
Ogni anno Il Sole 24 Ore pubblica una classifica dedicata alla qualità della vita nelle città italiane. È un’analisi molto seguita perché offre una fotografia chiara di come si vive nei diversi territori, considerando aspetti economici, sociali e ambientali. Questa edizione mostra cambiamenti importanti, con alcune province che migliorano e altre che perdono terreno.
La classifica è utile per capire dove i servizi funzionano meglio e quali aree mostrano segnali di crescita o difficoltà. Tutti i dati provengono dal report ufficiale, che rappresenta la fonte di riferimento principale per questo tipo di analisi.
Che cosa vuol dire misurare la qualità della vita?

La qualità della vita misura il benessere di chi vive in una città e si basa su fattori che riguardano salute, economia, servizi, ambiente e relazioni sociali. È un insieme di elementi che descrivono quanto un territorio riesce a offrire condizioni di vita soddisfacenti ai suoi abitanti.
La classifica annuale del Sole 24 Ore confronta tutte le province del Paese. Il punteggio finale nasce da parametri oggettivi, come la disponibilità di posti letto negli ospedali o il reddito medio, e da indicatori legati alla sfera sociale, come il livello di soddisfazione dichiarato dai cittadini.
La classifica
La classifica Qualità della vita 2025 del Sole 24 Ore colloca Trento al primo posto tra le 107 province italiane. Seguono Bolzano e Udine, che confermano il predominio del Nord nelle prime posizioni. Salgono anche alcune grandi città: Roma cresce di 13 posizioni, mentre Genova guadagna 11 posti.
Top 10 province:
- Trento
- Bolzano
- Udine
- Bologna
- Bergamo
- Treviso
- Verona
- Milano
- Padova
- Parma
All’estremo opposto troviamo Reggio Calabria, che chiude la classifica. Le province del Sud occupano gran parte delle ultime posizioni, segno di un divario territoriale ancora evidente.
I criteri usati per la classifica

La graduatoria del Sole 24 Ore si basa su 90 indicatori selezionati per descrivere il benessere delle province italiane. Ogni parametro appartiene a una delle 12 categorie tematiche e contribuisce al punteggio finale. I dati sono forniti da fonti ufficiali, tra cui Istat, ministeri e osservatori territoriali.
Gli indicatori analizzano il mondo del lavoro, l’andamento economico, la demografia e il benessere materiale, che comprende reddito, condizioni abitative e accesso all’istruzione. Vengono presi in esame anche la qualità e l’accessibilità dei servizi sanitari, i dati sulla longevità, la sicurezza e l’ambiente. La valutazione include il funzionamento dei trasporti, la gestione dei servizi pubblici, l’offerta culturale e le opportunità legate al tempo libero. Un’attenzione specifica è riservata alle relazioni sociali, al supporto comunitario e al livello di partecipazione dei cittadini, oltre alla capacità delle città di rispondere ai bisogni delle diverse fasce della popolazione. Questo approccio rende la classifica uno strumento completo, capace di evidenziare punti di forza e criticità dei territori.
Nuovi indicatori 2025

L’edizione 2025 introduce 23 indicatori aggiornati per descrivere meglio i cambiamenti sociali degli ultimi anni. Tra i temi principali rientra la denatalità, misurata attraverso il numero di nascite e le politiche di supporto alle famiglie. Un’altra novità riguarda gli indicatori dedicati alle fasce d’età: giovani, bambini e anziani. Questi parametri analizzano, ad esempio, l’accesso agli asili, i servizi per gli over 65 e le opportunità lavorative per i più giovani.
La sostenibilità ambientale assume un ruolo più centrale con dati sulla qualità dell’aria e sui consumi energetici. Sono stati aggiunti anche indicatori che riguardano l’innovazione digitale e la diffusione delle nuove tecnologie, riflettendo le trasformazioni in corso nelle città italiane.
Confronto con il 2024
Il confronto tra le due edizioni mostra spostamenti significativi nella parte alta della classifica. Ecco i principali cambiamenti:
- Bergamo, prima nel 2024, scende di quattro posizioni.
- Bolzano sale dal terzo al secondo posto.
- Udine rientra nelle prime tre posizioni.
- Bologna e Milano migliorano il loro posizionamento.
- Roma e Genova registrano un progresso evidente.
- Le province del Sud restano in fondo alla graduatoria, con Reggio Calabria ultima in entrambe le edizioni.
- L’aumento del numero di indicatori rende più dettagliata la valutazione, soprattutto per temi come demografia e sostenibilità.
Uno sguardo d’insieme sulla classifica
La nuova classifica conferma differenze territoriali note, ma mette in evidenza anche segnali di miglioramento in molte città. I dati del Sole 24 Ore permettono di osservare come cambiano i territori e quali province investono di più in servizi, ambiente e innovazione.
Se ti interessa approfondire altri aspetti legati al benessere urbano, puoi leggere anche il nostro articolo dedicato alle città più pericolose d’Italia, basato sulla stessa fonte.