
Un raro esemplare di pesce melanoceto, noto anche come “diavolo nero” (Melanocetus johnsonii), è stato avvistato vicino alla costa di Tenerife, nelle isole Canarie. Il fotografo naturalista David Jara Boguñá ha immortalato l’incontro e condiviso le immagini sul suo profilo Instagram, in collaborazione con la ONG Condrik Tenerife, che si occupa della ricerca sugli squali e sulla fauna marina.
L’evento ha suscitato grande interesse tra gli esperti, poiché questi pesci abissali vivono solitamente tra i 200 e i 2.000 metri di profondità, ben lontano dalla luce del sole. Il melanoceto deve il suo inquietante soprannome alla sua forma e ai suoi tratti distintivi: una bocca enorme irta di denti affilati, capaci di inghiottire prede più grandi di lui, e un’appendice dorsale bioluminescente con cui attira le sue vittime nell’oscurità degli abissi.
Un avvistamento eccezionale e senza precedenti
L’avvistamento di un esemplare adulto di Melanocetus johnsonii in pieno giorno e in acque superficiali è un evento straordinario. Fino ad oggi, la maggior parte degli avvistamenti riguardava esemplari morti o immagini catturate da sottomarini nelle profondità oceaniche. La comparsa del “diavolo nero” vicino alla superficie ha aperto numerosi interrogativi tra i biologi marini e gli scienziati.
Non è ancora chiaro il motivo per cui il pesce sia salito in superficie. Tra le ipotesi avanzate dalla ONG Condrik vi sono:
- Un disorientamento dovuto a una malattia;
- La spinta verso l’alto causata da correnti ascensionali;
- La fuga da un predatore degli abissi.
Dopo l’avvistamento, l’esemplare è stato recuperato e trasferito al Museo di Scienze Naturali di Santa Cruz de Tenerife per ulteriori studi. Questa scoperta rappresenta un’opportunità unica per approfondire la conoscenza di una specie tanto elusiva, perfettamente adattata agli ambienti estremi delle profondità oceaniche.
Il cambiamento climatico sta alterando gli ecosistemi marini?
L’improvvisa apparizione del melanoceto nelle acque superficiali potrebbe essere legata ai cambiamenti climatici, che influenzano in maniera crescente la distribuzione e le abitudini delle specie marine. Gli scienziati stanno valutando diversi scenari:
- Spostamenti di distribuzione: Il riscaldamento delle acque spinge molte specie verso i poli o verso profondità maggiori. Il melanoceto potrebbe aver modificato il proprio habitat in risposta a questi cambiamenti.
- Cambiamenti nella disponibilità di cibo: L’aumento delle temperature può ridurre la presenza di plancton e altre prede, costringendo alcuni pesci abissali a risalire in cerca di nutrimento.
- Alterazione delle abitudini: Eventi climatici estremi e fuori stagione stanno già influenzando il comportamento di molte specie ittiche, con conseguenze imprevedibili sugli equilibri marini.
- Effetti indiretti: L’aumento della frequenza e dell’intensità degli eventi meteorologici estremi, come tempeste e uragani, potrebbe alterare le correnti oceaniche e favorire l’emersione di specie abituate a vivere nelle profondità.
Il pesce diavolo nero: da conoscere e proteggere
L’avvistamento del “diavolo nero” a Tenerife dimostra quanto ancora ci sia da scoprire sugli abissi oceanici e su come i cambiamenti climatici stiano modificando gli ecosistemi marini. Eventi come questo ci ricordano l’importanza della ricerca e della conservazione, per proteggere le creature degli abissi e comprendere meglio l’impatto delle nostre azioni sul pianeta.
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