Assegno di inclusione: cos’è, come funziona e requisiti

da | Ago 4, 2023 | news, politica, vivere green | 0 commenti

Arriva l’Assegno di Inclusione, una nuova misura di sostegno delle famiglie e dei singoli a rischio povertà, voluta dal Governo Meloni in sostituzione del Reddito di Cittadinanza. Si tratta di un contributo economico destinato a coloro che dispongono di un reddito di sufficiente, appartengono a fasce deboli della popolazione e vivono in situazioni di fragilità ed esclusione sociale. Una misura a cui si potrà accedere a partire dal primo gennaio 2024, quando l’attuale Reddito di Cittadinanza smetterà di essere erogato.

Quando si parla di sostenibilità, è normale che alla mente balzino infinite questioni ambientali a cui siamo chiamati a rispondere prontamente. Eppure quello della sostenibilità è anche un tema più ampio, che coinvolge anche l’economia, l’accesso alle risorse e l’uguaglianza sociale: per questo motivo, le misure di integrazione al reddito sono, di fatto, un modo per garantire una maggiore sostenibilità umana. Di conseguenza, cos’è l’Assegno di Inclusione, come funziona e quali sono i requisiti per poterlo ottenere?

Assegno di Inclusione: caratteristiche e destinatari

Assegno di inclusione, spese

L’Assegno di Inclusione (ADI) è una misura di sostegno al reddito introdotta dal Decreto Lavoro, disponibile dal primo gennaio 2024. Nei fatti, si tratta della soluzione voluta dal Governo Meloni in sostituzione al Reddito di Cittadinanza. Prevede infatti dei contributi economici per singole e famiglie che si trovano sulla soglia della povertà, per garantire loro una maggiore inclusione sociale.

In linea generale, l’Assegno di Inclusione prevede l’erogazione di un contributo da 480 a 6.000 euro annui – a cui si possono aggiungere fino a un massimo di altri 3.360 euro, in presenza di alcune specifiche condizioni – per alcune fasce della popolazione. Rispetto al Reddito di Cittadinanza, la platea a cui la misura si rivolge è minore, per via di più specifici requisiti d’accesso.

A chi spetta l’Assegno di Inclusione

Il nuovo contributo è previsto per tutti i nuclei familiari in cui sia presente almeno un componente:

  • minorenne;
  • con disabilità;
  • di anni superiori a 60;
  • in situazione di svantaggio e inserito in programmi di cura e assistenza socio-sanitaria territoriale, in presenza delle opportune certificazioni della Pubblica Amministrazione.

L’Assegno di Inclusione può essere inoltre richiesto, in presenza delle precedenti condizioni, anche dalle donne vittime di violenza, che verranno considerate come nucleo familiare indipendente da quello del marito. Ancora: è previsto anche per i cittadini europei residenti in Italia, per coloro che provengono da Paesi extra-comunitari purché in possesso di regolare permesso di soggiorno e residenti da almeno 5 anni, di cui gli ultimi due continuativi.

La composizione del nucleo familiare e la residenza non sono però condizioni sufficienti per avere accesso al contributo. Vi sono infatti alcuni requisiti da rispettare, sia dal punto di vista reddituale che sul tenore di vita.

I requisiti per l’Assegno di Inclusione

Requisiti dell'assegno di inclusione

Così come già accennato, la composizione del nucleo familiare, la cittadinanza e la residenza non sono sufficienti per poter accedere all’Assegno di Inclusione. È infatti necessario rientrare in alcune specifiche casistiche sia sul fronte del reddito che del tenore di vita.

I requisiti di reddito

Per poter accedere al contributo, è necessario dimostrare la propria condizione economica e reddituale. La misura è infatti disponibile in presenza delle seguenti condizioni:

  • un ISEE non superiore a 9.360 euro, in corso di validità;
  • un reddito familiare annuo inferiore ai 6.000 euro, che può essere aumentato a seconda della scala di equivalenza di appartenenza;
  • se tutti gli appartenenti al nucleo familiare hanno un’età maggiore di 67 anni o affetti da disabilità grave, la soglia di reddito si innalza a 7.560 euro;
  • un patrimonio immobiliare della prima casa di valore IMU non superiore a 150.000 euro;
  • un patrimonio immobiliare diverso dalla prima casa di valore IMU non superiore a 30.000 euro;
  • un patrimonio mobiliare non superiore a 6.000 euro, con soglie però in aumento a seconda della composizione del nucleo familiare.

I requisiti sul tenore di vita

Verificato il reddito, è necessario anche rispettare alcuni requisiti relativi al tenore di vita, affinché lo Stato possa verificare un’effettiva situazione di fragilità sociale ed economica:

  • i richiedenti non devono essere stati sottoposti a misure cautelari;
  • i richiedenti non devono essere soggetti a sentenze definitive oppure a patteggiamenti, nei 10 anni precedenti alla richiesta;
  • nessun componente del nucleo familiare deve aver presentato dimissioni volontarie nei 12 mesi antecedenti la richiesta, fatto salve per quelle per giusta causa;
  • nessun componente del nucleo familiare deve essere intestatario di auto con cilindrata superiore a 1.600 cavalli e motocicli con cilindrata superiore ai 250 cavalli, immatricolati entro i 36 mesi antecedenti alla richiesta;
  • nessun componente deve essere intestatario di imbarcazioni, navi e aeromobili.

Assegno di inclusione: importo, durata e scala di equivalenza

Salvadanaio

L’Assegno di Inclusione prevede un’integrazione del reddito dai 480 ai a 6.000 euro l’anno – o 7.560 euro l’anno se tutti i componenti hanno più di 67 anni anni o, ancora, da familiari tutti affetti da disabilità grave. A questa soglia può poi essere aggiunto un contributo per il pagamento dell’affitto regolarmente registrato, per un massimo di 3.360 euro – 1.800 euro se il nucleo è composto da over 67. Ancora, il valore erogato viene moltiplicato a seconda della propria scala di equivalenza.

Sul fronte della durata, l’Assegno di Inclusione viene erogato mensilmente e può essere percepito in modo continuativo per massimo 18 mesi. Vi è però la possibilità di rinnovo per altri 12 mesi, previa la sospensione di un mese. L’importo sarà distribuito sull’apposita Carta di Inclusione – una speciale carta di debito: sarà possibile prelevare mensilmente solo 100 euro in contanti – moltiplicati per la scala di equivalenza – per singolo individuo, gli altri pagamenti dovranno essere eseguiti in forma elettronica. Inoltre, si potrà eseguire un bonifico mensile a favore del proprietario dell’immobile che si è preso in affitto.

Come accennato, a influire sull’importo erogato vi sono le scale di equivalenza. Ma cosa si intende con questa definizione, come funzionano e come possono influire sulla determinazione del contributo di sostegno al reddito?

Come funziona la scala di equivalenza

Già introdotta per il Reddito di Cittadinanza, la scala di equivalenza è un sistema di misurazione che indica la composizione del nucleo familiare e che serve per determinare il valore del contributo erogato. Funziona quindi come un moltiplicatore, aumentando la soglia massima dei 6.000 euro di base erogabili l’anno. Rispetto proprio al Reddito di Cittadinanza, l’Assegno di Inclusione prevede una scala di equivalenza più ristretta, composta dai seguenti punteggi:

  • 1 per il richiedente;
  • +0,5 per ogni componente del nucleo familiare disabile;
  • +0,4 per ogni componente del nucleo familiare di età superiore a 60 anni;
  • +0,4 per ogni componente con carichi di cura;
  • +0,15 fino al secondo figlio minore;
  • +0,10 per i figli minori successivi.

La scala di equivalenza può arrivare a un punteggio massimo di 2.2, aumentato a 2.3 in presenza di membri non autosufficienti o affetti da disabilità grave.

Assegno di Inclusione: richiesta e patto lavorativo

Stretta di mano

La richiesta per l’Assegno di Inclusione verrà presentata all’INPS, con le modalità che verranno previste a partire da gennaio 2024. La gestione e la distribuzione delle Carte di Inclusione sarà invece inizialmente a carico di Poste Italiane.

È però importante sottolineare come la misura non preveda la mera erogazione del contributo, bensì anche degli obblighi, dei veri e propri patti d’istruzione e lavorativi. Ad esempio:

  • i richiedenti tra 18 e 29 anni che non hanno adempiuto agli obblighi scolastici, dovranno terminare il ciclo di studi frequentando corsi di istruzione per adulti;
  • i soggetti maggiorenni, disoccupati e non iscritti a nessun corso di studio, di età compresa tra i 18 e i 59 anni, dovranno seguire un percorso di inserimento al lavoro tramite la registrazione al SIISL, il nuovo sistema informatico per l’inclusione sociale e lavorativa.

Nei fatti, il nominativo del beneficiante verrà inoltrato ai Centri per l’Impiego, che si premureranno di trovare un’offerta lavorativa congrua. In caso di rifiuto dell’offerta di lavoro, cesserà l’erogazione dell’Assegno di Inclusione. Ma quando un’offerta è considerata congrua?

  • lavoro a tempo pieno o parziale, purché non inferiore al 60% del tempo pieno, con una retribuzione non inferiore ai minimi salariali previsti per legge;
  • un lavoro a tempo indeterminato, purché a massimo 80 km dal proprio domicilio oppure a non più di 120 minuti di spostamento con i mezzi pubblici;
  • lavoro a tempo determinato o in somministrazione, purché il luogo di lavoro non sia a più di 80 chilometri dal proprio domicilio o, ancora, a non più di 120 minuti di spostamento con i mezzi pubblici.

Oltre al rifiuto dell’offerta di lavoro, l’erogazione dell’importo può essere persa se non ci si presenta ai servizi sociali o lavorativi quando previsto, quando non si sottoscrive il patto per il lavoro e l’inclusione, si effettuano comunicazioni mendaci, non si comunica la variazione del nucleo familiare o si eseguono attività lavorative senza averlo dichiarato. Vi sono poi pene e sanzioni per chi cerca di ottenere l’Assegno di Inclusione con documenti falsi, così come per coloro che non informano di eventuali variazioni di reddito e di patrimonio.

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