
Parma si prepara a diventare, ancora una volta, il centro di un dialogo che intreccia sostenibilità, arte, cultura e partecipazione civica. Dal 10 al 12 ottobre, la città emiliana accoglierà Fragile Festival 2025, un evento che va oltre incontri e performance, diventando un vero invito a ripensare il rapporto con l’ambiente, con gli altri e con noi stessi. Questo evento porta con sé un messaggio semplice ma potente: la fragilità non è un limite, ma un punto di partenza per costruire qualcosa di più consapevole e umano. Parma, con la sua rete di spazi e comunità attive, diventa così il laboratorio ideale per un esperimento di cittadinanza condivisa e creativa.
Quando e dove si terrà il Fragile Festival
Il Fragile Festival 2025 si svolgerà dal 10 al 12 ottobre e trasformerà Parma in una mappa di esperienze diffuse. I luoghi coinvolti sono: Colonne28 (Borgo delle Colonne 28), Casa della Musica (Piazzale San Francesco 1), Sala Show Cooking (Piazza della Pace 2), Italia Veloce (Via Dalmazia 3/A) e Borgo Goldoni (Borgo Goldoni 3A).
L’evento è organizzato da Santeria S.p.A., con il sostegno del Comune di Parma e la collaborazione di numerosi partner locali. L’obiettivo è chiaro: creare un festival diffuso, accessibile e partecipativo, dove il capoluogo emiliano diventa il palco di un percorso che unisce idee, persone e pratiche sostenibili.
Come spiega Andrea Pontiroli, CEO di Santeria, «Fragile è un’occasione per stimolare la città, il tessuto produttivo e le istituzioni attraverso un programma capace di intrecciare musica, arte e sostenibilità in un racconto collettivo».

Tutte le cose da fare
Il bello di Fragile Festival è che non si limita a un’unica sede: è un percorso urbano che attraversa sei luoghi centrali di Parma, facilmente raggiungibili a piedi o in bicicletta.
Ci saranno talk, concerti, lezioni di yoga, clean up collettivi, mostre, degustazioni e performance artistiche. Un’esperienza che unisce benessere, riflessione e socialità. Il programma include 16 talk, 10 concerti, tour in bicicletta per esplorare il territorio da un punto di vista nuovo e una grande iniziativa di pulizia urbana per coinvolgere tutti in un gesto concreto verso l’ambiente. A Borgo Goldoni, il cuore gastronomico dell’evento, si terranno degustazioni quotidiane di prodotti locali e innovativi: salumi, vini, miele, tisane e persino le nuove proteine del futuro, per riflettere sui cambiamenti dell’alimentazione e sul ruolo del cibo come ponte tra tradizione e innovazione. Un modo per dimostrare che la sostenibilità si esprime anche a tavola e che ogni gesto, anche il più semplice, può diventare una forma di cura collettiva.
Il programma dettagliato
Venerdì 10 ottobre, alle 17:30, il festival si aprirà con il talk “Comprare sostenibile: slow fashion e fashion dumping”, con Silvia Stella Osella, Caterina Grieco e Ilaria Chiavacci di LifeGate, per esplorare l’impatto del consumo di moda sulle persone e sull’ambiente. Alle 19:00, Vasco Brondi e Nur Al Habash saranno protagonisti di “Vivere in connessione: canzoni, pianeta, persone”, un incontro che unisce musica e riflessione con un mini live acustico.
Sabato 11 ottobre, alle 18:30, la parola passa a Martina Benedetti, infermiera di terapia intensiva, e a Luigi Mastrodonato, in “Sanità italiana: immaginare il futuro”, per discutere di un sistema sanitario più giusto e vicino ai cittadini.
Domenica 12 ottobre, alle 18:00, Andrea Batilla e Giuliana Matarrese chiudono la rassegna con “Oltre il claim: raccontare la sostenibilità nella moda”, moderato da Ilaria Chiavacci, un confronto sul ruolo dei media e della comunicazione nel raccontare un’idea autentica di cambiamento.
Perché la parola “fragile”
La parola fragile racchiude il cuore del festival. Come ha ricordato il sindaco Michele Guerra: «Tutte le cose belle sono fragili e come tali dobbiamo prendercene cura». Qui riconoscere la vulnerabilità non significa debolezza, ma consapevolezza. È la capacità di riconoscere la delicatezza delle relazioni umane, dei territori, dei sistemi sociali e ambientali. Fragile Festival nasce da questa idea: che solo accettando la vulnerabilità possiamo costruire una società più sostenibile. È un progetto che cresce grazie alla partecipazione attiva dei cittadini e alla collaborazione tra istituzioni, aziende e associazioni locali, in un continuo dialogo tra chi organizza e chi vive la città.
La missione del festival
Fragile è molto più di una rassegna culturale: è un laboratorio civico di idee e azioni concrete. Attraverso talk, performance e attività, promuove un nuovo modo di vedere la fragilità come risorsa e chiave di cambiamento. La missione è stimolare un pensiero collettivo, capace di unire generazioni e ambiti diversi: dalla musica all’economia circolare, dalla salute al design etico. Chi partecipa non è spettatore, ma parte di un processo che mira a immaginare un futuro più consapevole e condiviso, dove le scelte quotidiane diventano strumenti di trasformazione.
Fragile Festival: una cura condivisa
Ogni appuntamento dell’evento nasce da una co-progettazione con i partner editoriali e le realtà del territorio, che contribuiscono alla costruzione dei contenuti, alla selezione degli ospiti e alla moderazione degli incontri.
Per continuare il dialogo anche dopo i tre giorni, tutte le iniziative saranno registrate e pubblicate nel Fragile Podcast, che ritorna dopo il successo dello scorso anno con oltre ventimila ascolti. In questo modo, le idee non restano confinate nel tempo del festival, ma continuano a circolare, creando una rete di connessioni e riflessioni durature.
Fragile Festival è una chiamata collettiva alla responsabilità e alla cura, un invito ad allenare lo sguardo, ad ascoltare e a riscoprire la bellezza che vive nella fragilità. Perché ciò che è fragile non va nascosto, ma custodito: è lì che nascono le idee più forti, quelle capaci di cambiare davvero le città e le persone che le abitano.