Animali strani: il polpo Dumbo, il polpo volante degli abissi che sembra uscito da un cartone animato

Il polpo Dumbo, appartenente al genere Grimpoteuthis, vive negli abissi oceanici e si distingue per le sue pinne arrotondate usate per nuotare. Predatore silenzioso e specializzato, rappresenta uno degli esempi più affascinanti di adattamento agli ambienti estremi del Pianeta.

Animali strani: il polpo Dumbo, il polpo volante degli abissi che sembra uscito da un cartone animato - immagine di copertina

    Non serve andare su altri pianeti per trovare esseri bizzarri: basta scendere a fondo negli oceani. Tra le pieghe oscure degli abissi marini vive il polpo Dumbo, un cefalopode così insolito da sembrare uscito da un film di animazione. Le sue orecchie che sembrano ali lo fanno assomigliare all’elefantino Disney, ma dietro l’aspetto tenero si nasconde una macchina evolutiva raffinata, specializzata per sopravvivere là dove la luce non arriva. Silenzioso, morbido, eppure affascinante, questo piccolo alieno sottomarino è uno dei simboli della biodiversità estrema degli abissi.

    Vediamo perché.

    Un aspetto unico: le caratteristiche sorprendenti del polpo Dumbo

    Il polpo Dumbo appartiene al genere Grimpoteuthis, un gruppo di cefalopodi bentonici riconoscibili per la presenza di due pinne arrotondate poste sopra gli occhi, che ricordano vagamente le orecchie di un elefante. Ma guai a scambiarle per semplici decorazioni: queste ali sono in realtà organi motori, che il polpo usa per muoversi nell’acqua con eleganza, planando dolcemente sul fondale.

    La maggior parte degli esemplari misura tra i 20 e i 30 cm, anche se alcune specie possono superare i 1,80 metri di lunghezza. Il corpo è gelatinoso, privo di sacca d’inchiostro (inutile nell’oscurità abissale) e semitrasparente, spesso di colorazione chiara, dal bianco rosato al beige. I tentacoli sono uniti da una membrana ombrelliforme, che conferisce all’animale un aspetto ancora più bizzarro, quasi fiabesco.

    I suoi occhi, piccoli ma efficienti, sono adattati a captare anche la minima fonte di luce. Nonostante il look, il polpo Dumbo è un predatore efficiente, con un becco nascosto alla base dei tentacoli che usa per rompere le prede. Il suo aspetto, però, non è solo frutto del caso: ogni dettaglio del corpo è il risultato di milioni di anni di adattamento alle pressioni estreme, all’oscurità e alla scarsità di risorse del suo ambiente.

    Dove vive il polpo Dumbo e come si adatta agli abissi

    Il polpo Dumbo è un abitante estremo: vive tra i 1.000 e i 7.000 metri di profondità, in zone dove la luce solare non penetra e la pressione è sufficiente a schiacciare un sommergibile. È stato avvistato in vari oceani, tra cui l’Atlantico, il Pacifico e l’Indiano, ma sempre in ambienti profondi, solitamente sopra piane abissali o lungo dorsali oceaniche.

    Non si ancora al fondale come altri polpi, ma fluttua poco sopra il suolo marino, grazie alle sue pinne e a piccoli movimenti dei tentacoli. Questo comportamento gli consente di esplorare vaste aree in cerca di cibo senza sprecare troppa energia, essenziale in un ambiente così povero di risorse.

    Il riscaldamento globale e le attività estrattive, come il mining sottomarino, rappresentano una minaccia crescente per il suo habitat. Le acque profonde, un tempo rifugio intoccabile, stanno diventando sempre più vulnerabili. Eppure, gran parte della sua vita resta ancora un mistero: le osservazioni in natura sono rare, e ogni nuova spedizione scientifica ci regala dettagli inediti sul suo comportamento e distribuzione.

    Le abitudini alimentari e le strategie di sopravvivenza

    Questo animale è un predatore opportunista. Si nutre di piccoli crostacei, vermi e altri invertebrati che trova sul fondale o che cattura mentre nuotano. Non è un cacciatore aggressivo: sfrutta la sua lentezza e la capacità di muoversi senza disturbare l’ambiente circostante per sorprendere le prede.

    La sua strategia è basata sull’efficienza energetica. Grazie alle pinne, può galleggiare quasi senza sforzo e rimanere in sospensione mentre osserva l’ambiente. Quando individua una preda, si abbassa con delicatezza, allarga la membrana tra i tentacoli per circondarla e poi la spinge verso il becco.

    Non si conoscono molti dettagli sulla sua riproduzione, ma si sa che le femmine possono incubare le uova per lunghi periodi, anche anni, come dimostrato da una ricerca pubblicata nel 2014 che documentava un caso di cova di ben 4 anni e mezzo. È uno dei tempi più lunghi mai registrati per un animale marino, e testimonia quanto l’evoluzione abbia puntato su strategie di sopravvivenza a lungo termine in un ambiente difficile come quello abissale.

    Fatti interessanti e miti da sfatare su questa creatura degli abissi

    Diventato celebre anche grazie alle sue apparizioni in video sottomarini, spesso durante spedizioni dell’Ocean Exploration Trust o della NOAA, l’agenzia americana per l’atmosfera e gli oceani, grazie alle sue orecchie è diventato una sorta di mascotte della biologia marina.

    Nonostante il suo aspetto amichevole, il polpo Dumbo è ancora poco conosciuto: molte specie del genere Grimpoteuthis non sono nemmeno state formalmente descritte. Alcuni individui sono stati filmati mentre “camminavano” sul fondale usando le braccia come zampe, altri mentre ruotavano su se stessi per creare correnti utili alla cattura di cibo.

    Il nome stesso è un tributo culturale curioso: Dumbo è stato assegnato per la somiglianza con l’elefantino volante della Disney, ma oggi è usato anche in modo generico per riferirsi a più specie del genere.

    Il polpo Dumbo dimostra che anche nelle profondità più inaccessibili si nascondono storie straordinarie di adattamento e bellezza. E che la natura, anche quella lontana dagli occhi umani, ha ancora molto da raccontarci.

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