
Viaggiare con animali in aereo è stato, per lungo tempo, sinonimo di compromesso e sofferenza: per loro, costretti in stive fredde e rumorose; per noi, costretti ad accettare regole rigide e spesso disumanizzanti. I nostri compagni a quattro zampe sono stati trattati più come bagagli animati che come esseri viventi, affrontando tratte intercontinentali in condizioni che sfioravano la tortura logistica. Ma dal 12 maggio 2025 qualcosa è cambiato. L’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile ha introdotto un nuovo regolamento che riscrive radicalmente le modalità per viaggiare con animali in aereo, riconoscendo finalmente il loro benessere come parte integrante dell’esperienza di volo. Una svolta tanto normativa quanto culturale.
La svolta normativa: animali in cabina senza limiti di taglia
La novità più significativa riguarda l’accesso in cabina per cani e gatti, ora consentito anche agli esemplari di taglia medio-grande, purché alloggiati in trasportini omologati e fissati in sicurezza. L’unico limite imposto è quello del peso massimo complessivo – animale più contenitore – equiparato a quello di un passeggero standard. Non si tratta dunque di una liberalizzazione totale, ma di un adeguamento intelligente, che riconosce la dignità dell’animale senza compromettere la sicurezza del volo. Un passo avanti notevole rispetto alla precedente normativa, che relegava in cabina solo i piccoli animali, spesso con condizioni proibitive.
Compagnie aeree: tra aperture e resistenze
La delibera ENAC, benché vincolante, lascia margini di autonomia alle singole compagnie aeree. E qui si apre un fronte non meno importante della questione normativa: la reale applicazione delle nuove regole. Alcuni vettori, come Ita Airways, si sono già adeguati ampliando il peso massimo consentito per gli animali in cabina, segnalando una volontà di cambiamento. Altri, invece, restano ostinatamente ancorati a politiche restrittive: Ryanair, EasyJet e Wizz Air, ad esempio, continuano a non consentire alcun animale in cabina, eccezion fatta per i cani guida. Una resistenza che solleva interrogativi non solo sulla coerenza normativa, ma anche sull’etica aziendale.
Benessere animale e responsabilità umana
Questa nuova stagione normativa non riguarda soltanto la logistica del trasporto, ma tocca un tema più profondo: il riconoscimento del benessere animale come valore sociale. La possibilità di viaggiare accanto al proprio compagno a quattro zampe riduce drasticamente lo stress, previene incidenti sanitari e psicologici e contribuisce a una cultura della cura e del rispetto. Non è un dettaglio di poco conto in un’epoca in cui gli animali domestici sono a tutti gli effetti membri della famiglia. Accoglierli in cabina significa riconoscerne lo status affettivo e biologico, superando definitivamente la logica dell’oggetto imballato.
Le implicazioni ecologiche del cambiamento
Anche l’ecologia, se si guarda con attenzione, ha qualcosa da dire. Il trasporto in stiva comporta consumi energetici supplementari, oltre a implicare procedure complesse che aumentano l’impatto ambientale del volo. Consentire agli animali di viaggiare in cabina, integrandoli nei flussi passeggeri, contribuisce – seppur marginalmente – a ridurre l’impronta ecologica del trasporto aereo. Certo, non si tratta di una rivoluzione verde, ma di una piccola svolta che, sommata ad altre, può ridisegnare il profilo ambientale del settore.
Il futuro del viaggio animale: più diritti, meno stress
Il nuovo regolamento ENAC rappresenta una frattura positiva nella lunga storia delle disuguaglianze interspecie. Resta ora da vedere se il sistema nel suo complesso – compagnie, viaggiatori, aeroporti – saprà accogliere questo cambiamento con la giusta dose di responsabilità. Serviranno infrastrutture adeguate, personale formato, una comunicazione chiara e un approccio empatico. Ma la direzione è tracciata: viaggiare con gli animali non è più un’eccezione da tollerare, è un diritto da rispettare.