Addio a Ljubica, la gatta simbolo del basket serbo

Per diciotto anni la gatta Ljubica ha vissuto all’interno del Pionir, accompagnando partite e allenamenti della Stella Rossa e diventando un simbolo silenzioso dell’Aleksandar Nikolić Hall. La sua scomparsa segna la fine di un’abitudine collettiva nel basket serbo.

Addio a Ljubica, la gatta simbolo del basket serbo - immagine di copertina

    Nel basket serbo si è chiuso un capitolo che non riguarda trofei né classifiche. A lasciare un vuoto è Ljubica, la gatta che per diciotto anni ha abitato stabilmente l’Aleksandar Nikolić Hall di Belgrado, storica casa della Stella Rossa. Non era una trovata di marketing e nemmeno una mascotte ufficiale con un costume e un ruolo assegnato. Era una presenza reale, discreta, costante.

    Chi entrava al Pionir sapeva che, tra gli ottomila seggiolini blu, ce n’era uno che apparteneva idealmente a lei. Seduta sugli spalti o accovacciata vicino al parquet, osservava allenamenti e partite con l’indifferenza elegante tipica dei gatti. Con il tempo, quella gattina tigrata è diventata parte dell’immaginario del palazzetto, un elemento familiare quanto le tribune e il rumore dei tamburi.

    Diciotto anni a bordo campo

    Ljubica ha trascorso quasi tutta la sua vita adulta dentro il Pionir. Non compariva solo nelle grandi serate europee, quando la Stella Rossa accendeva l’atmosfera dell’Eurolega. Era lì anche nei giorni feriali, durante gli allenamenti, quando il palazzetto tornava a essere uno spazio di lavoro silenzioso.

    I giocatori la conoscevano, molti l’hanno accarezzata prima di scendere in campo o al termine di una seduta particolarmente intensa. Per qualcuno era un gesto scaramantico, per altri un momento di pausa prima di rientrare nello spogliatoio. Lei si lasciava avvicinare con naturalezza, senza mai sembrare infastidita dal rumore o dalla folla.

    In un contesto dove tutto cambia rapidamente – roster, allenatori, sponsor – Ljubica restava al suo posto, come un punto fermo che non chiedeva attenzione e finiva per ottenerla comunque.

    Tra il Pionir e la nuova arena

    Negli ultimi anni la Stella Rossa ha spesso giocato le gare più importanti alla Stark Arena, impianto molto più capiente rispetto alla vecchia Aleksandar Nikolić Hall. Il salto da ottomila a quasi ventimila posti racconta bene l’ambizione del club e la crescita del movimento.

    Ljubica, invece, è rimasta legata al Pionir. Proprio perché non era una mascotte ufficiale, non seguiva la squadra nei trasferimenti interni, non cambiava abitudini. Ma aspettava che il basket tornasse nella sua casa storica, tra quelle gradinate che conosceva da sempre. In questo dettaglio, semplice e quasi casuale, molti tifosi hanno visto un simbolo: la continuità di un luogo che resiste anche quando il palcoscenico si amplia.

    Il club l’ha salutata con un messaggio, ringraziandola per aver vegliato sul palazzetto e per aver accompagnato generazioni di giocatori. Non c’è retorica nel ricordo, solo la consapevolezza che alcune presenze, pur senza parlare, finiscono per raccontare una parte della storia. Da adesso in poi, entrando al Pionir, qualcuno alzerà lo sguardo verso i seggiolini blu e noterà che manca qualcosa.

     

    tags: gatti

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