A proposito di Oppenheimer: quante bombe atomiche servono per distruggere la Terra?

da | Set 5, 2023 | ambiente, politica | 0 commenti

Oppenheimer, l’ultimo e discusso film di Christopher Nolan, ha riportato l’attenzione sul progetto Manhattan, da cui è nata una delle più terrificanti invenzioni della storia dell’umanità: la bomba atomica.

Vi siete mai chiesti quante bombe atomiche siano necessarie per distruggere la Terra? Oltre al film di Nolan, gli ultimi mesi sono caratterizzati dal conflitto sull’asse Russa-Ucraina che, a causa delle continue minacce nucleari di Putin, tiene allarmato il mondo intero, riportandoci ai tragici accadimenti della Seconda Guerra Mondiale.

Me che cos’è cambiato rispetto a settant’anni fa? Da Oppenheimer passando per la Guerra Fredda come si è evoluta la storia delle bombe atomiche? E che potenza d’azione abbiamo a livello globale? Siamo davvero in grado di distruggere il nostro Pianeta a colpi di testate nucleari?

Ma soprattutto: che cosa ce ne facciamo di tutte queste bombe atomiche?

Quante bombe atomiche ci sono nel mondo e chi le possiede

La prima buona notizia di questo articolo è che nel mondo esistono meno bombe atomiche di 50 anni fa. A seguito della Guerra Fredda è stato intrapreso un meccanismo mondiale di parziale smantellamento nucleare che ha portato alla disattivazione di decine di migliaia di bombe atomiche.

Si stima che siamo passati da circa 70.000 testate nucleari a circa 30.000 testate. Quelle tuttora esistenti non sono tutte innescate, quindi pronte all’uso, di queste circa la metà sono ad oggi potenzialmente utilizzabili.

La seconda buona notizia di questo articolo è che quindi siamo in grado di disinnescare le testate nucleari se lo vogliamo, ma al momento non vogliamo disinnescarle tutte.

I Paesi del mondo che possiedono una bomba atomica sono nove:

  • Russia: 6.257
  • Stati Uniti: 5.550
  • Cina: 350
  • Regno Unito: 225
  • Francia: 290
  • Pakistan: 165
  • India: 156
  • Israele: 90
  • Corea del Nord: 40-50

La Russia guida non solo la classifica del numero di bombe atomiche possedute, ma anche quella dell’ordigno più potente. La bomba Zar (o Tsar) ha la potenza di oltre 3.000 volte quelle sganciate nella Seconda Guerra Mondiale e rappresenta ad oggi la più grande testata nucleare testata per scopi bellici (pare esisterne una che ha circa il doppio della potenza, ma non è stata testata per scopi bellici).

Il Pakistan è invece il Paese con la maggior crescita proporzionale di testate nucleari.

E l’Italia?

L’Italia non ha la bomba atomica, ciò però non significa che non siano presenti ordigni atomici sulla nostra Penisola, ce ne sono ben 90, parcheggiati sul nostro territorio, così come in Belgio, in Olanda e in Germania, dagli Stati Uniti, in quanto paesi NATO.

Per la cronaca 50 ordigni sono in Friuli-Venezia Giulia e altri 40 in provincia di Brescia.

Quante bombe atomiche servono per distruggere la Terra

Distruggere è un termine un po’ troppo generico. Per rispondere a questa domanda dobbiamo distinguere tra distruzione del Pianeta Terra, intesa come l’esplosione fisica dell’intero Pianeta, ed estinzione della razza umana, ed eventualmente di altre specie animali.

Un ordigno nucleare ha diversi effetti, agisce infatti sul breve, sul medio e sul lungo termine.

In condizioni ideali, quindi facendo esplodere la testata nucleare alla giusta altezza, circa 5 km, e con gli abitanti di una città ben posizionati nelle zone centrali, gli effetti immediati di un’esplosione colpiscono un raggio che va da uno a cinque chilometri a seconda della bomba. Ciò significa che, in pochi istanti, un ordigno nucleare può far saltare in area un centro cittadino di discrete dimensioni.

Si arriva ad un raggio di circa 30 chilometri per gli effetti a breve-medio termine. Radiazioni e polveri colpiscono a lunga gittata e a seconda dell’effettiva distanza dall’esplosione si hanno effetti come gravi ustioni o il cancro, che possono comunque uccidere nel giro di qualche giorno, qualche settimana o qualche mese.

L’eventuale esplosione di più ordigni atomici creerebbe una sorta di inverno nucleare, ossia un periodo di tempo più o meno lungo durante il quale tutto risulta contaminato, dall’aria all’acqua, dai vegetali agli animali.

Calcolando la potenza delle attuali testate nucleari, la superficie della Terra abitata e la distribuzione della popolazione mondiale, si stima che per estinguere la razza umana siano sufficienti circa 500-600 bombe atomiche. Tutto ciò in condizioni ideali, potrebbe servirne qualcuna in più in condizioni di meteo avverso o eccessiva dispersione degli esseri umani. Ma considerando che ne abbiamo oltre 13.000 pronte all’uso, ci sentiamo di dire che siamo adeguatamente equipaggiati.

Sembrano dati drammatici, per questo motivo è giunto il momento della terza buona notizia di questo articolo.

Tutta questa potenza di fuoco non è in grado di intaccare il Pianeta: se anche tutte le testate nucleari fossero fatte esplodere simultaneamente con il preciso obiettivo di far saltare in aria la Terra non saremmo in grado di farlo. Impatteremmo infatti su meno dell’1% della superficie terrestre.

La Terra stessa è in grado di scatenare forze più potenti, molto più potenti: lo tsunami del 2004, generato da un terremoto di magnitudo 9.1 a cui è seguito un maremoto con onde sino a 15 metri che hanno causato centinaia di migliaia di vittime, aveva una forza di quattro volte superiore rispetto alla totalità delle testate nucleari a nostra disposizione.

Siamo quindi in grado di distruggere la nostra razza, ma non il Pianeta che ci ospita.

Ma perché tutte queste bombe?

Purtroppo, l’arsenale atomico a nostra disposizione è l’eredità che ci hanno lasciato i conflitti internazionali, e in particolare la Guerra Fredda. Non a caso Stati Uniti e Russia sono le due nazioni che possiedono il maggior numero di testate nucleari, nonché quelle più attive dal punto di vista bellico. E non a caso gli altri sette Paesi che la possiedono sono quelli in maggior tensione dal punto di vista geopolitico: problematiche sull’asse India-Pakistan, Israele in costante guerra territoriale, Cina che sta diventando super potenza da tutti i punti di vista, Corea del Nord che sembra appartenere a un altro pianeta e infine Regno Unito e Francia, che almeno apparentemente utilizzano le testate nucleari a scopo prettamente politico.

Le grosse tensioni geopolitiche degli anni Settanta hanno portato a una sorta di corsa a chi aveva l’arsenale bellico più potente, e quindi anche il maggior numero di testate nucleari.

Fortunatamente l’intero mondo sembra essere rinsavito dopo quegli anni, ma non ancora al punto da evitare il rischio estinzione qualora qualche potente decidesse di utilizzare nuovamente il nucleare.

Si sente spesso dire che nessuno ad oggi sgancerebbe la bomba atomica, perché si avrebbero conseguenze disastrose a livello mondiale. Ma allora, a cosa servono 13.000 ordigni nucleari innescati?

Teoricamente uno strumento del genere non andava utilizzato nemmeno settant’anni fa, eppure ne sono stati fatti esplodere ben due su due città, con le conseguenze che tutti conosciamo.

Non resta che sperare che il trend di riduzione degli ordigni atomici degli ultimi 50 anni continui per tutto il XXI secolo, portando l’umanità a una condizione di sicurezza, almeno da questo punto di vista.

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