Quali sono le 10 città più inquinate d’Italia?

da | Giu 12, 2023 | ambiente, inquinamento | 0 commenti

Lahore e Peshawar, in Pakistan; Bhiwadi e Delhi, in India; Hotan, in Cina.

Sono queste, stando all’Organizzazione Mondiale della Sanità, le città più inquinate del Pianeta. A Lahore, attualmente considerata la città più inquinata al mondo, si parla di 97,4 microgrammi di PM2,5 per metro cubo, con un’aria quasi irrespirabile.

E se di certo nel nostro Paese non si raggiungono delle condizioni così drammatiche, la condizione resta in molti casi critica, con l’inquinamento atmosferico che diminuisce troppo lentamente negli anni, esponendo migliaia di cittadini a concentrazioni eccessivamente alte e rischiose per la salute.

Vediamo quindi quali sono le 10 città più inquinate d’Italia, così come individuate da Legambiente.

Le città più inquinate d’Italia

Quando si parla delle città più inquinate d’Italia lo studio di riferimento non può che essere l’indagine condotta annualmente da Legambiente, ovvero il rapporto Mal’aria di città. Il report del 2023, realizzato a partire dai dati raccolti nel 2022, ha mostrato delle criticità acute per diverse città, le quali hanno talvolta superato i giorni di sforamento del limite giornaliero per il PM10 (particolato inferiore o uguale ai 10 micrometri), stabilito in 35 giorni in un anno, con una concentrazione media di polveri superiore ai 50 microgrammi al metro cubo.

Prima di vedere quali sono le città più inquinate d’Italia nel 2023, va sottolineato un aspetto: sono stati raccolti soli i dati relativi i 96 città capoluogo di provincia, dislocati in 17 Regioni, non avendo avuto la possibilità di avere i dati completi per Abruzzo, Basilicata, Campania e Calabria.

Detto questo, nel 2022 ben 29 città hanno superato il limite di 35 giorni di sforamento per il PM10, con Torino che ha fatto peggio di tutti con ben 98 giorni oltre i limiti – seguono poi Milano con 84 giorni, Asti con 79 giorni, Modena con 75, Padova e Venezia con 70.

Per quanto riguarda il PM2.5 – particolato inferiore ai 2,5 micrometri – le città che hanno mostrato risultati critici sono state 71.

Ecco nello specifico quali sono le 10 città più inquinate d’Italia da PM10 nel 2022 secondo i dati Legambiente (viene indicata la media annuale di PM10):

  1. Torino 35 µg/mc (microgrammi per metro cubo di aria)
  2. Milano 35 µg/mc
  3. Cremona 35 µg/mc
  4. Alessandria 34 µg/mc
  5. Andria 34 µg/mc
  6. Verona 33 µg/mc
  7. Modena 33 µg/mc
  8. Asti 33 µg/mc
  9. Monza 33 µg/mc
  10. Lodi 33 µg/mc

Qui invece le prime 12 città più inquinate d’Italia da NO2 (biossido di azoto) nel 2022 (anche qui indichiamo la media annuale di NO2):

  1. Milano 38 µg/mc
  2. Torino 37 µg/mc
  3. Palermo 35 µg/mc
  4. Como 35 µg/mc
  5. Catania 34 µg/mc
  6. Roma 33 µg/mc
  7. Monza 31 µg/mc
  8. Bolzano 31 µg/mc
  9. Trento 31 µg/mc
  10. Padova 30 µg/mc
  11. Genova 30 µg/mc
  12. Firenze 30 µg/mc

Qual è la regione più inquinata d’Italia?

Già dalla classifica delle città più inquinate d’Italia si capisce che l’area più inquinata della penisola è quella della Pianura Padana.

Già nel 2020, del resto, l’Agenzia Europea dell’Ambiente aveva indicato proprio quest’ultima come la più inquinata d’Europa. Se per quanto riguarda le città le situazioni peggiori si incontrano a Torino e a Milano, a livello regionale la maglia nera della regione più inquinata va alla Lombardia.

I nuovi standard per la qualità dell’aria in UE

Il rapporto di Legambiente mostra che nessuna delle città italiane, nemmeno le più inquinate, ha in realtà superato il limite previsto dalla normativa europea vigente. Questo dato non basta però per essere soddisfatti.

L’obiettivo internazionale è infatti quello di ridurre progressivamente i dati relativi alle polveri sottili, e per questo motivo, seguendo le linee guida dell’OMS, la Commissione Europa ha annunciato la Nuova Direttiva Europea sulla qualità dell’aria, con i nuovi valori che entreranno in vigore nel 2030. Il limite del PM10 passerà per esempio dagli attuali 40 microgrammi a 20, laddove nel caso del PM2.5 si passerà dagli attuali 25 a 10, e nel caso del diossido di azoto da 50 a 20. Va sottolineato che questa stretta della Commissione Europea non soddisfa del tutto l’OMS, la quale ha dichiarato per esempio che il limite considerato sicuro per la salute umana di PM2.5 è 5 microgrammi al metro cubo.

Ecco, guardando ai nuovi standard di qualità dell’aria che entreranno in vigore nel 2030, le città italiane sono messe molto male: per quanto riguarda il PM10 Torino e Milano devono rincorrere una riduzione del 43%, che diventa nel 60% nel caso del PM2.5 per Brescia e del 57% per città come Milano, Cremona, Padova e Vicenza.

C’è insomma tanto lavoro da fare. La ricetta di Legambiente prevede:

  • la trasformazione delle zone ZTL in ZEZ, ovvero in Zone Emissioni Zero;
  • lo sviluppo di LEZ (Low Emission Zone) per il riscaldamento;
  • la promozione degli abbonamenti integrati ai trasporti pubblici;
  • il potenziamento della sharing mobility;
  • il ridisegno dello spazio pubblico urbano, a misura d’uomo;
  • il divieto di utilizzo di auto a emissioni nocive in città, anche prima del 2035.

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