Ecomafia 2023: cresce il numero di reati ambientali in Italia

da | Lug 12, 2023 | inquinamento, news | 0 commenti

Sono usciti i nuovi dati del rapporto Ecomafia 2023 curato da Legambiente: nel 2022, il numero dei reati ambientali in Italia è cresciuto dello 0,3% rispetto all’anno precedente. Registrati oltre 30 mila reati, più precisamente 30.686, con una media di 84 al giorno.

Campania, Puglia e Sicilia le prime in classifica, mentre tra le regioni del Nord è la Lombardia la regione più colpita. La provincia con più reati ambientali in Italia è Roma, con 1315 illeciti.

Che cosa sono i reati ambientali

Incendi, avvelenamento di acqua e suolo, maltrattamento, uccisione o vendita illegale di animali, gestione illecita di rifiuti, abusivismo edilizio: sono solo alcuni di quelli che vengono definiti ecoreati, ovvero azioni illegali e dannose per l’ambiente e il territorio.

Nata da anni e anni di battaglie, la legge 68 del 2015 introduce nel Codice Penale i delitti contro l’ambiente. Un enorme passo in avanti, se consideriamo che la tutela ambientale era fino a quel momento affidata totalmente a sanzioni amministrative e multe, previste nel Codice dell’ambiente (d.lgs. 152 del 2006).

Grazie a questa legge vengono considerati delitti l’inquinamento e il disastro ambientale, oltre a traffico e abbandono di materiale radioattivo, l’impedimento del controllo e l’omessa bonifica.

I dati principali del report

Resi noti da Legambiente con il suo dossier Ecomafia 2023, i dati che emergono sono tutt’altro che rassicuranti. Ogni giorno, infatti, in Italia, si verificano circa 84 reati ambientali. Con un totale di 30.686 atti illeciti nel 2022 si verifica una leggera impennata rispetto all’anno precedente, quando il totale si era attestato sui 30.590.

Sale anche il numero di illeciti amministrativi che toccano quota 67.030 (+13,1% rispetto al 2021).

Sommando quindi reati e illeciti amministrativi, si registrano 100 mila attività illegali ai danni dell’ambiente (97.716 quelle contestate, praticamente 268 al giorno, 11 ogni ora). 

I principali reati

Al primo posto tra gli illeciti del 2022 i reati collegati al ciclo illegale del cemento, che registrano una notevole impennata rispetto all’anno prima (+28,7%) con un totale di 12.216 atti. Abusivismo edilizio, appalti truccati, corruzione e speculazioni immobiliari: collegati a questo business, nel 2022, 65 gli arresti e 1530 i sequestri.

Grandi imprese, criminalità organizzata, mala politica i principali protagonisti di questo pericoloso giro di affari – costruito su manodopera pagata poco e in nero, materiali scadenti e nessuna norma di sicurezza nel cantiere – che si traduce in ecomostri o costruzioni in aree a rischio.

Crescono poi anche i reati contro la fauna (+4,3% rispetto al 2021), con 6.481 illeciti penali e 5.486 persone denunciate.

Al terzo posto troviamo il ciclo illegale dei rifiuti: si registra una riduzione del 33,8% del numero di illeciti penali (per un totale di 5.606) e una riduzione del 41% delle persone denunciate. Aumentano però le inchieste (268) per attività organizzate di traffico illecito di rifiuti (151 nel 2021). 

Regioni e province coinvolte

A livello regionale, la Campania è la regione colpita maggiormente da reati ambientali (4.020, ovvero il 13,1% del totale nazionale).

Seguono la Puglia (con 3.054 reati) e la Sicilia (con 2.905 reati). Il Lazio supera la Calabria e raggiunge il quarto posto con 2.642 reati. La Lombardia 2.141 infrazioni penali è prima tra le regioni del Nord.

Tra le province, prima tra tutte Roma con 1.315 illeciti, 20 arresti e 565 sequestri.

Le 10 proposte di Legambiente

La legge 68/2015 sui delitti contro l’ambiente è stata applicata ben 637 volte nel 2022 e si segnala un primo effetto positivo della legge sui reati contro il patrimonio culturale, con 91 contestazioni del reato di associazione a delinquere.

Rimane comunque fondamentale aumentare il numero di controlli e le attività di prevenzione, integrando anche nuovi delitti ambientali alla normativa.

Legambiente sottolinea la “doppia sfida” collegata alla lotta contro l’ecomafia: da una parte rafforzando le misure di prevenzione e controllo, dall’altro aggiornando il quadro normativo condiviso su scala internazionale per combattere la criminalità organizzata.

L’associazione ambientalista dunque propone dieci modifiche a livello normativo, a partire dall’approvazione di nuove riforme appropriate anche nel contesto legislativo europeo. In Italia, è importante rivedere il meccanismo del cosiddetto subappalto a cascata, avviando quindi un più stretto controllo sui finanziamenti del PNRR e limitando il giro di affari legato all’edilizia.

Dal punto di vista legislativo, si rende urgente l’approvazione del disegno di legge contro le agromafie, l’introduzione nel Codice penale i delitti contro la fauna e l’emanazione di decreti attuativi della legge 132/2016 che ha istituito il Sistema Nazionale per la protezione per l’ambiente.

Post correlati