Che cos’è l’agricoltura 4.0?

da | Lug 1, 2024 | agricoltura, ambiente | 0 commenti

In questi ultimi anni, la transizione digitale sta coinvolgendo anche il settore primario: si parla per questo di agricoltura 4.0, che, mirando a ottimizzare l’intera filiera alimentare, dalla produzione alla commercializzazione, si serve di tecnologie avanzate e interconnesse. Dall’Internet of Things (IoT), all’ottimizzazione dei Big Data, dall’Intelligenza Artificiale alla robotica, il processo di rivoluzione digitale rappresenta un’enorme opportunità per le aziende agricole.

Agricoltura 4.0: gli strumenti

L’agricoltura 4.0 si serve di tecnologie avanzate e innovative, che sono in grado di raccogliere dati e informazioni necessari a un’organizzazione efficiente delle attività, un ottimo strumento per l’agricoltore nella gestione quotidiana del suo lavoro. Le aziende agricole, che stanno virando verso una gestione digitalizzata, riscontrano un maggiore profitto e una gestione più sostenibile, nei tre ambiti che caratterizzano lo sviluppo sostenibile (economia, ambiente e società).

Nello specifico, capiamo meglio quali sono questi strumenti:

  • l’intelligenza artificiale, che si applica alla robotica, con cui vengono automatizzate alcune attività, e software gestionali, che permettono di dimezzare i tempi e alleggerire i lavoratori di azioni ripetitive e automatiche;
  • big data, ovvero informazioni e dati ricavati dalle tecnologie che lavorano direttamente sul campo. Rielaborando questi dati, l’intelligenza artificiale produrrà specifiche soluzioni a determinate problematiche, rendendo le attività più produttive;
  • sensori e droni forniscono un monitoraggio in tempo reale, trasmettendo informazioni utili e rilevando problemi o necessità specifiche. Grazie a queste tecnologie, si ha un controllo costante dello stato di salute dei campi, del livello di umidità e della temperatura del suolo.

L’agricoltura 4.0 parte da una tecnologia specifica, che permette a tutti questi strumenti appena elencati di connettersi tra loro e scambiarsi informazioni.  L’IoT (Internet of Things, ovvero Internet delle cose) è un’evoluzione dell’utilizzo di internet, dove le cose (dunque apparecchiature, dispositivi, sistemi, impianti, macchine) acquisiscono un’intelligenza basata su dati e informazioni, che raccolgono e possono poi comunicare.

L’IoT permette di gestire in modo efficiente campi e allevamenti: nel primo caso, la tecnologia serve a gestire fertilizzanti e sistemi di irrigazione, attraverso sensori che restituiscono dati sulla situazione generale, analizzando le reali necessità del campo, ottimizzando le risorse ed efficientando la produzione. I sensori IoT svolgono anche un importante ruolo nella sicurezza, monitorando anche la fase di stoccaggio.

Da ultimo, anche il controverso settore delle biotecnologie agrarie (che si occupano dei processi agricoli e di nuove tecniche di coltivazione) è in espansione. Paesi come USA, Brasile, India, Canada e Argentina impiegano le biotecnologie per la produzione di soia, mentre in Europa la normativa pone ancora un freno al loro utilizzo. 

A cosa serve un’agricoltura tecnologica

L’agricoltura 4.0 rappresenta un enorme punto di innovazione. Il controllo costante sulle attività di produzione, stoccaggio e commercializzazione consente di ottimizzare le risorse a disposizione, riducendo gli sprechi e consentendo all’azienda agricola di risparmiare. Le tecnologie permettono anche di migliorare le condizioni di lavoro dei dipendenti e garantiscono al consumatore finale prodotti migliori dal punto di vista qualitativo.

Non da ultimo, l’agricoltura 4.0 rappresenta un ottimo vantaggio per la sostenibilità ambientale, riducendo l’impatto ambientale dell’agricoltura, che rimane uno dei settori più inquinanti.

Transizione ecologica e digitale

Transizione ecologica e digitale sono due facce della stessa medaglia, quella dello sviluppo sostenibile: da una non può che dipendere l’altra. E nel settore primario, l’agricoltura 4.0 è un tassello fondamentale.

Le tecnologie di monitoraggio riducono lo spreco delle risorse, analizzando le reali necessità del suolo, le condizioni meteo e le potenziali prestazioni, nonché il fabbisogno idrico e le potenziali malattie delle piante o la presenza di parassiti. Adottare soluzioni eco-compatibili, permette anche riuscire a pianificare le fasi di coltura, semina e raccolta, avendo quindi contezza dei costi di produzione. Ma non solo, anche la tracciabilità è un altro punto decisivo: dal campo alla tavola, si può tenere sotto controllo ogni passaggio, permettendo di avere prodotti freschi, di qualità ed ecosostenibili.

Una popolazione in costante aumento insieme alla crescente domanda di cibo e un clima fortemente condizionato da eventi estremi saranno le due sfide a cui dovrà rispondere il settore primario: l’agricoltura 4.0 ha tutte le potenzialità per poterle affrontare, ma dovrà essere coadiuvata da una normativa comunitaria appropriata.

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