
Muso affusolato, pelo irto e una lingua capace di estendersi oltre i 60 centimetri: il formichiere gigante è uno degli abitanti più curiosi delle foreste e delle savane sudamericane. Questo mammifero solitario e silenzioso ha sviluppato un’arte unica: quella di aspirare formiche e termiti a una velocità impressionante.
La natura non smette mai di sorprenderci, e il formichiere gigante è la dimostrazione vivente di come l’evoluzione possa portare a soluzioni decisamente fuori dal comune.
Un gigante dal muso affusolato e la coda a spazzola
Il formichiere gigante (Myrmecophaga tridactyla) è uno degli animali più riconoscibili al mondo per via del suo aspetto decisamente singolare.
Può raggiungere i 2,4 metri di lunghezza, inclusa la sua coda imponente, e arrivare a pesare fino a 50 chili. La sua sagoma è inconfondibile: il corpo allungato, ricoperto da un folto mantello grigio-argenteo con bande nere bordate di bianco che creano un disegno simile a una corazza, lo fa sembrare un animale preistorico.
Il muso è lungo, stretto e con narici appena percettibili, mentre la bocca è ridotta a una piccola fessura da cui spunta una lingua sorprendentemente lunga, stretta e appiccicosa, che può arrivare fino a 60 cm e che sembra fatta di gomma elastica. Le zampe anteriori sono particolarmente robuste, dotate di tre artigli ricurvi e affilatissimi, che il formichiere protegge piegando le dita su se stesse mentre cammina, dando al suo passo un’andatura apparentemente sgraziata.
La coda, folta e pelosa, gli serve da coperta termica durante il riposo e da camuffamento quando si accovaccia, trasformandolo in un piccolo cespuglio mimetico. La pelle spessa e il pelo lungo hanno anche una funzione difensiva contro i morsi degli insetti e il sole cocente delle pianure sudamericane.
Dalla savana alle foreste tropicali: l’habitat del formichiere gigante
Questo curioso animale si muove tra diversi habitat del Sud America, tra savane erbose, foreste tropicali e subtropicali e persino aree paludose. Lo si trova dal Venezuela fino al nord dell’Argentina, passando per il Brasile, il Paraguay e la Bolivia.
Predilige le zone aperte e le radure dei boschi, dove la densità di formicai e termitai è elevata, ma riesce a vivere anche in ambienti più fitti o umidi, adattandosi con una sorprendente resilienza. Non disdegna le zone alluvionali e gli ecosistemi ricchi di corsi d’acqua, e sa anche nuotare con discreta abilità, usando le sue forti zampe per spingersi tra le correnti.
La distruzione progressiva delle foreste e la frammentazione del territorio stanno mettendo sotto pressione questa specie, ora classificata come “vulnerabile” dall’IUCN. L’espansione agricola, gli incendi dolosi e accidentali e il bracconaggio ne minacciano, infatti, la sopravvivenza. Alcuni esemplari vengono anche investiti dalle auto, poiché spesso attraversano le strade che tagliano le aree naturali in cerca di cibo o di nuove zone da esplorare.
Nonostante questo, il formichiere gigante continua a essere un esploratore instancabile, percorrendo quotidianamente grandi distanze, a volte anche oltre 10 km, in cerca dei suoi banchetti a base di insetti.
Un cacciatore silenzioso
Con una dieta estremamente specializzata, il formichiere gigante si nutre quasi esclusivamente di formiche e termiti, e può arrivare a consumarne fino a 30.000 in un solo giorno.
Grazie al suo olfatto straordinariamente sviluppato – molto più potente della vista e dell’udito – riesce a individuare facilmente i nidi anche sotto terra o nascosti nella vegetazione. Una volta localizzata la preda, sfodera gli artigli anteriori per rompere i nidi, facendo leva sul terreno o sulla corteccia, e subito dopo comincia a scattare la lingua a una velocità incredibile: fino a 150 estensioni al minuto. La sua saliva vischiosa e leggermente collosa trattiene le prede, che vengono inghiottite senza masticazione e digerite grazie a un apparato gastrico capace di frantumare le chitine degli insetti.
Pur essendo un animale relativamente tranquillo, il formichiere è dotato di una forza impressionante: i suoi artigli possono diventare armi micidiali se si sente minacciato, anche contro predatori ben più grandi come i giaguari o i puma.
Vive prevalentemente da solo e si sposta con lentezza e discrezione, mimetizzandosi tra l’erba alta e i cespugli. Di giorno è più attivo, ma nelle zone più calde tende a modificare i suoi ritmi diventando crepuscolare o notturno. Un comportamento insolito riguarda anche la sua termoregolazione: mantiene una temperatura corporea inferiore alla media dei mammiferi, intorno ai 33°C, per adattarsi al consumo energetico ridotto dovuto alla dieta povera di calorie.
Le stranezze del formichiere gigante
In diverse culture sudamericane, il formichiere gigante è considerato un animale simbolico, associato a miti legati alla pazienza e alla perseveranza. La leggenda narra che il formichiere sia l’incarnazione della strategia e della calma, un insegnante silenzioso che sa aspettare il momento giusto per agire.
Tra le sue stranezze evolutive spicca anche la lingua rivestita da papille spinose rivolte all’indietro, che lo aiutano a “grattare” via le formiche dai tunnel dei nidi. Un’altra curiosità è legata al suo olfatto, che supera in sensibilità quello di molti canidi, rendendolo uno dei migliori cacciatori di odori del regno animale. Ma c’è di più: il formichiere gigante ha un’andatura unica, quasi ballerina, camminando sulle nocche per non consumare gli artigli e mantenendoli sempre pronti all’uso. E mentre la sua lingua gli permette di sfamarsi rapidamente, il suo stomaco agisce come una vera camera di triturazione biologica, senza bisogno di denti.