Gatto al guinzaglio: vantaggi, rischi e come abituarlo

da | Ago 28, 2023 | pets, vivere green | 0 commenti

Gatto al guinzaglio? Per quanto possa sembrare un’idea insolita, sempre più amanti di felini scelgono questa soluzione per portare a passeggio i loro amici a quattro zampe, così da far assaporare loro un po’ di mondo esterno. Un’idea che forse farà storcere il naso ai puristi dell’universo dei gatti, tuttavia utile in alcune situazioni. Ma quali sono i vantaggi di portare un gatto al guinzaglio, quali i rischi e come abituare il proprio animale domestico a questa nuova esperienza?

Sulla possibilità di condurre i gatti al guinzaglio non sembra esserci un preciso accordo fra gli esperti veterinari, fra favorevoli e contrari a questa pratica. Per questa ragione, prima di procedere è sempre utile chiedere un parere al proprio specialista di riferimento, anche in relazione al carattere specifico del gatto. Di seguito, qualche utile consiglio.

Perché portare il gatto al guinzaglio: i vantaggi

Gatto al guinzaglio

Quella di portare il gatto al guinzaglio è una consuetudine sempre più diffusa, seppur non necessariamente recente. Già nei secoli scorsi, in particolare nell’Ottocento, il guinzaglio per felini era considerato un immancabile vezzo per alcune famiglie nobiliari. Oggi si tratta invece di una scelta, per chi teme che una vita esclusivamente domestica non possa rispondere appieno alle necessità dell’amico a quattro zampe. Ma per quale ragione portare il gatto al guinzaglio, quali sono i vantaggi?

Come già accennato, negli ultimi tempi la vita dei gatti è diventata sempre più domestica: alcuni esemplari trascorrono la loro intera esistenza all’interno della propria abitazione e, nonostante l’affetto dei proprietari e la disponibilità di numerosi giochi, rischiano di soffrire di noia. D’altronde, i felini sono animali dallo spirito curioso ed esploratore e amano conoscere il mondo esterno, dove vi sono numerosi elementi che attirano la loro attenzione. Così, per far assaporare al micio di casa un po’ di libertà, molti appassionati li hanno abituati al guinzaglio: una soluzione che permette di concedere all’animale esperienze nel mondo esterno, senza però il rischio di fuga o di imbattersi in gravi pericoli, come il traffico stradale delle grandi città.

Ancora, diversi proprietari hanno scelto il guinzaglio per ragioni ambientali: alcuni studi spiegano infatti come i gatti siano i principali responsabili della riduzione della piccola biodiversità a livello locale, proprio poiché abilissimi cacciatori. Uno studio apparso su Nature Communications, ad esempio, spiega che i felini sono responsabili della morte di quasi 4 miliardi di uccelli all’anno, solo negli Stati Uniti.

Gatti al guinzaglio: rischi e problematiche

Gatto al guinzaglio nell'erba


Prima di legare un guinzaglio al collare del gatto di casa, o di usare le apposite pettorine, bisogna anche valutare i contro di questa scelta. L’amico felino potrebbe infatti soffrire questa decisione e, vale la pena ricordarlo, non ama essere condotto e costretto, come invece accade per la controparte canina.

Così come specifica la RSPCA, la Royal Society for the Prevention of Cruelty on Animals, vi sono diverse problematiche da prendere in considerazione prima di compiere un passo così importante:

  • i gatti non amano sentirsi costretti, la presenza di un collare o di una pettorina – abbinati a una ridotta libertà di movimento – potrebbe generare stress, ansia e comportamenti terrorizzati, con miagolio aggressivo, soffi oppure graffi;
  • i felini, come già anticipato, non si lasciano condurre. Di conseguenza, sarà l’animale a determinare il percorso e il ritmo della camminata, se accetterà di rimanere al guinzaglio;
  • per quanto supervisionati, i gatti che non hanno mai avuto esperienza del mondo esterno potrebbero rimanerne spaventati;
  • questi amici a quattro zampe sono inoltre molto territoriali, potrebbero temere di lasciare il luogo che identificano come punto di riferimento, e non amano particolarmente l’interazione con altri simili sconosciuti;
  • naturalmente, passare del tempo all’aperto aumenta le possibilità di entrare in contatto con insetti e parassiti, quindi l’animale dovrà essere sottoposto agli opportuni trattamenti antiparassitari.

Come abituare il gatto al guinzaglio

Gatto e pettorina

Ma come abituare il gatto al guinzaglio? Il primo step è quello di chiedere un parere al proprio veterinario di fiducia: conoscendo il carattere e la tempra dell’animale, saprà suggerire se lanciarsi – o meno – in questa avventura. Dopodiché, bisogna armarsi di buona pazienza: i felini domestici non sono affatto semplici da addestrare e, di conseguenza, per abituarsi potrebbero aver bisogno di parecchio tempo.

Per la scelta dell’accessorio, il consiglio è di preferire la pettorina al collare con guinzaglio, poiché i gatti non amano particolarmente sentirsi stringere o tirare al collo. Si inizia lasciando familiare l’animale con l’oggetto: lo si poggia sul pavimento e si lascia che il gatto vi si avvicini. Per qualche giorno dovrà essere una sorta di giocattolo, affinché a pettorina e guinzaglio vengano associati pensieri positivi.

Superata questa fase, si può provare a far indossare la pettorina al gatto, magari non stringendola o agganciandola, lasciando che la porti in casa. Dopo qualche giorno, quando l’animale è a suo agio, si può quindi tentare una prima uscita in giardino, per capire come il felino affronterà il mondo esterno. A prova superata, nelle settimane seguenti si potranno tentare esposizioni sempre più generose.

Attenzione, però: se l’animale dovesse mostrare segni di stress, di aggressività o di paura in qualsiasi fase del processo, è meglio decidere e lasciare che sia lo stesso micio a dettare le tempistiche, se lo vorrà.

Post correlati