WMO: 12 mila disastri meteo e 2 milioni di morti in 50 anni

da | Mag 22, 2023 | ambiente, climate change, news | 0 commenti

È stato aggiornato l’Atlante della mortalità e delle perdite economiche dovute a rischi meteorologici, climatici e legati all’acqua il documento firmato dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO), agenzia delle Nazioni Unite.

Il report certifica che, negli ultimi 50 anni quindi tra il 1970 e il 2021, si sono verificati 12 mila disastri dovuti a eventi meteorologici, climatici e idrici estremi. Le vittime accertate sono 2 milioni, per la quasi totalità abitanti di Paesi in via di sviluppo. Dal punto di vista economico, si registrano perdite di 4,3 trilioni di dollari (si tratta di un dato in crescita).

L’importanza dell’allarme precoce

Se i danni economici sono aumentati vertiginosamente negli ultimi 50 anni, va però segnalato che il tasso di mortalità legato a eventi climatici estremi si è ridotto notevolmente, grazie all’azione coordinata di una gestione più precisa dei disastri insieme al miglioramento degli allarmi precoci.

L’aggiornamento del report – la versione precedente, pubblicata nel 2021, riportava i dati fino al 2019 – è stato illustrato in occasione dell’apertura del Congresso meteorologico mondiale quadriennale: l’obiettivo del Congresso è l’approvazione di un piano di accelerazione e accrescimento delle azioni di allerta precoce affinché entro il 2027 tutti i Paesi ne possano fruire.

L’allerta precoce è una misura fondamentale: fa parte di quelle politiche di adattamento ai cambiamenti del clima che permettono salvare sempre più persone, garantendo un “ritorno sull’investimento almeno dieci volte superiore”. Non tutti i Paesi, tuttavia, dispongono allo stesso modo di questo strumento: c’è una bassissima copertura nei piccoli Stati insulari in via di sviluppo e nei Paesi meno sviluppati, appartenenti al continente asiatico e africano.

Qualche dato

Dal report si può ricavare una panoramica generale sulle aree più colpite a causa di eventi climatici estremi.

In Europa, negli ultimi 50 anni, si sono verificati 1.784 eventi estremi che hanno causato 166.492 morti (la maggior parte dei decessi causata dalle temperature estreme) e 562 miliardi di dollari di perdite economiche (riconducibili per lo più a danni causati da alluvioni e inondazioni).

L’Asia è stata la regione più colpita da eventi estremi, per la maggior parte legati ai cicloni tropicali: con il 47% di vittime globali, il continente asiatico è quello che ha pagato di più in termini di vite umane. Il Bangladesh, con 281 eventi estremi e 520.758 morti, colleziona un triste primato nel continente.

In Nord America, America centrale e Caraibi, sono 2.107 i casi segnalati di eventi climatici estremi che hanno provocato più di 77 mila vittime e danni per 2.000 miliardi di dollari, rappresentando il 46% di perdite economiche a livello globale. Da soli, gli Stati Uniti hanno subìto 1.700 miliardi di dollari di danni, che corrispondono al 39% delle perdite mondiali: la causa principale i cicloni tropicali.

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