Piccole Dolomiti, frana sul Carega: l’Omo è crollato

da | Giu 7, 2023 | news | 0 commenti

Sulle Piccole Dolomiti, una frana ha stravolto per sempre il profilo del Monte Plische, sul gruppo del Carega: l’Omo è crollato, forse a causa del maltempo degli ultimi giorni.

L’immagine iconica della coppia di grossi massi verticali – l’Omo e la Dona – che dominano la valle era la più fotografata da escursionisti e amanti della montagna.

La Dona è rimasta sola

Deve essere assordante il crollo dell’Omo, una delle due pietre (la più grossa) che – assieme all’inseparabile Dona – svettavano sul Monte Plische, sul Gruppo del Carega delle Piccole Dolomiti.

Eppure la frana è stata scoperta solo a fatti già avvenuti: a notare il cedimento, un gruppo di escursionisti che, nelle scorse ore, stavano percorrendo il sentiero alpino n.113 verso il Rifugio Scalorbi, ai confini tra Vicentino e Trentino.

La notizia, partita da un post condiviso dal titolare della Locanda Obante a Recoaro, ha poi fatto il giro dei social ed è stata tristemente confermata dai tanti amanti della montagna e dagli abitanti della zona: un panorama irriconoscibile, un simbolo perso per sempre.

La causa del crollo è probabilmente da attribuire alle violente piogge degli ultimi giorni, che nei giorni scorsi hanno sorpreso due escursionisti che stavano percorrendo la via ferrata di Vajo Scuro sul monte Carega, poi tratti in salvo dai Vigili del Fuoco.

Un simbolo perduto

Le Piccole Dolomiti non saranno più le stesse, dopo la scomparsa di una delle due enormi guglie verticali.

Gli amanti della montagna, che attraversavano il percorso 113 partendo dalle strade di Recoaro Terme verso il Rifugio Battisti, intraprendevano poi a piedi il tracciato che portava alla coppia di rocce, l’Omo e la Dona. Due ore di camminata e 600 metri di dislivello conducevano gli escursionisti di fronte alla coppia degli Sposi in Carega. Da oggi, resteranno solo le fotografie.

Il crollo dell’Omo è una dinamica naturale – le montagne sono frutto di un processo di erosione ininterrotta e a un certo punto cedono, dopo piogge, nevi, ghiaccio e a causa della forza di gravità – ma complicata, o quantomeno accelerata, dalle violente piogge degli ultimi giorni.

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