
Nel lessico comune della salute e del benessere, il pavimento pelvico è ancora oggi poco considerato. Trascurato, evocato quasi solo quando qualcosa non va, eppure questo intreccio di muscoli, nervi e tendini che sorregge i nostri organi pelvici è un vero e proprio pilastro del nostro corpo. Non è solo una componente muscolare: è un regista silenzioso che orchestra funzioni vitali, dall’equilibrio alla sessualità, passando per la continenza e la postura. E come ogni regista che si rispetti, lavora meglio quando il pubblico se ne accorge poco. Il problema è che tendiamo a rendercene conto solo quando la sua performance comincia a scricchiolare.
Una questione di sostegno, piacere e controllo
Il pavimento pelvico ha il compito, apparentemente semplice ma in realtà fisiologicamente sofisticato, di sostenere organi come vescica, utero e retto. Un fallimento in questa mansione significa, nella maggior parte dei casi, prolassi e disagi che non si possono ignorare. Ma c’è di più: il controllo della continenza urinaria e fecale, ovvero la possibilità di scegliere quando e dove espletare certe funzioni, dipende in larga misura dalla tonicità e coordinazione di questa struttura. A ciò si aggiunge un ruolo non secondario nella sfera sessuale, perché il piacere, per quanto possa sembrare un concetto astratto, ha basi muscolari molto concrete. La contrazione orgasmica, il tono delle pareti vaginali, la sensibilità maschile durante l’erezione: tutto passa per questo crocevia neuromuscolare. E per non farci mancare nulla, anche la postura e la stabilità del bacino e dell’intero corpo trovano qui il loro baricentro segreto.
Il rischio dell’invisibilità: disturbi comuni ma taciuti
Un pavimento pelvico trascurato è come una diga con piccole crepe: all’inizio non ci si fa caso, poi arriva il giorno in cui comincia a manifestarsi e il disagio diventa impossibile da ignorare. Incontinenza, dolori pelvici, disfunzioni sessuali e prolassi sono solo la punta dell’iceberg. Colpiscono trasversalmente: giovani e anziani, donne dopo il parto, uomini operati alla prostata, atleti e sedentari. Spesso non se ne parla, per vergogna o ignoranza, ma i numeri parlano chiaro. Solo in Italia, le donne affette da disturbi legati al pavimento pelvico superano i cinque milioni. Il paradosso? La prevenzione e la cura sono spesso semplici ed efficaci. Ma richiedono una cosa difficile da ottenere: consapevolezza.
Prendersene cura: meglio prima che dopo
La cura del pavimento pelvico non è una prerogativa post-parto o post-menopausa. È un investimento a lungo termine, come una polizza sulla qualità della vita futura.
È importante sottolineare che gli esercizi di Kegel sono oggi considerati superati e che non bisognerebbe affidarsi all’auto-trattamento. Solo una valutazione personalizzata, infatti, permette di comprendere davvero di cosa si ha bisogno. Potremmo trovarci di fronte a un ipotono, e quindi dover rinforzare la muscolatura, oppure, al contrario, a un ipertono, e in quel caso imparare a rilassarla. La riabilitazione del pavimento pelvico, guidata da professionisti, quindi è una risorsa d’oro.
E no, non è riservata solo a chi ha partorito: anche un uomo di cinquant’anni, sportivo o sedentario, può trarne enorme beneficio. Ignorare i segnali – come leggere perdite urinarie, senso di peso al basso ventre, dolore durante i rapporti, difficoltà ad andare in bagno – potrebbe peggiorare la situazione.
Una questione trasversale: dall’adolescenza alla terza età
Il pavimento pelvico non è una moda femminista né un’ossessione da ostetriche o fisioterapiste. È un tema trasversale, che riguarda tutti e in ogni fase della vita. Le giovani donne possono iniziare a conoscere e allenare questa zona per migliorare la vita sessuale e ridurre il rischio di infezioni. Durante la gravidanza, un pavimento pelvico elastico e tonico può fare la differenza tra un parto fisiologico e uno traumatico. Dopo la menopausa o in età avanzata, mantenerlo in salute può incidere positivamente sulla qualità della vita, sostenere una sessualità attiva e contribuire alla stabilità corporea e a una postura corretta.
E per gli uomini? La funzione erettile, la continenza dopo interventi alla prostata, persino la consapevolezza posturale e spaziale traggono benefici diretti da un pavimento pelvico allenato e ben equilibrato. La prevenzione, insomma, non è mai fuori luogo, e ogni età ha il suo motivo valido per agire.
Conclusione: elogio dell’invisibile
Viviamo in una cultura ossessionata da ciò che si vede: addominali scolpiti, glutei tonici, muscoli definiti. Il pavimento pelvico, essendo nascosto, viene troppo spesso dimenticato. Eppure è proprio lì, invisibile ma essenziale, che gioca una parte fondamentale della nostra salute. Prendersene cura non è un vezzo da fanatici del benessere, ma un atto di intelligenza fisiologica. Non servono miracoli né strumenti sofisticati: bastano consapevolezza, esercizio costante e, soprattutto, la capacità di ascoltare il proprio corpo. Sì, anche quando non urla. Perché a volte, i muscoli più importanti sono proprio quelli che nessuno vede.