sociale o neurodivergenza rispetto alla media, ma gli studiosi sottolineano che questo non significa automaticamente patologia.

    La distinzione centrale, spiegano gli psicologi, è questa: un’identità diventa clinicamente problematica solo quando compromette gravemente la vita quotidiana, il lavoro o le relazioni sociali. Nella maggior parte dei casi, i therian conducono vite normali e utilizzano questa identità come forma di espressione personale o spirituale.

    Perché il fenomeno divide così tanto

    Il tema scatena reazioni fortissime online perché tocca alcune delle questioni più sensibili della cultura contemporanea: identità, appartenenza, internet e nuove forme di comunità.

    Per alcuni osservatori il fenomeno rappresenta una semplice sottocultura giovanile amplificata dai social. Per altri è il simbolo di una generazione sempre più distante dalle identità tradizionali. Nel mezzo ci sono migliaia di ragazzi che raccontano di sentirsi finalmente compresi grazie a community nate online. Molti esperti invitano però a evitare derisione e allarmismo. Alcune ricerche sulle comunità online mostrano infatti che gruppi molto stigmatizzati tendono a rafforzarsi proprio attraverso l’esclusione sociale.

    Una nuova identità digitale?

    Che si consideri la therianthropy una forma di spiritualità, un’identità alternativa o semplicemente una sottocultura nata su Internet, il fenomeno racconta qualcosa di molto preciso sul presente.

    Le nuove generazioni vivono sempre più online, costruiscono comunità globali in tempo reale e sperimentano identità che pochi anni fa sarebbero rimaste invisibili. I therian non sono “mezzi animali”, ma persone che usano il linguaggio simbolico degli animali per raccontare qualcosa di sé.

    E forse è proprio questo il motivo per cui il fenomeno continua a crescere: in un mondo dove tutti cercano disperatamente di capire chi sono, anche sentirsi un lupo può diventare un modo per sentirsi finalmente parte di qualcosa.

     

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