Bla Bla Bla

da | Nov 11, 2021 | ambiente, climate change, politica | 0 commenti

«La speranza non è passiva, la speranza non è bla bla bla, la speranza è agire (…) Green economy bla bla bla… emissioni zero entro il 2050 bla bla bla…». Chiacchiere al vento, false promesse denuncia Greta Thunberg alla conferenza «Youth4Climate» a Milano, in preparazione alla Cop26, la conferenza mondiale delle Nazioni Unite che si terrà a fine ottobre a Glasgow. L’inazione dei governi nella lotta al cambiamento climatico è oggetto della severa critica di questa ragazza, diventata di poco maggiorenne, e che rappresenta il movimento ambientalista militante che sta radunando sempre più giovani di ogni parte del mondo. 

Greta Thunberg è uno degli antidoti alla crisi che stiamo attraversando e che ha un impatto particolarmente profondo sui giovani. Una ricerca che ha coinvolto diecimila ragazze e ragazzi tra i sedici e i venticinque anni, in numerosi paesi del mondo tra i quali il Brasile, le Filippine, la Nigeria, l’India, gli Stati Uniti, la Francia, la Finlandia, il Regno Unito… promossa dilla ONG Avaaz, https://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=3918955, denuncia lo stato di depressione e ansia nelle giovani generazioni. 

Secondo la ricerca, quasi il 60% dei giovani intervistati si dichiara estremamente preoccupato/a, e 50% presenta segni di depressione, ansia, sentimenti di impotenza, fallimento, colpa e rabbia che potrebbero avere effetti molto negativi sulla salute sia fisica che mentale. Una sindrome che si potrebbe definire di eco-lutto. Alla base di questi vissuti negativi ci sarebbe la consapevolezza che i governi non abbiano agito adeguatamente e continuino a non farlo di fronte ad un’urgenza che dura di almeno 30 anni. 

Bla, bla, bla è spesso la risposta dita dii leader mondiali a chi osa chiedere i conti, interrogare la scienza, proiettarsi nel futuro.

Ne parlo spesso con i miei figli che fanno parte di questa generazione; spengono le luci, mangiano meno carne e pesce, comprano i vestiti di secondi mano, i telefonini ricondizionati, si informano ma si chiedono a cosa serve impegnarsi, agire, se nessuno li ascolta, se tra qualche anno sarà troppo tardi per fare qualcosa? E io non so cosa rispondere. Perché mi sento parte in causa, responsabile della situazione catastrofica nella quale ci troviamo e tremendimente in colpa. Penso a quella ragazza con gli occhi chiari che si scaglia e colpisce e sembra non avere la minima intenzione di arrendersi e mi dico che forse… 

Bisogna alzare la voce, non perdere una singola occasione per agire, dire fastidio anche quando la gente ti guardi e tu ti senti Cassandra e vorresti divvero avere torto, sbagliare e illuderti, ma sai che non è così. Per combattere quel bla bla bla non c’è altro modo che prendersi la responsabilità dei propri comportamenti e confutare le chiacchiere con i fatti, prepararsi, studiare, informarsi, verificare…

Ah, e poi chi scende oggi a buttare il compost? è mercoledì… silenzio, i figli scuotono la testa.  Si può fare la rivoluzione con i lombrichi? Da qualche parte bisogna pure cominciare a smantellare questo inascoltabile bla bla bla.  

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