Una schiuma bianca inquina la Costa d’Argento

da | Lug 10, 2024 | inquinamento, news | 0 commenti

Ormai da tempo, una schiuma bianca oleosa e maleodorante intacca le spiagge della Costa d’Argento, da Ansedonia all’Argentario arrivando, con le correnti, fino a Capalbio.

L’Associazione Difesa di Ansedonia, insieme a più di 360 cittadini, ha presentato un esposto alla Procura di Grosseto, richiedendo un intervento urgente per proteggere l’ecosistema marino della zona.

L’esposto dell’Associazione Difesa di Ansedonia

Lungo e dettagliato, l’esposto dell’Associazione Difesa di Ansedonia sottoscritto anche da 364 cittadini inviato alla procura di Grosseto, al governatore della Toscana, al sindaco di Orbetello, al comandante della Stazione dei Carabinieri e all’Arpat. La richiesta è quella di avviare velocemente “ogni iniziativa di legge” che possa evitare “danni irreparabili ad una delle perle ambientali e paesaggistiche della costa toscana”, intaccando anche il sistema economico “legato alle attività turistico ricreative”.

Nella Maremma grossetana, la Costa d’Argento comprende i territori di Monte Argentario, Orbetello e Isola del Giglio. Con le sue numerose aree protette, questo tratto di costa è un territorio unico dal punto di vista ambientale. La Laguna di Orbetello, in particolare, è un vero e proprio paradiso naturalistico di 27 chilometri quadrati, ma allo stesso tempo un ecosistema fragilissimo.

Inoltre, la Costa d’Argento fa parte del Santuario Pelagos, l’unica area marina internazionale dedicata alla protezione dei mammiferi marini e dei loro habitat nel Mar Mediterraneo.

L’inquinamento che sta interessando la zona ha portato a una significativa moria di pesci per una scarsa ossigenazione delle acque, il mancato dragaggio dei fondali e la proliferazione incontrollata di alghe. Gli scarichi degli allevamenti ittici, composti da sostanze organiche e inquinanti, peggiorano la situazione, compromettendo la salute dei bagnanti e la qualità ambientale.

Tali criticità però “non sono state correttamente affrontate dagli enti competenti”.

L’origine della schiuma bianca che inquina la Costa d’Argento

Da diversi anni, infatti, al di là della stagione, nei pressi del Promontorio di Ansedonia, galleggiano enormi macchie di schiuma maleodoranti. L’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana e la Capitaneria di Porto, analizzando il materiale, hanno rilevato la presenza di tensioattivi, batteri fecali e sostanze tossiche.

Sulle origini di questa schiuma si sa poco, ma si ipotizza che questa possa derivare da una cattiva gestione della Laguna di Orbetello, gli scarichi industriali degli allevamenti ittici e il malfunzionamento del depuratore di Terrarossa, attualmente sotto sequestro.

Foto AGI

L’impatto sulla Costa d’Argento

Le criticità ambientali emerse negli ultimi anni (ed esposte chiaramente alle autorità competenti) mettono seriamente in pericolo la biodiversità, la salute pubblica e l’economia locale.

Le chiusure della Feniglia a maggio 2023, a causa del superamento dei limiti di batteri fecali, e della spiaggia della Tagliata, il 4 giugno scorso, testimoniano chiaramente la gravità della situazione.

L’associazione e i cittadini, dunque, chiedono alle autorità di avviare “ogni opportuno accertamento attraverso controlli e campionamento delle acque antistanti le spiagge Tagliata e Feniglia e dei luoghi limitrofi, volti a scongiurare pericoli di inquinamento ambientale”. Insistono inoltre sulla necessità di “accertare l’esistenza e il funzionamento dei depuratori sia delle imprese di produzione ittica che dello smaltimento dei reflui di quella parte di costa che scarica nella zona di Ansedonia versante Tagliata”.

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