Dolomiti: crolla in anticipo la Grotta della Neve

da | Set 11, 2023 | news | 0 commenti

Con le alte temperature estive e lo scioglimento delle pareti ghiacciate, la Grotta della Neve è crollata in anticipo.

Nell’Alta Badia, regione nel cuore delle Dolomiti, la Grotta della Neve è una celebre attrazione turistica, visitata ogni anno da migliaia di turisti. Scavata nel ghiaccio da un ruscello che scende dal Sasso delle Dieci, la grotta è una lunga e larga cavità, caratterizzata da masse ondulate di ghiaccio, situata sopra il Santuario di Santa Croce.

Il suo nome deriva dall’effetto camino inverso, in cui l’aria calda estiva scioglie il ghiaccio dall’interno, creando una cavità: uno spettacolo naturale suggestivo e singolare. Con il crollo avvenuto in questi giorni, rimangono solo blocchi di ghiaccio circondati da detriti.

Come si forma la Grotta della Neve

La Grotta della Neve, presso il Santuario della Santa Croce, si trova ai piedi della Cima Dieci (Piza dales Diesc).

È un’attrazione naturale scolpita da un ruscello stagionale alimentato dalla fusione delle nevi primaverili e dai temporali estivi. Durante inverni particolarmente freddi e ricchi di neve, si accumulano strati di neve nelle zone ombrose che gradualmente si trasformano in massicci blocchi di ghiaccio, protetti in superficie da detriti e sedimenti.

Nonostante la temperatura dell’acqua che scorre dalla montagna si mantenga poco sopra il punto di congelamento, il suo flusso costante crea una piccola cavità sotto lo strato superiore di ghiaccio. Durante la stagione estiva, la grotta subisce un processo di espansione: con un fenomeno che viene definito effetto camino inverso, l’aria calda dell’estate viene risucchiata nella parte superiore della cavità e causa un progressivo scioglimento interno della grotta. Nel frattempo, l’aria fredda e densa presente all’interno della grotta scende verso il basso, generando un flusso d’aria dalla parte alta verso il basso. L’aria estiva, una volta all’interno, si raffredda a contatto con le pareti di ghiaccio, diventando nuovamente fredda e pesante, prima di ristagnare nel fondo della cavità. Questo ciclo incessante può protrarsi per mesi, contribuendo alla formazione di una cavità sempre più ampia all’interno del ghiaccio.

Negli ultimi anni, con l’aumento progressivo delle temperature anche in alta quota, la grotta tende a formarsi almeno un mese prima e crolla in anticipo, come avvenuto anche questa volta.

Marmolada: allarme per la regina delle Dolomiti

Il crollo anticipato della Grotta della Neve è l’effetto tangibile di temperature sempre più alte che minacciano anche il ghiacciaio della Marmolada, già protagonista di uno spaventoso crollo l’anno scorso.

Secondo i calcoli effettuati da geografi e glaciologi dell’Università di Padova, in collaborazione con il Comitato Glaciologico Italiano e Arpav, la superficie del ghiacciaio della Marmolada sembrerebbe essersi ridotta a soli 112 ettari nel 2022.

Una tendenza che prosegue a ritmo accelerato e che porterà, entro i prossimi anni, a una superficie inferiore al chilometro quadrato, ovvero la metà della superficie presente nel 2000 e meno di un quarto rispetto al 1900.

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