In Italia, la raccolta e il riciclo dei rifiuti elettronici è ancora in calo

da | Gen 9, 2024 | news | 0 commenti

La raccolta dei RAEE, i rifiuti provenienti dalle apparecchiature elettriche ed elettroniche, è in continuo calo in Italia. Nonostante siano tra le risorse urbane più significative a disposizione dell’Italia, rappresentando una sorta di miniera urbana che consente il recupero di preziose materie prime senza compromettere l’ambiente naturale, i dati relativi al recupero RAEE sono ancora ben al di sotto dell’obiettivo europeo del 65%.

Sfavoriscono la raccolta dei rifiuti RAEE tanto quella «zona grigia fatta di circuiti di gestione non ufficiali», quanto la scarsa informazione e i comportamenti dei consumatori.

Dati in calo

Già a giugno, il rapporto nazionale elaborato dal Centro di coordinamento RAEE aveva documentato un tasso di raccolta pari al 34,01% per il 2022: Erion Weee, il consorzio che gestisce oltre il 60% dei RAEE domestici in Italia, prevede ora, per il 2023, un ulteriore peggioramento.

Siamo ben lontani quindi dall’obiettivo europeo del 65%, che punta alla valorizzazione di questi importanti rifiuti, utili in un’ottica di economia circolare e di recupero di materie prime preziose.

Nel corso dell’ultimo anno, Erion ha gestito 232.000 tonnellate di RAEE, registrando un calo del 6% rispetto al 2022 (un peso che equivale, in tonnellate, al doppio di quello della Torre Eiffel).

Mala gestione e disinteresse

«Troppi RAEE finiscono nelle mani sbagliate»: lo sottolinea Giorgio Arienti, direttore generale di Erion Weee. Mancano infatti politiche mirate a ostacolare la sistematica sottrazione di questi rifiuti a favore di circuiti illeciti e non controllati: molto spesso non si riesce a tracciare il percorso di questi rifiuti una volta usciti dalle case degli italiani.

Erion denuncia un «disinteresse generalizzato» verso la raccolta e il recupero effettivo di questi materiali, nonostante siano considerati strategici per l’economia del Paese. Pensiamo che il tasso di riciclo ufficiale si attesta all’89,9%: dalle 232.000 tonnellate di rifiuti gestiti Erion riesce a recuperare oltre 120.000 tonnellate di ferro, circa 5.000 tonnellate di alluminio, oltre 5.000 tonnellate di rame e 30.000 tonnellate di plastica.

Potenzialità che interessano non poco i circuiti di gestione illegale, che tra il 2020 e il 2023 hanno visto incrementare i propri traffici del 49% per il ferro, del 48% per il rame e del 42% per l’alluminio. I circuiti di gestione non ufficiali, guidati da operatori borderline e soggetti non autorizzati, agiscono indisturbati e incuranti dell’impatto ambientale.

Arienti insiste sulla necessità di controlli mirati e maggiori ispezioni nei porti per verificare il contenuto dei container in partenza dall’Italia verso l’Africa o l’Asia. È fondamentale agire duramente sulle situazioni irregolari e aumentare le sanzioni.

Promuovere l’informazione

Parallelamente, diventa urgente promuovere campagne di informazione e comunicazione ambientale per contrastare il comportamento scorretto degli italiani, causato da lacune informative significative. Nonostante la campagna DireFareRAEE avviata da Erion abbia migliorato la conoscenza dei consumatori sulla raccolta differenziata dei rifiuti elettronici, ancora due italiani su tre non sono a conoscenza dei servizi gratuiti di conferimento a loro disposizione.

Un paradosso preoccupante che rende evidente la necessità di campagne a livello nazionale per cambiare effettivamente la situazione.

Quasi 3 milioni di grandi elettrodomestici escono dalle case degli italiani ogni anno e scompaiono dai circuiti regolari. Anche se tali apparecchiature vengono correttamente conferite dai consumatori grazie al ritiro 1 contro 1, una percentuale significativa finisce in flussi paralleli a causa di controlli inadeguati e informazioni insufficienti alla cittadinanza.

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