Siccità al Centro-Sud: tra 3 settimane finiranno le riserve per l'agricoltura

Sempre più grave la siccità al Centro- Sud. L'allarme dell'ANBI nel nuovo report: "Tre settimane ancora e e non ci sarà più acqua per l'agricoltura".

Siccità al Centro-Sud: tra 3 settimane finiranno le riserve per l'agricoltura - immagine di copertina

    L’appello dell’ANBI parla chiaro: la situazione della siccità nel Centro-Sud è gravissima ed entro tre settimane si esauriranno le riserve idriche per l’agricoltura di diverse regioni italiane. Allo stremo Puglia, Sicilia e Abruzzo, quasi al limite Sardegna, Basilicata, Calabria, Campania e Lazio.

    “L’odierna fotografia dell’Italia idrica è quella di un Nord sovrabbondante d’acqua e di un Centro-Sud arso dalla siccità, dove sono a rischio asset economici importanti quali l’agricoltura ed il turismo. Va assunta consapevolezza, ad ogni livello, che il clima è cambiato e che necessita un nuovo modello per il territorio, dove resilienza non può che accompagnarsi con manutenzione, infrastrutture ed innovazione” dichiara Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI.

    Siccità al Centro-Sud

    Il Centro-Sud sta vivendo una delle peggiori crisi idriche degli ultimi anni, aggravata da eventi meteorologici estremi che si sono verificati tra il 21 e il 22 luglio. In soli due giorni, l’Italia è stata colpita da 54 fenomeni meteo estremi, tra grandinate anomale, nubifragi, trombe d’aria e raffiche di vento. Questi eventi hanno causato danni significativi alle abitazioni e alla vegetazione, aggravando una situazione già critica per quanto riguarda la disponibilità di risorse idriche.

    Se il Nord del Paese ha visto un surplus idrico in alcune zone, il Sud e il Centro stanno affrontando una carenza idrica senza precedenti, con conseguenze devastanti per l’agricoltura e l’uso civile dell’acqua.

    Una breve panoramica

    • Puglia e Molise. La riduzione dei volumi dell’invaso Occhito è particolarmente preoccupante. In soli otto giorni, il bacino ha perso oltre 15 milioni di metri cubi d’acqua, riducendo drasticamente la risorsa disponibile per l’agricoltura nel Tavoliere (il granaio d’Italia). La diga sul fiume Fortore ora contiene solo 77 milioni di metri cubi, utilizzati quasi esclusivamente per l’uso potabile: si prevede che, entro metà agosto, non ci sarà più acqua per irrigare i campi.
    • Abruzzo. Anche qui la situazione è critica, con il prosciugamento del bacino di Penne e, presto, l’esaurimento dell’invaso di Chiauci. Le difficoltà di approvvigionamento idrico stanno colpendo sia l’agricoltura che l’uso civile, con turnazioni e interruzioni del servizio di distribuzione.
    • Sicilia. L’isola sta affrontando un deficit pluviometrico significativo, con precipitazioni cumulate inferiori del 60% rispetto alla media annuale. Molti invasi regionali sono ai minimi storici, compromettendo sia l’irrigazione che la distribuzione di acqua potabile. La Piana di Gela, ad esempio, non riceverà acqua per l’irrigazione, mettendo a rischio la campagna di semina e produzione.
    • Sardegna. In Sardegna, le dighe trattengono solo il 57% del volume autorizzato, con alcune aree che applicano riduzioni nell’erogazione idrica. Le campagne della parte centro-orientale dell’isola, come Ogliastra e Nuorese, stanno soffrendo particolarmente.
    • Calabria. Nel Vibonese, la diga di Alaco è al 71% dei volumi invasabili, mentre la diga del Menta, che rifornisce Reggio Calabria, è ferma al 40%.
    • Basilicata: In una settimana, le dighe lucane hanno rilasciato 12,5 milioni di metri cubi d’acqua, un quantitativo superiore rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, segno di una pressione crescente sulle riserve idriche.
    • Campania. Gli invasi del Cilento trattengono meno della metà dell’acqua che era disponibile l’anno scorso, nonostante le recenti piogge abbiano alzato i livelli idrometrici dei fiumi.

    Questi i dati salienti del bollettino settimanale redatto dall’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche.

    Siccità: quali sono gli effetti su agricoltura ed economia del Centro-Sud

    La siccità ha per il Centro-Sud una serie di importanti ripercussioni sull’economia locale e sull’agricoltura. La mancanza d’acqua sta mettendo in difficoltà il Tavoliere delle Puglie, definito il granaio d’Italia per le vastissime coltivazioni di grano e frumento di alta qualità e che oggi è a rischio perché l’irrigazione è quasi del tutto compromessa. Stessa cosa in Sicilia, con gli agrumeti. Nelle altre regioni, poi, la situazione è altrettanto critica.

    La carenza di risorse idriche non colpisce solo l’agricoltura, ma anche la vita quotidiana dei cittadini: in molte aree sono state adottate misure di razionamento dell’acqua, con conseguenze significative anche per il settore turistico.

    Misure di emergenza e soluzioni a lungo termine

    Razionamento dell’acqua, trasferimento di risorse idriche e implementazione di turnazioni per l’erogazione idrica sono alcune delle soluzioni temporanee adottate dalle autorità locali e nazionali.

    Rimane vitale sviluppare progetti di gestione sostenibile delle risorse, dunque investire nella manutenzione delle infrastrutture esistenti, costruirne di nuove e adottare tecnologie innovative per ottimizzare l’uso dell’acqua. Allo stesso modo, è fondamentale aumentare la consapevolezza pubblica sull’importanza del risparmio idrico e dell’adattamento ai cambiamenti climatici.

    Ti consigliamo anche

    Link copiato negli appunti