Pasqua sostenibile fuori porta

da | Apr 6, 2023 | alimentazione, Speciale: Pasqua sostenibile, vivere green | 0 commenti

Quest’anno nel proporvi un menu pasquale che rispetti il più possibile la sostenibilità alimentare, sia dal punto di vista della qualità che della stagionalità dei prodotti, non vi daremo ricette, tantomeno vi chiederemo di andare in giro a reperire le materie prime: piuttosto dei consigli sul dove andare a mangiare in posti che della sostenibilità non fanno slogan, ma pratica quotidiana. Un modo per approfittare dei tepori primaverili, immersi nella natura, a gustare cibo preparato da mani sapienti nel rispetto di quello che li circonda.

Cominciamo dal Nord: in Val Seriana, esattamente a Oltressenda Alta, una quarantina di chilometri da Bergamo, sorge Contrada Bricconi. Quelle che fino a qualche anno fa erano delle case abbandonate sono diventate, grazie all’applicazione e alla volontà di Giacomo Perletti e dei suoi soci, un’azienda agricola con vacche di razza grigia alpina, maiali, galline, quaglie e conigli, produttrice oltre che di carne, di salumi, latte, formaggi, uova. Da poco più di un anno si è deciso di valorizzare ulteriormente i prodotti con l’apertura di un ristorante, che porta il nome della struttura, dove ai fornelli è stato chiamato Michele Lazzarini, per anni braccio destro di Niederkofler in Alto Adige. Una cucina che propone non solo le materie aziendali, ma che ha creato un circuito virtuoso con tanti produttori di prossimità: in un lungo menu al costo di 100 euro, godrete di uova e coniglio, salame, risotto con zucca e uova di trota, proposta anche alla brace, così come la carne, in un panorama di intensa bellezza.

Scendendo verso il centro Italia, ci spostiamo a due passi da Lucca, alla Fattoria Sardi Giustiniani, azienda vinicola in conduzione biologica e biodinamica, che ha nel suo rosato Le Cicale, da Syrah e Vermentino, una vera perla enologica. Ma anche agriturismo con camere per gli ospiti, un grande orto dal quale attinge per i suoi piatti Damiano Donati, grande talento ai fornelli e grande amore per la sua terra, nella quale affonda veramente le mani (per alcuni anni ha dismesso i vestiti da cuoco e si è fatto contadino). A soli 54 euro (i costi della ristorazione si sono oggi notevolmente alzati ed è difficile trovare qualcosa sotto questi prezzi, soprattutto di questa qualità) mangerete cinque piatti dove la parte vegetale è protagonista: carciofo ripieno con salsa al vino; pasta, panna di mare, piselli e prosciutto; uovo fritto, asparagi e salsa verde; torta di carote, mandorle e mele con crema al limone.

L’ultimo consiglio, e ci spostiamo al Sud, riguarda Carmelo Chiaramonte che in attesa di riaprire il suo Caro Melo a Chiaramonte Gulfi, riprende le vesti di chef itinerante, proponendo una quattro giorni, tra il Venerdì Santo e Pasquetta, tra passeggiate botaniche, visite ad aziende e mercatini tipici e naturalmente pranzi e cene, che saranno ospitate dall’Agriturismo Casmene sul Montelauro, nel comune di Buccheri, entroterra siracusano. A Pasqua, 45 euro vino sfuso incluso, si andrà tra l’altro di salumi, frittata di fave, lasagne in bianco con verdure dell’orto, arrosto di maiale e agnello scottadito. Allo stesso prezzo, il giorno successivo, dopo formaggi, timballi e lasagne (con la ricetta originale della madre di Martin Scorsese), sarà il gran momento della brace: arrosticini di agnello, pancetta al miele piccante, pollo alla diavola, salsiccia di cinghiale, tutte di allevamenti locali di selezionata qualità. Più Pasquetta di così.

Tag:

Post correlati