Piante killer: 32 insospettabili pericoli verdi per il tuo cane e gatto

Scopri quali sono le piante tossiche per cani e gatti che non dovresti tenere in casa o in giardino. Basta una foglia masticata o un fiore annusato per causare gravi problemi di salute, come vomito, diarrea o aritmie.

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    Ti è mai capitato di non sapere cosa regalare e di optare per una pianta? Bella, decorativa e senza tempo, giusto? Sì, ma attenzione: se il destinatario del regalo ha cani o gatti, potresti, inconsapevolmente, portare in casa un problema serio. Molte delle piante che consideriamo innocue e decorative sono in realtà piante tossiche per cani e gatti, e bastano poche foglie masticate o persino anche solo l’acqua del vaso per provocare sintomi gravi. Vomito, diarrea, problemi respiratori o persino danni al cuore: sono queste le conseguenze che un gesto all’apparenza banale può scatenare.

    Le piante tossiche per cani e gatti non sono solo un rischio per i tuoi animali, ma anche una responsabilità per chi le possiede. Prima di portare un omaggio verde o anche decorare il tuo salotto, informati bene e assicurati che la tua scelta non rientri in questa lista di 32 piante pericolose per i tuoi amici a quattro zampe. Prevenire è meglio che correre dal veterinario!

    Giglio

    I gigli sono particolarmente tossici per i gatti e possono causare insufficienza renale acuta anche se il gatto entra in contatto con piccole quantità di polline, acqua del vaso o frammenti di foglie. Tra i sintomi, vomito, letargia e perdita di appetito. Nei cani, gli effetti sono meno gravi e causano principalmente irritazioni gastrointestinali come vomito e diarrea. Tra le varietà più pericolose ricordiamo il giglio di Pasqua, il giglio tigre e il giglio asiatico. Questa pianta viene spesso utilizzata anche come fiore reciso nelle composizioni floreali.

    Il giglio è tra le piante tossiche non solo per cani e gatti: alcune specie sono tossiche anche per animali da fattoria come conigli e capre, se ingeriti in quantità maggiori.

    Azalea e Rododendro

    Azalea e rododendro contengono grayanotossine, che interferiscono con il sistema cardiovascolare. Gli animali che ingeriscono queste piante possono manifestare vomito, diarrea, salivazione eccessiva e debolezza. Nei casi più gravi, la tossicità può causare aritmie cardiache, tremori e coma. Anche una piccola quantità di foglie o fiori può essere pericolosa per cani, gatti e altri animali domestici come conigli. Le grayanotossine si trovano in tutta la pianta, compresi fiori, foglie e steli. La gravità dell’intossicazione dipende dalla quantità ingerita e dalla taglia dell’animale.

    Dieffenbachia

    Nota anche come canna muta, la dieffenbachia, contiene cristalli di ossalato di calcio, che irritano la bocca, la lingua e la gola di cani e gatti. L’ingestione provoca salivazione eccessiva, vomito, difficoltà a deglutire e, in alcuni casi, gonfiore della lingua che può interferire con la respirazione. I sintomi di solito si manifestano rapidamente dopo l’ingestione. Anche il semplice masticare le foglie può causare irritazione. La tossicità riguarda tutta la pianta, inclusi fusti e foglie, ed è importante mantenere questa pianta fuori dalla portata degli animali domestici.

    Oleandro

    L’oleandro è una delle piante tossiche più pericolose per cani e gatti. Tutte le parti della pianta contengono glicosidi cardiaci, sostanze che interferiscono con il ritmo del cuore. L’ingestione può causare vomito, diarrea, debolezza, tremori e aritmie. Nei casi più gravi, può portare a insufficienza cardiaca e morte. Anche l’acqua in cui è stato immerso un ramo di oleandro può essere tossica. Oltre a cani e gatti, l’oleandro è pericoloso per cavalli, bovini e capre. È importante rimuovere questa pianta da giardini o spazi accessibili agli animali domestici.

    Edera

    Anche l’edera contiene sostanze tossiche come saponine triterpeniche, che irritano il sistema gastrointestinale di cani e gatti. L’ingestione può causare vomito, diarrea, dolori addominali e salivazione eccessiva. Le bacche sono particolarmente pericolose, ma anche le foglie sono tossiche se ingerite in grandi quantità. Gli animali da cortile e gli uccelli domestici possono manifestare sintomi simili. L’irritazione cutanea può verificarsi anche per contatto diretto con le foglie, specialmente in cani che hanno la pelle sensibile. È essenziale prevenire l’accesso a questa pianta in casa e in giardino.

    Monstera (Costola di Adamo)

    Una pianta tropicale che ha presto conquistato molte delle nostre case per il suo look decisamente instagrammabile. La monstera contiene ossalati di calcio insolubili, che provocano irritazione alla bocca e alla gola di cani e gatti. Dopo aver ingerito foglie o steli, gli animali possono mostrare salivazione eccessiva, vomito e difficoltà a deglutire. Nei casi più gravi, si può verificare gonfiore della lingua e della gola, interferendo con la respirazione. Anche il semplice masticare la pianta può causare fastidio immediato. Sebbene sia una pianta molto popolare come decorazione da interno, è importante tenerla fuori dalla portata degli animali domestici per evitare problemi.

    Aloe Vera

    Nonostante abbia diversi effetti benefici per la nostra pelle, l’aloe vera contiene sostanze tossiche come le saponine, pericolose per i cani e i gatti. L’ingestione può causare vomito, diarrea, letargia e, in alcuni casi, crampi addominali. La parte più tossica è il lattice, presente subito sotto la buccia delle foglie. Se gli animali masticano o ingeriscono una quantità significativa della pianta, è necessario contattare un veterinario. Nonostante sia comune nelle case, l’aloe deve essere posizionata in un luogo sicuro, lontano dagli animali.

    Ciclamino

    Il ciclamino contiene composti tossici noti come triterpenoidi saponinici, che possono causare vomito intenso, diarrea e salivazione eccessiva in cani e gatti. I sintomi gravi più gravi sono convulsioni, aritmie cardiache e, in alcuni casi, morte. I tuberi, ovvero la parte sotterranea della pianta, sono i più tossici. Anche una piccola quantità di questa pianta può risultare pericolosa.

    È spesso utilizzata come pianta decorativa, soprattutto durante la stagione fredda, ma è essenziale tenerla fuori dalla portata degli animali domestici.

    Pothos

    Anche il pothos è una pianta decorativa piuttosto comune, ma è assolutamente tossica per cani e gatti. Contiene ossalati di calcio insolubili che irritano la bocca, la lingua e la gola. Dopo l’ingestione, gli animali possono mostrare salivazione eccessiva, vomito e difficoltà a deglutire. I sintomi compaiono rapidamente, e il semplice masticare le foglie è sufficiente per causare problemi. Nei casi più gravi, può verificarsi gonfiore delle vie respiratorie, rendendo necessaria un’immediata assistenza veterinaria. Il pothos è resistente e cresce bene in casa, ma deve essere posizionato in luoghi non accessibili agli animali per evitare rischi.

    Tulipano

    I tulipani sono fiori meravigliosi. Il problema è che contengono tulipalosidi, sostanze tossiche presenti in tutta la pianta, ma concentrate soprattutto nei bulbi. Se un cane o un gatto ingerisce parti di questa pianta, può manifestare irritazione orale, vomito, diarrea e salivazione eccessiva. Nei casi più gravi, si possono avere problemi al sistema nervoso centrale e convulsioni. I bulbi sono particolarmente pericolosi perché, oltre a essere ricchi di tossine, possono attirare gli animali domestici grazie al loro sapore. Piantare tulipani in giardini accessibili a cani e gatti è assolutamente da evitare.

    Dracena

    La dracena contiene saponine che irritano il sistema gastrointestinale di cani e gatti. L’ingestione provoca vomito, perdita di appetito e, nei gatti, dilatazione delle pupille. I sintomi possono includere anche letargia e salivazione eccessiva. La tossicità interessa foglie e steli, rendendo questa pianta una scelta inadatta per chi possiede animali domestici. Sebbene sia una pianta decorativa popolare grazie alla sua resistenza, è consigliabile posizionarla in luoghi non accessibili agli animali per evitare episodi di avvelenamento.

    Vischio

    Il vischio è un grande classico del Natale da cui cani e gatti dovrebbero stare distanti anni luce. Contiene sostanze tossiche come le lectine e le viscotossine, che possono causare vomito, diarrea, dolori addominali e, nei casi più gravi, problemi cardiaci. Anche una piccola quantità di bacche o foglie ingerite può provocare sintomi. Gli animali domestici che entrano in contatto con il vischio possono manifestare letargia e debolezza. Non solo cani e gatti: il vischio è tra le piante tossiche anche per cavalli e uccelli. Se lo si utilizza come decorazione, è importante assicurarsi che sia fuori dalla portata degli animali.

    Narciso

    Il narciso contiene alcaloidi tossici come la licorina, concentrati principalmente nei bulbi. I sintomi dell’avvelenamento includono vomito, diarrea, dolori addominali e letargia. Nei casi più gravi, possono verificarsi tremori, ipotensione e problemi cardiaci. Anche piccole quantità ingerite da cani e gatti possono causare sintomi significativi. Il rischio aumenta se i bulbi sono lasciati in aree accessibili durante la semina. È fondamentale rimuovere questa pianta o posizionarla in luoghi sicuri per proteggere gli animali domestici.

    Agrifoglio

    L’agrifoglio contiene saponine tossiche per cani e gatti. L’ingestione di foglie o bacche può causare irritazione orale, vomito e diarrea. Tra i sintomi anche dolori addominali e letargia. Le bacche, spesso colorate e attraenti per gli animali, rappresentano il pericolo maggiore. Oltre ai cani e ai gatti, è pericoloso anche per gli uccelli domestici. Anche l’agrifoglio, come il vischio, è spesso usato come decorazione natalizia, quindi è importante posizionarlo in aree inaccessibili agli animali domestici per evitare rischi.

    Stella di Natale

    Altro classico delle festività, la stella di Natale contiene una linfa lattiginosa che irrita la bocca e lo stomaco di cani e gatti. I sintomi includono vomito, diarrea, salivazione eccessiva e, in alcuni casi, irritazione agli occhi e alla pelle. Sebbene i sintomi siano generalmente lievi, l’ingestione di grandi quantità può peggiorare la situazione. È importante non lasciare questa pianta in luoghi facilmente raggiungibili dagli animali domestici, soprattutto durante il periodo natalizio, quando è più comune nelle case.

    Avocado

    L’avocado contiene persina, una sostanza fungicida tossica per molti animali, tra cui cani, gatti, uccelli e piccoli roditori. L’ingestione può causare vomito, diarrea, difficoltà respiratorie e, in alcuni casi, edema polmonare. Nei cani e nei gatti, gli effetti sono generalmente meno gravi, ma possono comunque manifestarsi sintomi gastrointestinali. I semi rappresentano un ulteriore rischio, non solo per la tossicità, ma anche per il possibile soffocamento o ostruzione intestinale. È importante evitare che gli animali abbiano accesso a qualsiasi parte della pianta, compresi frutti e foglie.

    Ficus

    Il ficus produce una linfa lattiginosa contenente furocumarine, che irritano la bocca, la pelle e lo stomaco di cani e gatti. Dopo l’ingestione, gli animali possono manifestare vomito, diarrea e irritazione orale. Il contatto diretto con la linfa può causare dermatiti oculare o cutanea. Tutte le parti della pianta sono tossiche, incluse le foglie e i fusti. Il ficus è una delle piante da interno più comuni, ma deve essere tenuto lontano dagli animali domestici per evitare rischi.

    Crisantemo

    Il crisantemo contiene piretrine, composti chimici naturali che possono essere tossici per cani e gatti. I sintomi dell’avvelenamento includono vomito, diarrea, ipersalivazione e perdita di coordinazione. L’ingestione di parti della pianta, come fiori o foglie, può causare irritazione gastrica e, nei casi più gravi, depressione del sistema nervoso centrale. Questa pianta è spesso usata come decorazione per esterni o interni, ma è importante tenerla lontana dagli animali domestici. Anche il contatto con la pelle può provocare reazioni cutanee in alcuni soggetti.

    Calla

    La calla contiene ossalati di calcio insolubili, che irritano la bocca e la gola di cani e gatti. Dopo l’ingestione, gli animali possono mostrare sintomi come salivazione eccessiva, vomito e difficoltà a deglutire. Nei casi più gravi, può verificarsi gonfiore della lingua e della gola, interferendo con la respirazione. Sebbene sia una pianta decorativa molto apprezzata, è fondamentale posizionarla in luoghi inaccessibili agli animali domestici per evitare rischi.

    Lantana

    La lantana contiene triterpenoidi tossici che possono causare gravi disturbi gastrointestinali in cani e gatti. I sintomi includono vomito, diarrea, debolezza e, nei casi più gravi, danni epatici. Tutte le parti della pianta sono tossiche, ma le bacche immature rappresentano il rischio maggiore. Gli animali domestici attratti dai colori vivaci dei fiori o delle bacche sono i più vulnerabili. È importante evitare di coltivare questa pianta in giardini o balconi accessibili a cani e gatti.

    Rabarbaro

    Le foglie del rabarbaro contengono ossalati solubili, che possono causare insufficienza renale nei cani e nei gatti. Tra i sintomi, vomito, diarrea, dolori addominali e tremori. Nei casi più gravi, si possono manifestare problemi neurologici e difficoltà respiratorie. Sebbene il gambo del rabarbaro sia commestibile per l’uomo, è importante evitare che gli animali domestici abbiano accesso alla pianta, specialmente alle foglie.

    Primula

    Delicata e dai fiori colorati, la primula può irritare il sistema gastrointestinale di cani e gatti. L’ingestione provoca vomito, diarrea e salivazione eccessiva. Alcune varietà possono anche causare irritazioni cutanee al semplice contatto. Sebbene sia comunemente usata come pianta decorativa, è consigliabile posizionarla fuori dalla portata degli animali domestici per evitare episodi di avvelenamento.

    Anemone

    L’anemone contiene anemonina, una sostanza tossica per cani e gatti. L’ingestione può provocare vomito, diarrea, dolori addominali e salivazione eccessiva. Nei casi più gravi, possono verificarsi convulsioni e disturbi al sistema nervoso centrale. Tutte le parti della pianta sono tossiche, rendendola inadatta a case o giardini frequentati da animali domestici. Anche il contatto con la pianta può causare irritazioni cutanee in soggetti sensibili.

    Giunchiglia

    I bulbi della giunchiglia sono particolarmente tossici per cani e gatti, poiché contengono alcaloidi come la licorina. I sintomi includono vomito, diarrea, dolori addominali e letargia. Nei casi più gravi, si possono manifestare convulsioni, ipotensione e problemi cardiaci. Questa pianta è spesso utilizzata come decorazione primaverile, ma i suoi bulbi rappresentano un pericolo significativo se ingeriti dagli animali.

    Margherita comune

    La margherita comune contiene sostanze come piretrine e lactoni sesquiterpenici, che possono causare vomito, diarrea e irritazione orale in cani e gatti. Anche il contatto con la pianta può provocare reazioni cutanee. Sebbene sia considerata meno tossica rispetto ad altre piante, è importante evitare che gli animali domestici masticano foglie o fiori. È una pianta frequente nei giardini, quindi occorre prestare attenzione.

    Alocasia

    L’alocasia contiene ossalati di calcio insolubili che irritano la bocca, la gola e lo stomaco di cani e gatti. I sintomi includono salivazione eccessiva, vomito e difficoltà a deglutire. Nei casi più gravi, può verificarsi gonfiore della lingua e delle vie respiratorie, rendendo necessaria un’assistenza veterinaria. È una pianta decorativa molto diffusa, ma deve essere tenuta lontana dagli animali per evitare avvelenamenti.

    Spatifillo (Spathiphyllum)

    Pianta decorativa ormai molto comune ma da posizionare in luoghi non accessibili agli animali, lo spatifillo contiene ossalati di calcio insolubili, che possono causare irritazione orale, vomito e difficoltà a deglutire nei cani e nei gatti. Gli animali che ingeriscono foglie o fiori possono anche sviluppare salivazione eccessiva e dolori addominali. Nei casi più gravi, si possono verificare gonfiore della lingua e della gola, interferendo con la respirazione.

    Gelsomino

    Il gelsomino contiene alcaloidi tossici che possono causare sintomi come vomito, diarrea e depressione del sistema nervoso centrale nei cani e nei gatti. Tutte le parti della pianta, inclusi i fiori profumati, possono risultare pericolose se ingerite. Gli effetti tossici includono anche irritazione alla bocca e alla gola, con sintomi che si manifestano rapidamente dopo l’ingestione. Nei casi più gravi, l’avvelenamento può portare a difficoltà respiratorie e letargia. È una pianta decorativa molto comune sia in giardino che in vaso, ma deve essere tenuta fuori dalla portata degli animali domestici.

    Mughetto

    Tra le piante più pericolose per cani e gatti c’è l’insospettabile mughetto, a causa della presenza di glicosidi cardiaci, sostanze tossiche che interferiscono con il funzionamento del cuore. Tutte le parti della pianta sono velenose, ma i fiori e le bacche rappresentano il pericolo maggiore. I sintomi di avvelenamento includono vomito, diarrea, dolori addominali, debolezza e aritmie cardiache. Nei casi più gravi, l’ingestione può portare a insufficienza cardiaca e morte. Anche l’acqua in cui sono stati immersi i fiori recisi può essere pericolosa se ingerita dagli animali. È importante tenere questa pianta fuori dalla portata degli animali domestici e contattare immediatamente un veterinario in caso di sospetta ingestione.

    Ortensia

    Le foglie e i fiori dell’ortensia contengono glucosidi cianogenici, che rilasciano cianuro se ingeriti. L’avvelenamento può causare vomito, diarrea, letargia e, nei casi più gravi, difficoltà respiratorie e convulsioni. La tossicità dipende dalla quantità ingerita, ma è sufficiente una piccola dose per causare sintomi nei cani e nei gatti. L’ortensia è piuttosto comune nei giardini, quindi è importante limitare l’accesso agli animali domestici.

    Palma da Sago (Cycas revoluta)

    Se parliamo di piante tossiche, non possiamo non citare, infine, la palma da Sago, tra le più pericolose per cani e gatti. Contiene cicasina, una sostanza che causa gravi danni epatici. Gli animali che la ingeriscono manifestano vomito, diarrea, letargia e, nei casi gravi, insufficienza epatica e morte. Tutte le parti della pianta sono tossiche, ma i semi sono particolarmente pericolosi per il loro elevato contenuto di cicasina. Questa pianta non dovrebbe mai essere presente in case o giardini frequentati da animali domestici.

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